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Italy Emergenza: il commissario della ASL Napoli 1 Centro, Verdeoliva

(riceviamo e pubblichiamo) Sono un’aggressione violenta e offensiva, le dichiarazioni rese nel corso della giornata di ieri dal commissario straordinario dell’ASL Napoli 1 Centro, Verdoliva. La Italy Emergenza è costretta, suo malgrado, a smentire le opinioni confuse e contraddittorie, rese dal commissario straordinario dell’ASL Na1 Centro, che sembra disconoscere l’istituto giuridico della proroga tecnica. Un istituto disciplinato dal’ANAC al fine di garantire l’erogazione di un servizio nelle more della predisposizione di atti di gara. Una continuità di servizio voluta dall’ASL Napoli 1 per un proprio ritardo, e non per presunte pressioni esercitate dalla Italy Emergenza.
Così mentre il Commissario Verdeoliva impegnato nella propria spending review sembra non curarsi dell’ampliamento di cui è oggetto, in regime di proroga un altro grande appalto: quello dell’emergenza – urgenza 118 : affidato alla CRI Napoli e alla società Bourelly Healt Service. Tra le righe, getta discredito su Italy Emergenza. Perché?

La proliferazione del servizio affidato a seguito di gara di evidenza pubblica del 2013, alla CRI Napoli, ad oggi ampliato e in parte gestito in subappalto ad altra società, riguarda di fatto un servizio della durata di due anni, che dal 2016 ha subito costanti e continue proroghe (vedasi atto delibera n.2224 del 16/11/2018 “rinnovo per sei mesi” e delibera n.560 del 21 novembre 2016 2atto aggiuntivo e subappalto alla Bourelly). Il cui valore economico, e strutturale – si badi – è lievitato del 200% nell’arco di TRE anni.
Il commissario sembra non essersi reso conto che per il servizio oggetto di PROROGA TECNICA E’ STATO OGGETTO DI UNA PROCEDURA DI GARA PUBBLICA E AD OGGI AVREBBE ANCHE UN AGGIUDICATRIO! CHE NON E’ LA ITALY EMERGENZA Ma la Misericordia di Napoli. Il Commissario Verdoliva, al momento non sembra preoccuparsi del delicato servizio che la nostra coop svolge per 72 cittadini campani, bisognosi di cure ed assistenza costante, essendo sottoposti a dialisi, dunque a trasfusioni ematiche debilitanti e rischiose, così come non sembra preoccuparsi delle sorti delle centinaia di malati carcerari di Poggioreale, e di oltre 100 famiglie che con dedizione, da un appalto all’altro, lavorano in questo servizio da oltre dieci anni.

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