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LA MISSIONE DI PADRE BUNGA SURESH IN INDIA

(Paolo Mesolella) Padre Bunga Suresh, dal momento della sua ordinazione avvenuta il 3 novembre 2007 ha dedicato tutta la sua vita all’evangelizzazione dei poveri, degli emarginati e dei dalit, i tribali, che vivono ai confini della società. Vivono nella foresta lontano dalla società principale. “In effetti, spiega Padre Bunga, ne faccio parte anch’io. Ma Dio mi ha scelto e incaricato di evangelizzare i poveri. Ho sempre cercato di combattere questa discriminazione di caste nella società. Voglio vivere un sacerdozio secondo le Scritture. E non pongo limiti per la mia missione. Non mi limito al posto dove mi trovo e alla mia diocesi. Scopro persone e creo comunità cristiane. Raggiungo le montagne e le valli per raggiungere i poveri e predico il Vangelo fino ai confini della Terra. Ho dovuto superare molte prove, persecuzioni, arresti, ma non ho mai fermato la mia missione da 13 anni. Più lavoravo e più il Signore faceva miracoli per confermare la sua presenza con me. Direi che sono ubriaco dell’amore di Cristo. Perciò amo lavorare per la diffusione del Regno di Dio. Amo salvare le vite di questi piccoli oppressi nel nome di Cristo. Solo in Cristo hanno la libertà nella società. E lavoro per dar loro la dignità personale. Amo i bambini. Darei la mia vita per salvare la vita di un bambino, tale è il mio amore per i bambini. Lavoro per dare loro la speranza per il futuro. C’è bisogno di creare scuole per loro, c’é bisogno di creare ospedali, c’é bisogno di creare chiese per loro. Questo significa che c’è qualcuno che si prenderà cura di loro. Che sosterrà la loro causa. Per me è una grande gioia lavorare con i poveri. Visito tutte le mie stazioni di missione senza sosta. I mei fedeli devono essere incoraggiati ogni volta. Il lavoro principale che sto facendo oggi è la costruzione di una scuola e di una chiesa. Il più grande errore che la Chiesa sta facendo oggi è il monopolio dell’economia. La chiesa invia aiuti solo ai Vescovi che raramente conoscono la situazione delle aree di missione. Quindi consiglio che il singolo cristiano dovrebbe aiutare i sacerdoti missionari a fare in modo che il regno di Cristo si realizzi. Ci sono molte altre cose che dovrei scrivere sulla mia missione in India. Non ho altro aiuto se non quello che pochi cristiani italiani donano per la costruzione della Chiesa e della scuola”.

La vita in India è cominciata a cambiare con l’arrivo dei missionari cristiani che chiamavano gli intoccabili “figli di Dio”. Ai Dalit non era permesso entrare nei templi perché gli altri ritenevano che se i Dalit fossero entrati nel Tempio, il tempio rimaneva contaminato. Ma i missionari cristiani li hanno abbracciati. Hanno dato loro amore, cura, educazione e medicine. Sono diventati liberi di entrare nella Chiesa. E la maggior parte dei Dalit è diventata cristiana. In questo modo, il Dalit che una volta era intoccabile, sporco, e la sua ombra avrebbe contaminato l’uomo di casta superiore quando cadeva su di lui, ha cominciato a camminare per le strade e ad essere educato. Con la venuta di Cristo in India è iniziato il cambiamento. Un cambiamento lento e difficile. In 2000 anni di cristianesimo in India, infatti, solo il 2,5% degli indiani sono cristiani. Questo scarso numero di cristiani non è dovuto al fatto che le persone non credono in Cristo, ma perché hanno paura di seguire Cristo a causa delle minacce della casta superiore. Un missionario ha molte minacce insieme alle persone che lo seguono. Sono attaccati, uccisi e tenuti ingiustamente dietro le sbarre.
Oltre all’oppressione dei poveri ci sono molti altri mali nella società indiana:
1. I Sati: secondo questa regola religiosa indù, quando un marito muore, la moglie deve entrare nel fuoco e cremare se stessa insieme al morto.
2. I matrimoni tra minori: le ragazze vengoo fatte sposare all’età di 12 anni.
3. Devadasi: prostituzione del tempio. Le ragazze di casta inferiore sono costrette a dedicare la loro vita come prostitute al tempio. I sacerdoti le usano per i piaceri sessuali e a volte le uccidono. Senza che nessuno venga interrogato.
4. Il ricco può comprare una moglie con i soldi dei poveri. Perciò un vecchio può sposare una ragazza di 15 anni e quando muore, la ragazza viene spinta nel fuoco.
5. Nessun matrimonio di vedove: alle vedove non era permesso sposarsi di nuovo. Nonostante la maggior parte delle vedove siano giovani donne che hanno perso i loro mariti già vecchi.
6. Land Lords: la terra è nelle mani di pochi e tutti gli altri sono considerati lavoratori.
7. Istruzione: i piccoli di casta inferiore non possono entrare a scuola. Anche adesso capita ma in un modo diverso.
Quindi il lavoro di un missionario cristiano non è solo l’evangelizzazione, ma anche l’abolizione di tutti questi mali. E la casta superiore attacca sempre la casta più bassa e la maltratta se cerca uno stile di vita migliore.