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Caserta24oreViaggi. L’antica Sagunto valenciana come l’antica Cales campana

Sagunto è una città di 65mila abitanti e si trova a metà strada tra Valencia e Villareal. Urbanisticamente è divisa in due dalla collina sulla quale sorge il complesso di edifici, chiamato erroneamente il Castello di Sagunto. Sul lato che ‘guarda’ l’entroterra c’è la città vecchia, con la chiesa cattedrale, i vichi stretti; il lato che ‘guarda’ il mare, distante 4 km, a sud della linea ferroviaria è invece un’urbanizzazione di recente costruzione con centri commerciali, grandi strade, ciclovie che conducono al porto e alle spiagge gettonatissime nel periodo estivo.

Negli ultimi decenni la Spagna ha avviato una massiccia politica per utilizzare in maniera industriale il turismo. A ovest la città è delimitata dal fiume a regime torrentizio del Palancia. La costa è bassa con presenza di dune.

La città vecchia e il Castello
Sorge ai piedi del complesso di edifici della fortezza circondata da una muraglia di una piccola Alcazaba araba, ma la struttura era preesistente sin da prima della venuta dei romani.
Da qui sopra si vede uno splendido panorama. Questo complesso di edifici di 800 metri quadrati è stato costruito sull’ultimo promontorio del colle della Sierra Calderana. La posizione era strategica per il controllo del territorio. I romani costruirono il foro, il teatro (ristrutturato) ed utilizzato oggi in stile moderno per gli eventi estivi.

Il cimitero ebraico
Ai piedi lato nord della struttura si trova il cimitero ebraico medioevale. Gli arabi non cacciarono direttamente gli ebrei, consentendo loro di dare sepoltura con la loro cultura ai morti; ma di fatto li costrinsero poi ad abbandonare la penisola.

Le caverne nascondiglio
Sotto le forti mura del complesso, si trovano delle caverne costruite in epoca sconosciuta, con la presenza di resti di antiche tombe. Durante la guerra civile del 1936-39, queste cave furono ampliate ed usate come nascondigli, alimentando negli anni successivi antiche fiabe e leggende nei bambini che vi ci si avventuravano.

Passeggiata archeologica
Si tratta di un sentiero di 3 km intorno a tutta la struttura. Ai margini si notano costruzioni di differente epoca e resti di strutture costruite durante la Guerra Civile.

La muraglia e la torre di Sant’Anna
La muraglia è di epoca islamica XI-XIII secolo, la tecnica costruttiva è quella dell’inglobare laterizi nella roccia naturale. Alla fine del XVIII, fino al principio del XX furono aperti numerosi varchi e il materiale fu saccheggiato per essere riutilizzato nelle costruzioni civili, soprattutto quello delle numerose torri delle quali oggi ne restano solo due: quella di Sant’Anna, che è la più visibile e si trova nel settore occidentale.

Altri luoghi di interesse
La chiesa di Santa Maria della Vergine è stata costruita nel secolo XIV sull’antica moschea ed è oggi la chiesa principale della città. La casa del Berenguer è un antico palazzo in stile gotico. Piazza Maggiore è una grande piazza di epoca medioevale, storicamente centro religioso, politico e sociale. Conserva oggetti di antico valore come lo scudo reale di Almacera ed elementi di epoca romana riutilizzati nelle costruzioni. Da visitare infine la collezione epigrafica che si trova nel Castello che è una delle più ricche di tutta la Spagna.

Un po’ di storia
Insediamenti iberici, risalgono al V secolo a.C. nel settore occidentale del Castello. La prima denominazione della città fu Arse e recenti scavi hanno dimostrato che già a quell’epoca fosse utilizzata l’area del Grau (il porto). La città emetteva moneta propria in bronzo ed era l’unica iberica che avesse un senato per disbrigare le questioni politiche. Romanizzata fu teatro delle guerre puniche, proprio come Cales città romana che si trova in Campania dove l’esercito di Annibale si fronteggio con quello romano nei dintorni del fiume Volturno.
Ma qui siamo in Spagna e i romani si ritirano sulla linea del fiume Ebro verso Zaragozza come limite massimo di influenza cartaginese sulla penisola Iberica. Annibale stabilì il suo quartiere generale a Sagunto, proprio come fece poi a Capua, in Italia.
Sconfitto Annibale nella II guerra Punica i romani rinominarono la città in Saguntum, trasformandola in Hispanoromana con monete in due lingue, quella iberica e quella latina. Con i romani in epoca repubblicana, Sagunto visse il massimo splendore, con la costruzione di numerosi monumenti come il Tempio di Augusto, il foro, il teatro. Con la caduta dell’impero, la città decadde fino alla venuta dei Saraceni che costruirono sugli edifici preesistenti l’Alcazaba. Il resto è storia recente.