Crea sito

Caserta24oreViaggi. Ciutadella de Minorca la vecchia capitale dell’isola dei cavalli

Ciutadella prima di lasciare il passo al capoluogo Maò era la vecchia capitale dell’isola e ne conserva ancora i fasti. Nell’isola di Minorca si trovano i parchi naturalistici e le riserve meglio conservati di tutto il Mediterraneo: un parco naturale di 702 km2, cinque riserve naturali, una riserva marina e 19 zone di interesse naturalistico. Tutto ciò fa che l’accesso ad alcune cale tra le più belle è limitato.

Cala Macarella
Ad esempio per accedere alla famosa cala Macarella è possibile farlo solo attraverso autobus. Attenzione non pensiamo che la cala sia ‘spiaggiosa’, la presenza di alghe è una costante delle

correnti e le alghe sono fondamentali per alimentare quei microrganismi alla base della conservazione della spiaggia dorata che caratterizza la cala. Poco distante da cala Macarella si trova la Macarelleta, un’altra piccola cala dove la presenza di alghe è minore. Per raggiungerla bisogna percorrere un sentiero a piedi di 1km e mezzo. Durante il percorso è frequente l’incontro con capre selvatiche che in alcuni casi si avventurano fin sulla spiaggia a caccia di cibo lasciato dai turisti.
Sulla costa le spiagge di Minorca, anche se piccole, sono per tutti i gusti: arenili, spiagge con servizi, spiagge deserte, acqua cristallina, nell’entroterra ci sono tante strade rurali per escursioni sia a piedi che in bicicletta.

Il sentiero (camino) dei cavalli
Per raggiungere queste cale il modo migliore è il mare, con imbarcazioni oppure attraverso i sentieri del “Camino dei caballos”. Si tratta di un grande sentiero circolare pedonale, che costeggia tutta l’isola. Non si sa quando fu progettato, ma di sicuro serviva per controllare la costa con costanti pattugliamenti a cavallo. Siamo nel secolo XVIII quando risulta utilizzato come

via di transito perimetrale di tutta l’isola, con la funzione fondamentale di difesa che permetteva alle autorità militari e governative una buona vigilanza della costa e un efficace sistema di comunicazione, visto che i pattugliamenti erano costanti tutto il giorno e la notte. Considerato che gli arabi importarono molti cavalli sull’isola, che ancora oggi vivono allo stato brado con recinti in pietra che li separano dalle strade, è verosimile che il percorso se non fu progettato da loro fu sicuramente ampliato e manutentuto. Taluni bikers oggi riescono a percorrerlo anche in mountain bike.

Il clima
L’isola gode di un clima tipicamente mediterraneo, la morfologia del territorio divide il territorio in due zone ben differenti: quella a nord poco popolata dove si trovano costruzioni megalitiche di origine sconosciuta, la naveta des Tudons, la torre d’en Galmes, il forte de Marlborough, Il vento di tramontana spira spesso e rende secca l’aria, d’inverno le raffiche raggiungono anche i 100 km orari. A differenza della sorella maggiore Maiorca, l’isola non ha vette e catene montuose alte a nord che la proteggono dai venti. Al sud il clima è più umido e caldo.

Ciutadella
Il centro storico è una piccola città fortificata, dove la presenza araba si manifesta in labirinti, terrazze. Vale la pena visitare la città durante le festività di San Giovanni tra il 23 e il 24 giugno. Alle porte della città si trova la Naveta des Tudons, il monumento preistorico più emblematico dell’isola. Tra le chiese, oltre alla Cattedrale la chiesa di Cristo morto in croce merita una visita.

Il miracolo del Cristo in croce
La statua rappresenta il Cristo con la testa cadente a destra, gli occhi chiusi e con un’espressione di maestosa serenità. Nella chiesa della parrocchia di Sant’Onofrio, l’icona iniziò

a sudare il 15 marzo del 1661 e il fatto fu constatato d’una inchiesta giudiziaria che contrasta la più stretta critica storica. Una confraternita vicina alla corporazione dei Paraires, i cardatori di lana, acquistò una casa disabitata in via dei Seminari. Nel 1662 ebbe inizio la costruzione della chiesa urbana terminata alla fine del mese di maggio 1667. Nella metà del XVII secolo fu costruita una nicchia per ospitare l’immagine della statua. Nel 1721 il papa Innocenzo III riconobbe il miracolo. In occasione del terzo centenario della sudorazione nel 1961, in vescovo Pasqual creò la sezione dei portatori dell’immagine sacra.