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Capodrise contemporanea III: il PalArti s’interroga sulla felicità

(Caserta24ore) CAPODRISE. Maledetta felicità! Malgrado le aspettative, il desiderio di raggiungerla resta un sogno, lastricato di vertiginose impennate e di rovinose cadute. Il suo inseguimento, privo di una consistenza reale, dai filosofi antichi alle conquiste della scienza e della tecnica, si scontra con la piega imperfetta della realtà. Alla sua terza edizione, l’opening è atteso il 18 ottobre, alle 17:30, “Capodrise contemporanea” si interroga su cosa renda l’uomo (in)felice e se il progresso e l’innovazione abbiano davvero portato a costruire una storia e un presente migliori, per sé e per gli altri. Elegantissima ed enigmatica l’opera manifesto realizzata dall’artista Eliana Petrizzi. Firma autorevole nel panorama dell’arte contemporanea, indice di quanto sia cresciuta l’attività culturale di Palazzo. In un rosso porpora, due volti opposti raccontano le strade che gli uomini intraprendono per raggiungere la felicità. Al centro, la ferita della vanitas, cesura e raccordo, metafora dell’esistenza umana. «Quella di quest’anno – rivela il direttore artistico Michelangelo Giovinale – è una rassegna maturata nella consapevolezza di voler sondare a fondo, in ogni tappa della programmazione, le possibilità, e non le modalità, per una vita migliore. Ciò che anima l’indagine del Palazzo ha a che fare con la sua stessa natura: non curarsi della meta, ma del fine; non elargire risposte, ma stimolare domande. Magari, su come essere felici. Sembra scontato, non lo è». Alla presentazione, il saluto del sindaco Angelo Crescente e dell’assessore alla Cultura Luisa d’Angelo. “Capodrise contemporanea”, da gennaio, ingloberà “Carf 2020”, il Capodrise Art festival, cofinanziato dal POC Campania FERS 2014-2020. Ospiti di rilievo già al primo evento in cartellone, chiamati a dialogare su un punto cruciale di domanda: “La gioia di vivere è davvero un desiderio senza approdo?”. Dialogheranno il critico d’arte Giorgio Aglisola, finissimo scrittore e saggista, la giornalista Antonella Cilento, finalista nel 2014 al Premio Strega, feconda autrice di libri e di cinema, sempre attenta ai temi dell’esistenza, ed ancora; lo svizzero Jean-Paul Hernandez, teologo gesuita fuori dalle sagrestie, noto in tutto il mondo per la sua teologia, lontana dalle cattedre, vissuta sulle strade metropolitane al fianco di chi evangelizza nel cuore della notte. Di felicità interrotta si parlerà a novembre, nel primo appuntamento di teatro camera. Torna l’attrice Claudia Balsamo con “Il Marchese”, un monologo in 9 quadri scritto e diretto dal giornalista e pubblicitario Claudio Lombardi, che del Palazzo delle Arti è stato direttore creativo. L’atto unico avrà immagini e suoni di Alessandro Musone e godrà della partecipazione della giovanissima Zaira Musone. Grande attesa per “Interior life”, la prima delle mostre in calendario a dicembre. A Capodrise si incroceranno gli obbiettivi di nomi autorevoli della ricerca fotografica contemporanea italiana. Una “magnum” su questa disperata ricerca di felicità. Da Daniele Butera a Bruno Cristillo, Salvatore Di Vilio, Fabio Donato, Luciano Ferrara, Stefania Furbatto, Giovanni Izzo, Mario la Porta, Stefano Nasti, Renata Petti, Stefano Renna. «Abbiamo atteso non poco prima di calarci nel confronto serrato con l’esperienza della fotografica, su un tema cosi complesso – precisa Giovinale – e senza alcuna forma di intermediazioni. Un linguaggio artistico che richiede per essere fruita dell’attenzione di un pubblico maturo come oggi è quello che frequenta Palazzo delle Arti». Con “Hanno tutti ragione”, in scena a gennaio Raffaele Patti e Luciano Restivo in un dramma in tre quadri tratto dal romanzo di Paolo Sorrentino. «Perché questo è il gioco. Bisogna comprendere gli altri anche nel momento in cui ti stanno uccidendo. Senza mai sottovalutare la forza sbilenca dell’ironia». Una spinta verso l’immaginazione e chi pensa che Giacomo Leopardi non fosse, in realtà, un uomo a suo modo felice, a febbraio, può ascoltare, in arrivo dall’Università di Pisa, il professor Gaspare Polizzi, in una lectio sul tema “Leopardi, felicità nell’immaginazione”. Polizzi è fra i più profondi conoscitori dell’opera di Leopardi. Sua ultima fatica editoriale è “Giacomo Leopardi, la concezione dell’umano tra utopia e disincanto”. I suoi studi hanno ispirato il regista Mario Martone nella scrittura del film “Il giovane favoloso”. Sarà pungolato da Carmine Negro e Floriana Coppola. Un uomo affronta il mondo. La sua personale ricerca di felicità si trasforma in un clamoroso fallimento esistenziale e scopre, suo malgrado, che la bellezza è amara e la paura il suo traino. “Incapace di restare” è lo spettacolo/concerto, secondo appuntamento di febbraio, con Riccardo Parisi, Lenny Pacelli, e Pietro Varriale, aiuto regia di Martin di Maggio. Una riscrittura tratta dai monologhi di Karl Valentin, caratterista che ha avuto un’influenza significativa sulla cultura tedesca al tempo della Repubblica di Weimar. A marzo, nello spazio espositivo permanente il secondo appuntamento d’arte, con la mostra “Stati d’animo” con opere di Marco Abbamondi, Giancarla Frare, Gaetano Lamonaca, Luigi Pagano, Eliana Petrizzi. Una mostra che non è soltanto un’esperienza visiva, in senso classico come ogni altra rappresentazione artistica, ma ne evoca il coinvolgimento dei sensi, muovendo le emozioni e la capacità immaginative verso uno stato di felicità, che sia reale o solo apparente. In arrivo opere realizzate per il palazzo, interventi site specific, portando alla luce stati interni di colori e forme, frammenti impattanti nella sfera delle risonanze interiori. La storia dell’arte è anche la storia delle vite degli artisti “Infelici che hanno reso felici”. È questa la traccia che muoverà ad aprile il dialogo tra scrittore Stefano Gallerani e il giornalista Francesco De Core, nel suo ritorno a Palazzo, sulle vite inquiete di Caravaggio, Vincent Van Gogh e del più contemporaneo Markus Rothkowitz. A maggio, per il ciclo “Il palazzo forma”, due eventi. “Studenti a Palazzo”, ospiti le scuole del Presidio culturale territoriale con interventi progettuali sul tema della rassegna, e “Vita da set: i maestri del cinema”. Il PalArti in tour fra gli studenti delle scuole per celebrare la Giornata mondiale del diritto d’autore, con Tonia Zitelli, location manager. Dal teatro camera al teatro a corte. Sempre a maggio, arriverà “Respira piano”, uno spettacolo di Piera Russo Nicola Maiello e con Piera Russo, ambientato in Campania, fine anni Cinquanta del 900. Matilde, libera la casa d’origine, gli oggetti, perfettamente integri le rievocano un ricordo lontano, come l’imperioso armadio della madre, un enorme misterioso rifugio che chiede di essere aperto per non tramutarsi in gabbia. Musiche di Frankie Broccoli e Francesco Granatello con la collaborazione artistica di Elena Storace. Nove mesi, insomma, di intensa attività culturale, che a giugno culmineranno nel terzo appuntamento espositivo con nuovo nucleo di opere che andranno ad arricchire “la Collezione” di Palazzo delle Arti. Costruire una collezione resta per “Capodrise contemporanea” la via maestra per una nuova via Appia dell’arte contemporanea.