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Caserta24oreViaggi. Nei dintorni di Valencia: Cullera e El Ping

Piccole cittadine a quattro passi dal mare, rispettivamente a sud e a nord di Valencia sedi di tappa di partenza e di arrivo della “Vuelta” il giro di ciclismo di Spagna nel 2019.
Partiamo da Cullera.

E’ raggiungibile via treno da Valencia Estacion de Norte in poco più di mezz’ora con la tratta regionale che da Castellon de la Plana porta fino a Gandia.
Come tutte le cittadine dell’area sono caratterizzati dalla presenza di un castello, prima saraceno poi ristrutturato dai regnanti cattolici. Il castello di Cullera sorge sulle rovine del castello moro costruito dal Re Jaime I nel secolo XIII e poi nuovamente restaurato da Pietro IV il Cerimonioso; ancora ristrutturato dopo la guerra d’indipendenza. Ha un ascensore panoramico da dove si gode uno splendido panorama. Annesso al castello si trova il Santuario costruito in stile neo-romanico. Sulla facciata principale s’innalza la robusta torre campanara a cupola. Si può raggiungere il santurario sia con strada carrabile (costruita nel 1806) che attraverso la vecchia strada a zig zag, bianca, a piedi, oggi il così detto cammino del Calvario. Nella cappella dove finisce la via Crucis James I d’Aragona nel 1248 posò l’effige della Vergine. Nei secoli successivi, vari miracoli come le guarigioni dalla peste nel 1631 ne aumentarono il culto e la devozione. Tra i tanti annoverati quello dell’otto di agosto del 1857 quando un torero fu portato moribondo sul castello e miracolosamente, il giorno dopo non c’era più traccia dell’incornata ricevuta. Nel 1891-97 la cappella fu ampliata e fu costruito l’attuale santuario a cui recentemente il papa Francesco ha concesso il privilegio di santuario giubilare, con la remissione di tutti i peccati ai fedeli che lo visitano e si accostano ai sacramento.
Altre attrattive
La chiesa parrocchiale di San Giovanni costruita in stile gotico poi ampliata in stile neo-classico; il quartiere arabo del Pozo, la Torre della Regina Mora situata sul cammino del calvario per il Castello, risalente al XIII secolo; il mercato municipale con annesso rifugio dalla guerra civile che si trova nei sotterranei; la Torre del Marenyet costruita nel 1577 da Felipe II per controllare la costa mediterranea dall’assalto dei Pirati; il Museo storico e archeologico.
Il Museo del Arroz che si trova nei pressi dell’eremita de los Santos de la Pietra è una sorta di museo contadino. Infine nella caverna del Faro si trovano esposti reperti pirateschi del XVI secolo. Un salto con giro in barca alla Laguna del fiume Estany per ammirare il pittoresco quadro ambientale che la caratterizza è doveroso. La laguna può essere raggiunta anche attraverso ciclovie dal centro di Cullera.

El Ping
(tratto da elpuig.es). Il Puig si trova a 14 km da Valencia, nella regione dell’Horta Nord. È adagiato su una collina, infatti il ​​suo nome deriva da esso, poiché in valenciana “puig” significa Monte. Il suo territorio si estende dalle montagne di Cabeç Bord e Serra Llarga, ai piedi della Sierra Calderona, al paesaggio blu, aperto al Mar Mediterraneo.
La storia di El Puig è lunga e complessa. Le prime indicazioni storiche risalgono alla società iberica, dei tempo dei romani un pilastro funebre è conservato nel monastero di Santa María del Puig.

Il passaggio degli arabi a El Ping è registrato dai vari reperti ritrovati intorno alla montagna di Castillo o “La Patà”. Nel 1237 fu conquistato da Jaume I. Il confronto nella famosa battaglia di Enesa tra cristiani e arabi, aprirà le porte alla conquista della città di Valencia nel 1238. Dal castello di El Puig si controllava il passaggio settentrionale verso Valencia. Il Monastero resta la maggiore attrattiva della città: una visita guidata al museo che si trova all’interno è obbligatoria. La costruzione della chiesa del Castello fu iniziata nel 1237 sopra la presistente struttura della moschea Alla fine di agosto 1237, il frate mercedario Pedro Nolasco scoprì l’immagine della Mare de Déu sotto una campana, secondo la leggenda. Su quella stessa collina fu costruita la chiesa di Santa María e, dal XVI secolo, il maestoso monastero. Da vedere il chiostro, la sala reale, lo stile gotico, la sala della ceramica. DI fondamentale importanza per lo sviluppo economico della cittadina le arti tipografiche, pertanto all’interno del monastero si trova un Museo de la Impremta e delle Arti Grafiche. Si tratta del secondo per importanza dopo quello di Madrid

Curiosità
El Ping qualche anno fa si sono riuniti degli studiosi e letterati per redigere un documento al fine di far riconoscere il valenciano come una lingua a parte del catalano. La riunione non ha avuto successo ed il valenciano continua ad essere oggi una sorta di dialetto del catalano, la lingua ufficiale della Catalogna, la regione di Barcellona. Diciamo che il valenciano sta al catalano come il napoletano sta al castigliano (lo spagnolo) o all’italiano, ma mentre il napoletano si differisce sia dallo spagnolo che dall’italiano e quindi è una lingua, il valenciano è simile al catalano e pertanto è tutt’ora ritenuto un dialetto.