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Dialogo con il poeta Carlo Pastore

(di Antonella Ricciardi) Gli inizi del 2019 hanno visto la pubblicazione di un nuovo libro di Carlo Pastore, già insegnante di Educazione fisica, e già conosciuto per altri scritti, tra cui poesie che hanno ricevuto diversi riconoscimenti, oltre che per il suo impegno atletico-sportivo con il CAI (Club Alpino Italiano) e per il suo impegno sociale ed ecologista. L’opera, dal titolo “Poesie-Pagine del romanzo con la sua Giulia”, ha ricevuto calda accoglienza in vari ambienti culturali; il volume ispira al suo amore per la moglie Giulia D’Angerio, compagna di una vita, che con lui aveva realmente conosciuto un intenso impegno animalista ed, in generale, ambientale. Il rispetto per gli animali, esseri animati per definizione, quindi senzienti, l’impegno per la pace tra gli esseri umani sono sempre al centro dell’impegno letterario e sociale di Carlo Pastore. Il pensiero di Carlo Pastore, che si fonde con le immagini della natura circostante, evocate nei suoi versi, è un tutt’uno con il sentimento dell’essere parte di un Universo più vasto, da rispettare ed ammirare senza riserve.

Ricciardi: “Può comunicare quali siano stati i principali sentimenti, valori,  immagini mentali che più ti abbiano ispirato per la composizione della  tua raccolta di poesie? Quest’anno è stata inserita in un libro, ma naturalmente è un lavoro di anni…”
Pastore: “La scienza ci comunica mezzo miliardo di anni di vita del pianeta terra, e la vita della nascita dell’uomo da più di cinque milioni di anni, e nella sua evoluzione si è sempre fatta la guerra; forse oggi potrebbe veramente rischiare di distruggere questo luogo magnifico di essenze, dove appunto la catena alimentare era perfetta, a causa del suo egoismo. Infatti, senza rendersene conto ha rivolto la sua battaglia contro la natura: il suo stesso ambiente che gli ha dato la vita; in precedenza si è sempre salvato perché essendo un essere sociale, pur facendo guerra a suo fratello , poi si rendeva conto, del suo errore e realizzava la pace, perché ha bisogno di comunicare. In questo contesto anch’io ho sentito il bisogno di descrivere le mie esperienze, la storia recente dei miei genitori, nonni, l’attualità che oggi con i mezzi tecnologici cambia tanto rapidamente che purtroppo abbiamo iniziato a guardare le cose con tanta superficialità da perdere gli affetti e i contatti umani pur di leggere uno schermo luminoso che ci proietta lontano. Ho avvertito anche per questo la necessità che senza l’altro aspetto della vita che è l’amore non si va lontano. I nostri antenati hanno vissuto momenti tragici di miseria, malattie, così come oggi noi abbiamo costretto a vivere gli africani creando il così detto terzo mondo e ancora non riusciamo a capire che solo con la solidarietà e la riconversione ambientale il pianeta potrà sopravvivere. Il merito di questo mio pensiero più ricco di valori è dovuto alla mia cara Giulia e che ora sempre celebro nei miei scritti. Ella mi ha fatto riflettere, e nei nostri cammini mi ha fatto conoscere la natura nella sua intimità, la discontinuità della luce dei monti, la fraterna amicizia del bosco, ed oggi forte di questa convinzione scrivo le cose in cui ho imparato a credere e senza ipocrisia.”
Ricciardi: “Nei suoi versi traspare una fusione tra impegno per la salvaguardia  ambientale ed affetti, intesi nel senso più ampio, comprendente l’amore  per gli esseri umani, gli animali, la natura “muta” ma vibrante e  bisognosa di difesa: ad esempio, nella poesia dedicata alla cagnolina Alissa, in cui ricorda anche sua moglie Giulia, ed in cui, tra l’altro, ha scritto: “La mia mente a voi si ricongiunge in quel tramonto che fu, 
con nuvole orlate d’oro!”… Puoi spiegare quanto questa eredità  spirituale continui a nutrire il suo impegno?”
Pastore: “Come già detto, non ho alcuna sicurezza se non quella della scienza, per cui, pur riconoscendo nel fiocco di neve l’effetto di una serie di eventi chimico fisico, mi lascio emozionare sempre, dalla caduta di una stella… dal vapore nel cielo….una nuvola “orlata d’oro” e mi lascio conquistare da un’alba, da un tramonto, perché in esso ci vedo di più, le vibrazioni che suscita nel mio corpo, nella mia mente, nell’anima, quei contesti conservo, e li descrivo, quindi anche la mia Alissa la cagnolona lasciatami da Giulia, protagonista nei nostri percorsi, ed ora le sue ceneri sono in un’anfora a me accanto. Il tempo trascorso con Essa, e sono certo che pure non ha mai dimenticato la sua padroncina, ho avvertito e descritto i sentimenti che si generavano, spesso noi sottovalutiamo gli Anima-li. Ma non Lei dottoressa, perché me l’ha posto come domanda, quindi mi fa capire che sono riuscito a colpirla, tanto mi dice che questo mio scrivere non sarà inutile alla società[ nella pagina 67, dei versi sono dedicati infatti al comune sentimento per la natura e gli animali, nella poesia “Antonella” , n.d. R.] e se il mondo fuori è ancora come penso ricco di umanità, credo che possa crescere ulteriormente leggendo e riflettendo su quanto da me scritto sull’amore sulla pace.”
Ricciardi: “Il suo libro comprende con solo poesie, spesso ispirate a persone 
care, ma anche testi in prosa (spesso una prosa poetica), tra cui 
lettere, che ricordano in modo imperituro l’amore e l’impegno ambientale 
di sua moglie, Giulia D’Angerio, purtroppo prematuramente deceduta: puoi 
offrirci qualche altro ricordo di Giulia, così presente in queste 
pagine? Può ricordarci anche  di alcune altre persone che hanno ispirato la sua arte?”
Pastore: “Certo, con le mie poesie, ho ricordato i miei genitori, amici, che il tempo ha portato via il corpo fisico, ma appunto io prolungo il loro essere, per quello che sono stati, e l’importanza che ricoprono ancora oggi, almeno per me;  ho scritto di loro, per non dimenticare tempi e tradizioni abitudini, dialetti ecc. La mia convinzione è che noi siamo la somma del nostro passato, per cui mentre seguiamo la tecnologia del digitale  crescere a dismisura e lo vediamo attraverso i cellulari , che si ci semplificano la vita dandoci l’opportunità di frequentare, purtroppo però con superficialità, con l’altro capo del mondo, ci allontana da ciò che abbiamo al nostro fianco, dagli affetti, dall’amore di un fratello, di un cane , di un albero, insomma scrutare nello spirito nostro e di ciò che ci circonda con sempre maggiori approfondimenti e conoscenze dei nostri padri della filosofia..
Mi chiede altri episodi vissuti con Giulia , ebbene ho diviso tutto quanto il mio scritto di anni, in un anno diviso in sei quaderni bimestrali di cui il primo è il presente, per cui continuerò a parlare nei prossimi cinque del romanzo della mia vita; parlerò dei campioni mondiali che ho incontrato per aver praticato uno sport, lo sci nordico, ad un discreto livello, di Padre Pio e della confessione che ebbi nel lontano 1965, di Pio Perroquet nostro testimone di nozze che portò la regina Josè sul Cervino, e della sua nipote che suscitò una grande emozione in me quando seppi che aveva suggerito al figlio di chiamarla Giulia per ricordare il matrimonio mio con la mia Giulia tanto originale. Il percorso che ci portò verso il monte Bianco con tempo proibitivo con un’altra grande guida del passato Ferdinand Gaspard. e tanto ancora.”
Ricciardi: “Ha più volte ricevuto riconoscimenti, in forma di premi, per sue 
poesie, e sei anche autore di un altro libro, dedicato alla bellezza ed 
alla classificazione dei fiori montani, del Matese: quanto hanno in 
comune queste opere con il libro pubblicato quest’anno, ed hai 
particolari progetti letterari futuri, simili o differenti, rispetto a questi lavori?”
Pastore: “Si , il libro dei ” FIORI SUL MATESE” è stato il libro che abbiamo pensato con Giulia e la sua nascita è dovuta proprio all’amore che Ella nutriva per la natura, la curiosità di sapere di conoscere. Non dimentico quello che probabilmente costituì il suo inizio e che conferma come nel nostro cammino come la natura che ci circondava era nostra amica, Giulia Rivolgendosi ad un Fiore ricordo che disse “MA TU COME TI CHIAMI ?”. Il libro ha avuto grande successo in campo botanico, e purtroppo dopo un anno che la mia Giulia non c’era più, mi recai dalla professoressa Annalisa Santangelo dell’Orto botanico di Napoli e mi disse che aveva inserito il nostro libro nella “FLORA VASCOLARE d’ITALIA” ed in più mi diceva che un’equipe  di professori era stata sul lago del Matese per delle ricerche ma per mancanza di fondi si erano trattenuti poco tempo per cui si erano dovuti soffermare solo nelle prossimità del Lago, invece il nostro libro comprendeva foto e descrizioni di essenze cercate in ogni anfratto e quota e stagione del Massiccio.
Abbiamo realizzata anche una carta dei sentieri e segnati sul territorio, per la convinzione che il turismo è attratto solo se si offrono dei servizi.
E che dire dei quaderni sulla separazione dei rifiuti, anticipando di ben vent’anni quanto ancora oggi non si riesce a fare. 
Giulia da insegnante elementare è stata sempre vicina agli alunni figli di pastori e contadini difendendoli a spada tratta, contro i dirigenti di una classe di conservatori e clientela, ma avendo creato una pista di sci di fondo nella località di “Monte orso” preparavamo i ragazzi a questo sport e tutti si qualificavano per i giochi della gioventù organizzati dal C.O.N.I.alle fasi nazionali.
Come vede ho di che parlare nei prossimi cinque miei libricini.
Scriverò inoltre di un mio pro zio, Cosimo Pedicini,  che essendo stato segretario del papa Pio VII osò portare con il cardinale Pacca, una scomunica all’imperatore Napoleone Bonaparte, che chiaramente non ci pensò due volte per farli rinchiuder nel carcere delle “FENESTRELLE”…..
e ancora sulla prima guerra mondiale ed in particolare di un fratello di mio padre che fu fatto prigioniero dal Colonnello Rommel e rimase per tre anni a “CELLE LAGER” e mi ha lasciato ampia documentazione. Le sono grato per questa intervista e la ringrazio “.
Introduzione e quesiti di Antonella Ricciardi, intervista ultimata nel settembre 2019