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Bojano. XXV di M. Zaccaro: “parole e musica a San Martino”

(di Giuseppe Pace) BOJANO Ero presente la sera del 30 agosto c. a. a Bojano, mia città elettiva ed affettiva come Piedimonte Matese e Padova. Ero presente per vedere e sentire versi poetici, musica e canzoni locali lungo una via stretta e scoscesa con tanti gradini in pietra. Ero presente perché tentato, fino a poche ore prima, di presentare anch’io una poesia dedicata al fiume Biferno, poi ho desistito. Le mie origini pastorali letinesi mi avrebbero fatto osare verso l’innovazione anche poetica come la poesia del fiume Mures, misto di geostoria, astronomia e fantasia. Ero presente per la manifestazione culturale bojanese preannunciata (avrei preferito quella dedicata al prof. C. Silvaroli pure morto ma vivo nella cultura locale come le sue parole”da ru core ‘narmunija parte e cerca cumpagnia”) di ”Parole e musica” ovverossia poesie, parole, musiche, ricordi, emozioni per sottolineare la bellezza dell’animo umano, nell’ambito di Molise Noblesse, il Movimento per la Grande Bellezza ed e-Movo Mirr or Art, sorto laddove si stendeva l’antica capitale dei Sanniti Pentri, che celebra anche il Ver Sacrum anche se quest’anno è saltato. Ero presente per vedere la piccola borghesia bojanese che si ritrova tra saluti ammiccamenti e spesso meritate autoglorificazioni. Ero presente per vedere comunque che Bojano produce cultura e la piccola borghesia culturale è attiva e meno dormiente di quella analoga nel Sannio Pentro Alifano sull’altro versante matesino come ad Alife e a Piedimonte Matese, mentre a Caiazzo qualcosa si fa mediante l’Associazione Storica del Caiatino. Ero presente per vedere ed ascoltare il senso di “Parole e Musica a San Martino”, un convivio che ha visto la partecipazione di poeti da tutto il Molise per una serata tributo in onore del compianto presidente della Pro Loco, Modesto Zaccaro, primo saggista di Bojano (la presentazione fu di Gino Di Biase, allora Sindaco), frequentatore di Accademia di Belle Arti, pilota d’aereo, oltre che scrittore, articolista e punto di riferimento della cultura locale. Ero presente, Venerdì 30 agosto 2019 dalle 19.30 a Bojano, in via San Martino, per assistere alla kermesse culturale nel solco di Turismo e Cultura, Patto per lo Sviluppo del Molise. Poesia e non solo, per dare voce alle emozioni. Con alcune simpatiche novità: “Trica e venga bona”, per esempio, è una espressione dialettale desueta, un augurio che sta a significare “Aspetta pure con fiducia, anche se ritardasse, ti andrà bene!”. Ed è il titolo della commedia scritta dall’Avv. e Commediografo, Alessio Spina, che, all’epoca in cui nasceva l’Università del Molise, 14 agosto 1982, ha immaginato le vicende di una famiglia in cui sono ospitati studenti universitari, nel contesto cittadino bojanese. Una scena della commedia, in anteprima assoluta, presentata e interpretata da Alessio Spina(Luigino), Claudia Patricelli (Cesira), Sabina Iadarola(Carolina),Mina Cappussi (narratore). Ancora in esclusiva la poesia “Alle venditrici di origano”, presentata da Lucia Buttinoin abito tradizionale di Campochiaro. C’è poi la sezione di Sperimentazione linguistica, con Mina Cappussi (Requiem musca) e il giovane Giuseppe Marro (Dolci Demoni). Il programma prevedeva due parti più propriamente poetiche, la sezione Memoria, dedicata ai versi di poeti che non sono più con noi, quali Mario D’Alessio, Gino Tellaroli, Valentino Nero, interpretati da Elisa e Franca D’Alessio, Antonella Colangelo, Manuela e Samuele Doganiero. Per la sezione Storia Patria, una vera e propria chicca, i versi di Berengario Amorosa, “O Pentro Guerriero” recitati da Alessio Spina, composti e presentati in occasione dell’inaugurazione del Monumento ai Caduti il 24 maggio 1922. Le emozioni, insomma, hanno percorso tutto il filo narrativo della serata ben rappresentata da Alessio Spina, che in perfetto vernacolo ha letto la poesia “Anima e Natura” di Antonio Gargano, autore di “4 passi per Bojano” e molte poesie originali in vernacolo bojanese. A. Gargano è uno che vedo spesso frequentare l’Agorà bojanese (Piazza Roma) La manifestazione è riuscita ed ha accolto poeti professionisti e pochi dilettanti, sperimentato il linguaggio del cuore. A 25 anni dalla morte di M. Zaccaro nessuno aveva mai pensato di dedicargli un tributo,poicè tanto ha dato alla città di Bojano, tentando di unire le diverse fazioni con il collante della cultura. Chi ha proposto l’idea alla famiglia, che ne è stata subito entusiasta, ora è soddisfatta. I versi sottolineati e intercalati da brani musicali a cura di Costantino Pietrangelo (voce), Federica Castrilli (chitarra e voce); Lorenzo Spina (clarinetto). Dicitori Mariantonietta Romano, Alessio Spina, Salvatore Brunetti, mentre il momento conviviale a cura del Comitato di Quartiere San Martino. “Un quartiere virtuoso che ha recepito con gioia la proposta, esempio di unità e di amicizia di buon vicinato. E’ grazie a Dora Nero, a Franca Romano, Bruno Liberatore, Annamaria, Giuseppe, Liberato, Maria Luia, Mafalda, Anna, Gaetano, Maria Luisa e a tutti gli altri del rione San Martino che la manifestazione si svolgerà in uno degli angoli caratteristici e suggestivi, complice la luce calda dei lampioni e le fiammelle dei lumini che indicheranno la location, dal vicolo di fronte al municipio e dalla strada al lato della Cattedrale. Artisti e poeti verranno da Roma, Napoli, Pozzuoli, Matera, Campodipietra, Campobasso, Isernia, Vinchiaturo, Monteroduni, Montagano, Baranello, Agnone, Mirabello, San Polo, Campochiaro, Colle D’Anchise a ricordarci che la poesia non ha confini e che siamo tutti uniti nella Bellezza”. E di bellezza ha parlato pacatamente don Rocco Di Filippo, parroco dell’Antica Cattedrale, che ha aderito fin da subito, con entusiasmo, al Movimento per la Grande Bellezza nato a Bojano. Presentata da Mina Cappussi e Maurizio Varriano, la manifestazione si è aperta con un lunghissimo ricordo di Modesto Zaccaro a cura di Mina Cappussi, Claudia Patricelli, Costantino Pietrangelo e ha visto la presenza dei poeti: Gianfranco Rossodivita (Campodipietra);Carmen D’Amico; Iliana Onesti (Isernia);Salvatore Brunetti (Pozzuoli); Mario D’Ancona (Vinchiaturo); Pina Di Nardo (Campobasso);Giovanni Maio (Baranello); Adalgisa Dell’Olmo (Bojano); Lucia Buttino (Campochiaro); Silvana De Luca (Isernia);Antonio Gargano (Bojano); Giuseppe Marro (Bojano); Mina Capussi (Bojano); Maurizio Varriano ;Linetta Colavita (Campobasso),Nicola Romano (Bojano);Carmelina Giancola, la figlia di Adelio Cannarsa, Stefania (Vinchiaturo). Tra le chicche, le canzoni con i testi dei bojanesi Geppino Gentile e Fiore Velardo, i versi di Fernando Caterina (Montagano) “Ngoppa a lu paese”, quelli di Mario D’Alessio giunto a Bojano, da Mirabello, con il padre, Marco Di Biase, farmacista dei primi anni ’20 del ‘900, che in seconde nozze sposò Ester Spina, dalla quale avrà Mincuccio, Gino (per oltre 20 anni sindaco di Bojano), Letizia e Dario. Filosofo, fotografo, poeta, Mario è stato insignito del titolo onorifico di Accademico Tiberino, lo spettacolo di recitazione e musica ideato da Federica Castrilli sulla vicenda cinquecentesca di Delicata Civerra. A chiusura consegna degli attestati di partecipazione per poeti, dicitori, presentatori e della targa commemorativa alla famiglia di Modesto Zaccaro, nelle mani della moglie, Mariantonietta Ferri e della figlia, Georgia Zaccaro. L’evento è stato organizzato da Centro Studi Agorà – Un Mondo d’Italiani, in collaborazione con partner regionali, nazionali e internazionali: Casa Molise, Il Pentagramma, Matese Mountain Bike, Gruppo AWA, Karibu e Integramondo, Aitef Onlus (Associazione Italiana Tutela Emigrati e Famiglie); Asmef; Aiccre Puglia; Matese Arcobaleno; Adiform; Via Micaelica Molisana; Attraverso il Molise; Servizio Civile Universale, Comune di Macchia d’Isernia, Comune di Fornelli; Comune di Campodipietra; Comune di Cerro al Volturno; Comune di Limosano; Molise Avventura, Borghi d’Eccellenza, Corredor Productivo (Argentina); Molise Club Melburne (Australia); Società Bagnolese Vancouver (Canada); Museo Diocesano Bisceglie, Trani, Barletta; Associazione ‘’Il Tratturo’’ Campodipietra; Pro Loco Cerrese 1982. Una nota non brillante dell’intera manifestazione è stata la iniziale e lunghissima prolusione femminile, che se dimezzata avrebbe alleggerito la piacevole serata di “gente che ancora conosce la creanza e alla parola mischia il sorriso questo è da sempre il Molise”. Con tali parole Emilio Spensieri cantava il suo Molise del quale il genero di M.Zaccaro, Pietrangelo, ha cantato magnificamente la poesia del vinchiaturese E. Spensieri “Matese”, “Albero Bello” del bojanese Velardo (con bis e tris dei locali che lo accompagnavamo a cantare, quasi un inno corale di un’intera comunità) oltre alla più nota canzone “Vienici a ru Mulis furastier ce ne ghianamm nsieme ncoppa u Matese…”. Tra i presenti, in sordina, ho intravisto anche i consorti e Scriptorum Loci, già prof.ssa Clorinda Colalillo e già Dir. sc. Pietro Mario Pettograsso, dai quali mi aspetto di chiarire il mistero della nobildonna Bojanese H. Pallotta, morta e sepolta due secoli fa nella basilica piedimontese “Ave Grazia Plena”, come promessomi, digitalmente, da Alessio Spina. Modesto Zoccaro, presidente per molto tempo della Pro Loco di Bojano, aveva lanciato l’idea di valorizzare i poeti a Bojano in località Pietrecadute, una delle tre sorgenti del Biferno. Quest’anno gli eredi culturali e familiari dello ”scopritore di nuovi mostri”(così li chiamava i poeti partecipanti M. Zaccaro e chissà se fu questo suo sottile giudizio a fargli interrompere la ricorrenza) hanno pensato bene di spostarla dentro Bojano quasi lungo l’antico tratturo transumante in un quartiere ricco di ricordi e con foto alle pareti della stradina di persone quasi viventi come lo scultore Mario Cavaliere. La manifestazione, a parte la voglia di chiacchierare molto, delle due animatrici, è stata brillante, sentita ed apprezzata da molti.