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LA MESSA TRIDENTINA E LE SUE GRAZIE

(Gianluca Martone) Nel trattare la bellezza e l’onnipotenza della vera e autentica messa cattolica di sempre, la santa messa tridentina, bisogna fare innanzitutto riferimento al modo straordinario in cui i Santi vivevano la Santa Messa, in un interessante articolo tratto dal “Timone”:” ”:”Soltanto in Cielo comprenderemo quale divina meraviglia sia la Santa Messa. Per quanto ci si sforzi e per quanto si sia santi ed ispirati, non si può che balbettare su quest’Opera Divina che trascende gli Uomini e gli Angeli. Ed allora abbiamo chiesto…. a 20 santi, un parere ed un pensiero sulla Santa Messa. Ecco che cosa siamo in grado di farvi leggere. Un giorno, fu chiesto a Padre Pio da Pietrelcina: “Padre, spiegateci la Santa Messa”. “Figli miei – rispose il Padre – come posso spiegarvela? La Messa è infinita, come Gesù… Chiedete ad un Angelo cosa sia una Messa ed egli vi risponderà, con verità: “Capisco che è e perché si fa, ma non comprendo, però, quanto valore abbia. n Angelo, mille Angeli, tutto il Cielo sa questo e così pensano”. Sant’Alfonso de’ Liguori arriva ad affermare: “Dio Stesso non può fare che vi sia un’azione più santa e più grande della Celebrazione di una Santa Messa”. San Tommaso d’Aquino, con frase luminosa, scrisse: “Tanto vale la Celebrazione della Santa Messa, quanto vale la Morte di Gesù in Croce”. Per questo, San Francesco d’Assisi diceva: “L’Uomo deve tremare, il Mondo deve fremere, il Cielo intero deve essere commosso, quando sull’Altare, tra le mani del Sacerdote, appare il Figlio di Dio”. In realtà, rinnovando il Sacrificio della Passione e Morte di Gesù, la Santa Messa è cosa tanto grande da bastare, Essa sola, a trattenere la Giustizia Divina. Santa Teresa di Gesù diceva alle sue figlie: “Senza la Santa Messa che cosa sarebbe di noi?

Tutto perirebbe quaggiù, perché soltanto Essa può fermare il braccio di Dio”.
Senza di Essa, certamente, la Chiesa non durerebbe e il Mondo andrebbe disperatamente perduto. “Sarebbe più facile che la Terra si reggesse senza Sole, anziché senza la Santa Messa” – affermava Padre Pio da Pietrelcina, facendo eco a San Leonardo da Porto Maurizio, che diceva: “lo credo che, se non ci fosse la Messa, a quest’ora il Mondo sarebbe già sprofondato sotto il peso delle sue iniquità. È la Messa il poderoso sostegno che lo regge”. Gli effetti salutari, poi, che ogni Sacrificio della Santa Messa produce nell’Anima di chi vi partecipa, sono ammirabili: ottiene il pentimento e il perdono delle colpe; -diminuisce la pena temporale dovuta ai peccati; -indebolisce l’impero di Satana e i furori della concupiscenza; -rinsalda i vincoli dell’incorporazione a Cristo; -preserva da pericoli e disgrazie; -abbrevia la durata del Purgatorio; -procura un più alto grado di gloria in Cielo. “Nessuna lingua umana – dice San Lorenzo Giustiniani – può enumerare i favori dei quali è sorgente il Sacrificio della Messa: -il peccatore si riconcilia con Dio; -il giusto diviene più giusto; -sono cancellate le colpe; -annientati i vizi; -alimentati le virtù e i meriti; -confuse le insidie diaboliche”. Se è vero che tutti noi abbiamo bisogno di Grazie, per questa e per l’altra vita, nulla può ottenercele da Dio come la Santa Messa.
San Filippo Neri diceva: “Con l’orazione noi domandiamo a Dio le Grazie; nella Santa Messa costringiamo Dio a darcele”. In particolare, nell’ora della morte, le Messe, devotamente ascoltate, formeranno la nostra più grande consolazione e speranza e una Santa Messa, ascoltata durante la vita, sarà più salutare di molte Sante Messe, ascoltate da altri per noi dopo la nostra morte. “Assicurati – disse Gesù a San Gertrude – che, a chi ascolta devotamente la Santa Messa, Io manderò, negli ultimi istanti della sua vita, tanti dei miei Santi, per confortarlo e proteggerlo, quante saranno state le Messe da lui bene ascoltate”. Quanto è consolante ciò! Aveva ragione il Santo Curato d’Ars di dire: “Se conoscessimo il valore del Santo Sacrificio della Messa, quanto maggiore zelo porremmo per ascoltarla!”. E San Pietro G. Eymard esortava: “Sappi, o Cristiano, che la Messa è l’atto più santo della Religione: tu non potresti far niente di più glorioso a Dio, né di più vantaggioso alla tua Anima che di ascoltarla piamente e il più sovente possibile”. Per questo, dobbiamo stimarci fortunati, ogni qual volta che ci è offerta la possibilità di ascoltare una Santa Messa, né tirarci mai indietro di fronte a qualche sacrificio per non perderla, specialmente nei giorni di precetto (Domenica e Feste).
Pensiamo a Santa Maria Goretti che, per andare a Messa nel giorno di Domenica, percorreva a piedi, tra andata e ritorno, 24 chilometri! Pensiamo a Santina Campana, che si recava a Messa con la febbre altissima.
Pensiamo a San Massimiliano M. Kolbe, che celebrava la Santa Messa anche quando era in condizioni di salute così pietose che un confratello doveva sostenerlo, all’Altare, affinché non cadesse. E quante volte Padre Pio da Pietrelcina celebrò la Santa Messa, febbricitante e sanguinante? Nella nostra vita d’ogni giorno, dobbiamo preferire la Santa Messa ad ogni altra cosa buona, perché, come dice San Bernardo: “Si merita di più ascoltando devotamente una Santa Messa, che con il distribuire ai poveri tutte le proprie sostanze e con il girare pellegrinando su tutta la Terra”. E non può essere diversamente, perché nessuna cosa al Mondo può avere il valore infinito di una Santa Messa. Tanto più… dobbiamo preferire la Santa Messa ai divertimenti, in cui si sciupa il tempo senza nessun vantaggio per l’Anima. San Luigi IX, re di Francia, ascoltava ogni giorno diverse Messe. Qualche Ministro se ne lamentò, dicendo che poteva dedicare quel tempo agli affari del Regno. Il Santo Re disse: “Se impiegassi doppio tempo nei divertimenti… nella caccia, nessuno avrebbe da ridire”. Siamo generosi e facciamo volentieri qualche sacrificio per non perdere un bene così grande! Sant’Agostino diceva ai suoi Cristiani: “Tutti i passi che uno fa per recarsi ad ascoltare la Santa Messa sono da un Angelo numerati e sarà concesso da Dio un sommo premio, in questa vita e nell’eternità”.
E il Santo Curato d’Ars aggiunge: “Com’è felice quell’Angelo Custode che accompagna un’Anima alla Santa Messa!”. San Pasquale Baylon, piccolo pastorello, non poteva recarsi in Chiesa ad ascoltare tutte le Messe che avrebbe desiderato, perché doveva portare le pecore al pascolo e, allora, ogni volta che udiva la campana dare il segnale della Santa Messa, s’inginocchiava sull’erba, fra le pecorelle, davanti ad una croce di legno, fatta da lui stesso, e seguiva così, da lontano, il Sacerdote che stava offrendo il Divin Sacrificio. Caro Santo, vero serafino d’Amore eucaristico!
Anche sul letto di morte egli udì la campana della Messa ed ebbe la forza di sussurrare ai confratelli: “Sono contento di unire al Sacrificio di Gesù quello della mia povera vita”. E morì, alla Consacrazione! Una mamma di otto figli, Santa Margherita, Regina di Scozia, si recava e conduceva con sé i figli a Messa tutti i giorni; con materna premura insegnava loro a considerare come tesoro il messalino, che ella volle adornare di pietre preziose. Ordiniamo bene le nostre cose, in modo da non farci mancare il tempo per la Santa Messa. Non diciamo di essere troppo impegnati in faccende, perché Gesù potrebbe ricordarci: “Marta… Marta… tu ti affanni in troppe cose, invece di pensare all’unica cosa necessaria!” (Lc. 10,41). Quando si vuole, veramente, il tempo per andare a Messa si trova, senza venir meno ai propri doveri. San Giuseppe Cottolengo raccomandava a tutti la Santa Messa quotidiana: agli insegnanti, alle infermiere, agli operai, ai medici, ai genitori… e a chi gli opponeva di non avere il tempo per andarci, rispondeva deciso: “Cattiva economia del tempo! Cattiva economia del tempo!”. È così! Se veramente pensassimo al valore infinito della Santa Messa, brameremmo parteciparvi e cercheremmo, in tutti i modi, di trovare il tempo necessario. San Carlo da Sezze, andando in giro per la questua, a Roma, faceva le sue soste presso qualche Chiesa, per ascoltarvi altre Messe e, proprio durante una di queste Messe in più, ebbe il dardo d’Amore al cuore al momento dell’elevazione dell’Ostia. San Francesco di Paola, ogni mattina, si recava in Chiesa e si tratteneva, là dentro, ad ascoltare tutte le Messe che si celebravano.
San Giovanni Berchmans – Sant’Alfonso Rodriguez – San Gerardo Maiella, ogni mattina, servivano più Messe che potevano e con un contegno così devoto da attirare molti fedeli in Chiesa.
Che dire, infine, di Padre Pio da Pietrelcina? Erano tante le Messe in cui era presente, ogni giorno, partecipandovi con la recita di tanti Rosari? Non sbagliava davvero il Santo Curato d’Ars a dire che “la Messa è la devozione dei Santi”. Lo stesso bisogna dire dell’Amore dei Santi Sacerdoti alla celebrazione della Messa: non poter celebrare era per loro una sofferenza terribile. “Quando sentirai che non posso più celebrare, tienimi per morto” – arrivò a dire ad un Confratello San Francesco Saverio Bianchi. San Giovanni della Croce fece capire che lo strazio più grande, patito durante il periodo delle persecuzioni, fu quello di non poter celebrare la Messa, né ricevere la Santa Comunione per nove mesi continui. Ostacoli o difficoltà non contavano per i Santi, quando si trattava di non perdere un bene così eccelso. Dalla vita di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, sappiamo che, un giorno, in una via di Napoli, il Santo fu assalito da violenti dolori viscerali. Il Confratello, che l’accompagnava, lo esortò a fermarsi per prendere un calmante, ma il Santo non aveva ancora celebrato e rispose di scatto al confratello: “Caro mio, camminerei così dieci miglia, per non perdere la Santa Messa”. E non ci fu verso di fargli rompere il digiuno (a quei tempi… obbligatorio dalla mezzanotte).
Aspettò che i dolori si calmassero un po’ e riprese, poi, il cammino fino in Chiesa.
San Lorenzo da Brindisi, Cappuccino, trovandosi in un paese d’eretici, senza Chiesa Cattolica, fece quaranta miglia a piedi per raggiungere una Cappella, tenuta da Cattolici, in cui poter celebrare la Santa Messa. Anche San Francesco di Sales si trovò in paese protestante e per celebrare la Santa Messa doveva recarsi, ogni mattina, prima dell’alba, in una Parrocchia Cattolica, che si trovava al di là di un grosso torrente. Nell’autunno piovoso, il torrente s’ingrossò più del solito e travolse il piccolo ponte su cui passava il Santo, ma San Francesco non si scoraggiò, gettò una grossa trave là dov’era il ponte e continuò a passare, ogni mattina.
D’inverno, però, con il gelo e con la neve, c’era serio pericolo di sdrucciolare e cadere nell’acqua.
Allora, il Santo s’ingegnò, mettendosi a cavalcioni sulla trave, strisciando carponi, andata e ritorno, pur di non restare senza la Celebrazione della Santa Messa! Noi non rifletteremo mai abbastanza sul Mistero ineffabile della Santa Messa, che riproduce sui nostri altari il Sacrificio del Calvario, né ameremo mai troppo questa suprema meraviglia dell’Amore Divino. “La Santa Messa – scrive San Bonaventura – è l’Opera in cui Dio ci mette sotto gli occhi tutto l’Amore che ci ha portato; è, in un certo modo, la sintesi di tutti i benefici elargitici”.
Ecco le meravigliose parole con cui Nostro Signore spiego’ al grande San Pio ad Pietrelcina il valore infinito della Santa Messa:” «Pensate che il sacerdote che mi chiama tra le Sue mani ha un potere che neanche a Mia Madre concessi; riflettete che se, invece di un sacrestano, servissero il sacerdote i più eccelsi serafini, non sarebbero abbastanza degni di stargli vicino. […] E degno allora starsene alla Messa pensando altro che a Me? […] Considerate l’Altare non per quello che lo hanno fatto gli uomini, ma per quello che vale, dato dalla Mia presenza mistica, ma reale. […] Guardate l’Ostia, vedrete Me umiliato per voi; guardate il Calice in cui il Mio Sangue ritorna sulla terra ricco com’è di ogni benedizione. Offritemi, offritemi al Padre, per questo Io torno tra voi. […] Se vi dicessero: “Andiamo in Palestina a conoscere i luoghi santi dove Gesù ha vissuto e dove è morto”, il vostro cuore sussulterebbe, è vero? Eppure l’Altare sul quale Io scendo ora è più della Palestina, perché da questa me ne sono partito venti secoli fa e sull’altare Io ritorno tutti i giorni vivo, vero, reale, sebbene nascosto, ma sono Io, proprio Io che palpito tra le mani del Mio ministro, Io torno a voi, non simbolicamente, oh no, bensì veramente; ve lo dico ancora; veramente […]. Getsemani, Calvario, Altare! Tre luoghi di cui l’ultimo, l’Altare, è la somma del primo e del secondo; sono tre luoghi, ma uno soltanto è Colui che vi troverete. […] Portate i vostri cuori sul corporale santo che sorregge il Mio Corpo; tuffatevi in quel Calice divino che contiene il Mio Sangue. È lì che l’Amore stringerà il Creatore, il Redentore, la vostra Vittima ai vostri spiriti; è lì che celebrerete la gloria Mia nell’umiliazione infinita di Me stesso. Venite all’Altare, guardate Me, pensate intensamente a Me […]» (cfr. pp. 70-74)”.Padre Martin de Cochem (1630-1712) indica ben 77 grazie per chi assiste devotamente alla santa Messa. Eccole:1 Dio Padre ha mandato il suo Figlio sulla terra per la nostra salvezza.
2 Con l’ obbedienza al Padre ed il Suo amore per noi, Gesù Cristo scende a nascondersi sotto le specie del pane e del vino. 3 Lo Spirito Santo cambia il pane e il vino nel corpo e nel sangue di Gesù Cristo.
4 Cristo si annienta per essere veramente presente in ogni particella di ogni ostia consacrata .
5 Cristo rinnova il mistero dell’Incarnazione.
6 Egli nasce di nuovo per noi.
7 Sull’altare dà tutte le espressioni di amore che aveva dato agli uomini, nel corso della sua vita terrena.
8 Rinnova la sua dolorosa passione e ci permette di partecipare ai suoi frutti.
9 Gesù Cristo muore spiritualmente e dà la sua nobile vita per noi.
10 Offre il Suo Preziosissimo Sangue all’Eterno Padre per noi.
11 Con il suo Sangue prezioso, bagna e purifica la tua anima da ogni macchia di peccato.
12 Si offre in olocausto per noi e rende a Dio tutto l’onore dovutogli.
13 Se date a Dio questo onore in unione con Gesù Cristo, lo compenserete di tutta la gloria che avete mancato di rendergli. 14 Gesù Cristo si fa vostro sacrificio di lode e ripara le lodi che avete rifiutato di rendere a Dio.
15 Offrendo queste lodi del Figlio di Dio al Padre celeste, gli rendete più gloria di quanta gliene possano dare gli angeli. 16 Gesù Cristo si fa vostro sacrificio di ringraziamento e supplisce alla vostra ingratitudine .
17 L’ offerta di questo sacrificio in rendimento di grazie ricompensa Dio per tutti i suoi benefici.
18 Gesù Cristo espia per voi e vi riconcilia con Dio.
19 Egli perdona i peccati veniali, a condizione di non volerli più commettere.

20

Supplisce al bene che hai trascurato di fare.

21

Ripara le negligenze nell’operare il bene.

22

Rimette le colpe commesse inavvertitamente, quelle che non conosci o che ti sei dimenticato di accusare in confessione.

23

E’ il vostro sacrificio di soddisfazione ed estingue una parte dei debiti con la giustizia divina.

24

Assistendo alla Messa, si possono espiare più peccati che non con la più grande penitenza perché:

25

Gesù Cristo vi comunicherà parte dei suoi meriti, che a vostra volta potrete offrire al Padre celeste per i vostri peccati .

26

Gesù Cristo nella Messa prega anche per voi, come ha fatto sulla croce per i suoi nemici.

27

Il suo prezioso sangue grida innumerevoli volte misericordia per voi per quante gocce di sangue ha versato nella sua passione.

28

Le sue ferite sacre chiedono perdono per voi.

29

Per meriti della preghiera di Gesù, le vostre preghiere durante la Messa sono ascoltate in modo più favorevole.

30

La vostra preghiera durante la Messa, diventa molto efficace perché:

31

Gesù la offre al Padre in unione con la sua.

32

Vi compatisce e si prende cura della vostra salvezza.

33

Tutti gli angeli presenti pregano per voi e offrono le vostre preghiere al loro Signore sovrano.

34

In virtù della Santa Messa, il diavolo si tiene lontano.

35

Il sacerdote prega in particolare per chi assiste e così rende il santo sacrificio più vantaggioso per loro.

36

Assistendo alla santa Messa, si diventa misticamente sacerdoti e Gesù Cristo vi dà il potere di offrire il santo sacrificio per voi e per gli altri.

37

La Santa Messa è quanto di più prezioso si possa offrire alla Santissima Trinità.

38

Questo dono è più prezioso del cielo e della terra.

39

È Dio stesso.

40

E ‘ la gloria di Dio.

41

E ‘ la gioia della Santissima Trinità.

42

Questo nobile dono Gesù Cristo lo offre a te!

43

L’ascolto della Santa Messa è il più grande culto di latria.

44

Con questa partecipazione rendete il più grande tributo all’umanità di Gesù Cristo.

45

Voi onorate degnamente la passione del Salvatore e ne raccogliete i frutti.

46

Voi onorate e date gioia alla Madre di Dio.

47

Voi onorate e rallegrate le anime più di molte altre orazioni.

48

Questo è il modo migliore per arricchire la vostra anima.

49

Questa è l’opera buona per eccellenza.

50

Questo è il supremo atto di fede che vi assicura una grande ricompensa.

51

Prostrandosi umilmente davanti alle sacre specie, si fa un sublime atto di culto.

52

Ogni volta che si guarda pieni di fede l’Ostia Santa, si guadagna un premio speciale in cielo.

53

Ogni volta che vi battete il petto con contrizione per i peccati, ottenete la remissione di molte colpe.

54

Se vi trovate in peccato mortale, ascoltando la Santa Messa con devozione, Dio vi offrirà la grazia della conversione.

55

La Santa Messa aumenta la grazia santificante e attira molti grazie attuali.

56

Assistendo alla Messa si è spiritualmente nutriti del Corpo e del Sangue di Gesù Cristo.

57

Avrete l’insigne privilegio di contemplare Gesù Cristo sotto le sacre specie.

58

Si riceve la benedizione del sacerdote che Dio ratifica in cielo.

59

La partecipazione alla Messa attira anche benedizioni temporali.

60

Preserva da molte disgrazie.

61

Fortifica contro le tentazioni.

62

Attira la grazia di una buona morte.

63

La Messa ascoltata in onore degli angeli e dei santi, richiama la loro protezione e il loro aiuto potente.

64

Al momento della morte, le Messe che avete sentito bene diventeranno un motivo di conforto e di confidenza nella misericordia divina.

65

Esse vi accompagneranno davanti al giusto giudice e chiederanno perdono per voi.

66

Le Messe ascoltate bene mitigheranno le fiamme del purgatorio, perché:

67

Ciascuna riduce la pena temporale più della più dura penitenza.

68

Una sola Messa ascoltata bene in vita sarà più vantaggiosa per la tua anima più di tante Messe offerte per te dopo la tua morte.

69

La devozione alla Santa Messa vi farà guadagnare una grande gloria in cielo.

70

La frequente partecipazione alla Messa farà ottenere un posto più alto in Cielo e aumenterà la felicità eterna.

71

Nessuna preghiera offerta per gli amici e parenti è così efficace come assistere alla Santa Messa.

72

Assistere alla Messa per le intenzioni dei propri benefattori è un mezzo sicuro di ringraziarli per i benefici ricevuti

73

I poveri, i malati, i moribondi vengono potentemente aiutati.

74

Otteniamo la conversione dei peccatori .

75

Tutti i fedeli ottengono abbondanti benedizioni .

76

Le anime del purgatorio sono consolate.

77

I poveri, che non hanno i mezzi per far celebrare Messe per i loro cari, partecipando devotamente, possono liberare le anime dei loro cari dal fuoco del purgatorio.