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La povertà in India e il sistema delle caste

(Padre BUNGA SURESH- Missione di Vijawada) L’India è un bellissimo visto dall’esterno. Ma la realtà è molto diversa da ciò che appare. La società indiana infatti è divisa in diverse caste. Secondo il sistema religioso indù, infatti, le persone in India sono divise nelle seguenti categorie: 1. Brahmana, 2. Kshatriya, 3. Vysyas, 4. Sudra. La divisione si basa sul mito secondo il quale il Brahma, il Dio creatore indiano, avrebbe dato vita a ciascuna delle caste da una parte del suo corpo.
1. Dalla testa venne il Bramino che rappresenta il clan più alto e sacerdotale
2. Dalle spalle venne il Kshatriya e sono i governanti.
3. Dallo stomaco venne il Vaishya, la classe economica
4. Le classi inferiori, gli shudra, sono i lavoratori agricoli. Infine ci sono i Dalita o Harijan, gli intoccabili. La povertà è causata dalla pratica di questo sistema di caste. Tutta l’autorità politica, economica e religiosa è nelle mani della casta superiore. Le ultime caste come i dalit non sono nemmeno considerati degli esseri umani. Sono considerati meno degli animali e se toccano qualcosa non è più buono. Con questo sistema di credenze la società indiana sta opprimendo una grande popolazione che tratta le caste inferiori come schiavi. I bramini che sono i sacerdoti hanno stabilito molte regole per i dalit e li hanno trattati come degli animali e intoccabili. Questo sistema nato mille anni prima di Cristo continua ancora oggi. Le caste superiori rappresentano solo il 20% della popolazione indiana, mentre la casta inferiore costituisce il restante 80% della popolazione. Il 20% domina l’80% da secoli. Per l’80% della popolazione vi è solo discriminazione, lavoro forzato, schiavitù e povertà. La situazione cominciò a cambiare con l’arrivo dei missionari cristiani che chiamavano gli intoccabili “figli di Dio”. Ai Dalit non era permesso entrare nei templi perché gli altri ritenevano che se i Dalit fossero entrati nel Tempio, il tempio rimaneva contaminato. Ma i missionari cristiani li hanno abbracciati. Hanno dato loro amore, cura, educazione e medicine. Sono diventati liberi di entrare nella Chiesa. E la maggior parte dei Dalit è diventata cristiana. In questo modo, il Dalit che una volta era intoccabile, sporco, e la sua ombra avrebbe contaminato l’uomo di casta superiore quando cadeva su di lui, ha cominciato a camminare per le strade e ad essere educato. Con la venuta di Cristo in India è iniziato il cambiamento. Un cambiamento lento e difficile. In 2000 anni di cristianesimo in India, infatti, solo il 2,5% degli indiani sono cristiani.Questo scarso numero di cristiani non è dovuto al fatto che le persone non credono in Cristo, ma perché hanno paura di seguire Cristo a causa delle minacce della casta superiore. Un missionario ha molte minacce insieme alle persone che lo seguono. Sono attaccati, uccisi e tenuti ingiustamente dietro le sbarre.

Oltre all’oppressione dei poveri ci sono molti altri mali nella società indiana:
1. I Sati: secondo questa regola religiosa indù, quando un marito muore, la moglie deve entrare nel fuoco e cremare se stessa insieme al morto.
2. I matrimoni tra minori: le ragazze vengoo fatte sposare all’età di 12 anni.
3. Devadasi: prostituzione del tempio. Le ragazze di casta inferiore sono costrette a dedicare la loro vita come prostitute al tempio. I sacerdoti le usano per i piaceri sessuali e a volte le uccidono. Senza che nessuno venga interrogato.
4. Il ricco può comprare una moglie con i soldi dei poveri. Perciò un vecchio può sposare una ragazza di 15 anni e quando muore, la ragazza viene spinta nel fuoco.
5. Nessun matrimonio di vedove: alle vedove non era permesso sposarsi di nuovo. Nonostante la maggior parte delle vedove siano giovani donne che hanno perso i loro mariti già vecchi.
6. Land Lords: la terra è nelle mani di pochi e tutti gli altri sono considerati lavoratori.
7. Istruzione: i piccoli di casta inferiore non possono entrare a scuola. Anche adesso capita ma in un modo diverso.
Quindi il lavoro di un missionario cristiano non è solo l’evangelizzazione, ma anche l’abolizione di tutti questi mali. E la casta superiore attacca sempre la casta più bassa e la maltratta se cerca uno stile di vita migliore.