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Napoli. Libri: “La prima guerra civile italiana” un libro ripercorre le vicende del tumultuoso periodo post unitario.

Il libro ripropone, in veste romanzata, il tumultuoso periodo post unitario nell’allora grossa provincia di “Terra di Lavoro” che comprendeva le attuali di Napoli (città metropolitana esclusa), di Caserta e si spingeva fino al Basso Lazio. Si tratta di una guerra dimenticata, nascosta dalla Storia quella che si è combattuta nel primo decennio del 1860 nel Mezzogiorno d’Italia, tra Nord e Sud, come in America. L’esercito nordista della casata dei Savoia calò dal Piemonte alla Campania, sfruttò a suo tornaconto l’idealismo unitario e la credulità popolare contadina. Ad una dinastia, quella borbonica, si sostituì quella dei Savoia molto più spietata.
L’esercito dei Savoia riuscì a prendere agevolmente le grandi città, ottenne il riconoscimento internazionale grazie anche alla corruzione; ma l’esercito non riuscì a conquistare le periferie, le campagne e fu guerra civile, spietata, italiani contro italiani. Guerra Civile Italiana è un romanzo storico che oltre alla Storia racconta il reale: racconta usi, costumi, riti propiziatori e tradizioni centenarie che dipingono un quadro della società contadina italiana degno di essere conservato nei migliori musei.

Il libro edito da IlMezzogiorno è il frutto di un’attenta ricerca storica tra le fonti degli archivi di Stato di Capua, vecchio capoluogo della provincia Terra di Lavoro, Napoli e Caserta.
Nel libro si analizza lo stato d’animo sociale e ambientale dei contadini ai quali il nuovo Regno dei Savoia aveva promessa benessere. L’entusiasmo per le promesse mai mantenute, degenerò nella rivolta armata contro il nuovo ordine imposto. “Ci avevano promesso un nuovo Stato, la Repubblica, la terra ed invece ci hanno dato un altro Re…” l’amara constatazione di un protagonista del romanzo. Così una buona fetta della popolazione del Mezzogiorno d’Italia divenne brigante. Dell’anarchia del decennio che seguì l’Unità d’Italia, trassero vantaggio le Mafie, che da bande di delinquenti si rafforzarono, divenendo le organizzazioni criminali che conosciamo oggi. Questa è la tesi dell’autore, suffragata da un’attenta ricerca storica.

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La trama scritta da Gianluca Parisi di Capua (Caserta), narra la storia di un giovane bracciante, figlio di contadini. Quando Garibaldi giunge al suo paese, nei pressi di Teano, vuole chiedergli la terra. Garibaldi invece preferisce parlare col barone del posto che spaccia per sue le mozzarelle offerte dai paesani. Il giovane vive questa azione come l’ennesimo sopruso, così, accecato dalla collera, tenta di uccidere il barone. Denunciato, è costretto a fuggire sulle montagne dove s’imbatte in una banda di briganti. Vive gli eventi storici del tempo come le stragi di Pontelandolfo e Casalduni. Si arruola nella banda di Carmine Crocco e conosce altri famosi briganti del periodo come Chiavone. Il libro è disponibile al prestito gratuito nelle migliori biblioteche della Regione.