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Il Cardinale Schuster CIRCA il miracolo di San Gennaro.

(ilMezzogiorno) NAPOLI «Si espone l’ampolla del sangue insieme col capo del Martire e dopo uno spazio più o meno lungo di preghiera, il sangue comincia a liquefarsi, aumentando il volume, come se fosse allora in ebollizione […] Dio vuol mostrare al suo popolo di Napoli, che il sangue del loro gran Patrono – “æterno flori” come là lo chiamano nell’antica iscrizione sepolcrale – è sempre rubicondo e vivo al cospetto del Signore perché nell’eternità e in Dio non esiste passato, ma tutto è presente e in vita a lui dinnanzi. Il martirio del glorioso Vescovo protegge continuamente la bella e cara città di Partenope, così ricca in genio dei suoi figli, come i fiori magnifici di santità» (Liber Sacramentorum, Torino-Roma, 1932, vol. VIII, p. 262).