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Politica. Movimento 5 Stelle: oggi “Radio Maria e canti gregoriani” domani Requiem aeternam Amen

Il calo di consensi del Movimento 5 Stelle non può essere addossato al solo capo politico. Certo del suo pure ce l’ha messo, assomigliando talvolta ad una sorta di Renzi. La Lega, da movimento politico territoriale, ha definitivamente sconfinato fino ad espropriare voti su voti al Sud, dove per fortuna del Movimento gli ex-grillini restano comunque il primo partito. All’inizio dell’avventura politica era il contrario: i 5stelle prendevano voti sopratutto al Nord, ma erano altri tempi.
Negli ultimi anni, invece, tempi e spazi della politica, grazie all’utilizzo di massa dei social, si sono assottigliati. La personificazione della politica, avviata decenni fa da Berlusconi adesso dura solo pochi anni con conseguente volubilità dell’elettorato e volatilità dei voti. Ne hanno fatto le spese ieri Renzi, oggi Di Maio e domani siamone certi anche Salvini.

Ma cosa ha spinto molti elettori del M5Stelle a stare a casa, altri a passare con Salvini e altri ancora già ex-PD a tornare alla base?
Queste domande i quadri del Movimento 5 Stelle devono porsele.
Chi non è andato a votare forse non ha voluto essere partecipare a questa alleanza con la Lega, altri hanno pensato di votare Lega direttamente, piuttosto che passare attraverso i 5Stelle, gli elettori ex-PD contrari a Renzi (ormai pochi) si sono accontentati di uno Zingaretti qualsiasi e sono tornati all’ovile.
Questo, in estrema sintesi, il tentativo di spiegare l’enorme emorragia di voti che ha visto protagonista in negativo il Movimento 5 Stelle. Ma ora che fare? Se la saranno posta questa domanda i vari Casaleggio, Fico, Di Battista… e lo stesso Di Maio? Il capo politico subito ha puntualizzato che nessuno ha chiesto le sue dimissioni. Ma le dimissioni si chiedono o si rimettono?
Con il far finta di niente e senza una cura adeguata, questa emorragia di voti rischia di far morire dissanguato il M5S. Ai voglia a chiamare a raccolta i vecchi militanti dell’uno vale uno a fare trasfusioni, resteranno sempre a casa. Servirebbe una scossa all’interno del Movimento. Dopo questo flop elettorale che ha lesionato le mura portanti del Movimento, potrebbe arrivare non un terremoto, che comunque non distruggerebbe le forti fondamenta sui cui principi poggia il Movimento, ma uno Tzunami che spazzerebbe via tutto il Movimento e allora sarà veramente difficile rimboccarsi le maniche, buttando via quanto fatto di buono per il Paese in tutti questi anni (gianluca parisi).

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