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Una mattinata con Gianluca fuori all’ospedale

(Gennaro Pignatiello) NAPOLI Ero giunto molto prima delle 11:00 all’appuntamento con il giornalista Gianluca Martone fuori al Loreto Mare. Lui veniva in treno da Benevento, per me e’ stato molto piu’ facile venendo da Somma Vesuviana. Mi ero portato un libro che leggevo in attesa, quando alzando gli occhi dalla pagina lo intravedo. Mi giunge vicino, all’ingresso dell’accettazione alle spalle dell’ingresso principale del Loreto Mare. Ci salutiamo, dispone in vista il manifesto, uno di quelli che vengono rimossi dai sindaci allineati al pensiero unico. Quel pensiero che ha deliberato che non si deve sapere, non se ne deve parlare; dell’aborto, il tabu’ terribile, mostruoso, che spaventa solo a pensarlo. Poi se se ne parli come si fa a mantenere in piedi la legge iniqua che lo alimenta la “194”? Gianluca prende i piccoli volantini da distribuire, me ne da un po’, poi mi dice: < > < >. Allora lei pensa e’ una cosa buona, una liberazione per la donna. Certo una liberazione del vero bene che porti in grembo con il ritorno di un rimorso che ti accompagnera’ per tutta la vita. Ma lasciamo perdere. Gianluca prega in latino, io in italiano, qualche volta mi impunto sulla continuazione del Pater, ma andiamo avanti per 4 Rosari sempre del dolore con le invocazioni agli Angeli custodi dei bambini che mentre preghiamo il “Sicario” li sta’ uccidendo, In media sono un 11 bambini che vengono uccisi il martedì’ e il mercoledì’. Invochiamo, guidato da Gianluca in latino, Maria madre della Vita. Nel mentre preghiamo le “Ave” ci passano davanti le persone, uomini e donne, cui diamo i volantini che svelano il grande inganno dell’aborto. Lo prendono tutti il volantino, tranne qualcuna delle donne che ci accorgiamo dal viso ha dentro qualcosa di irato, forse avra’ abortito volontariamente nella sua vita e ci interpella adirata. D’un tratto escono dal cancello passandoci davanti due medici, lo si vede dal camice bianco che indossano. Mentre ci hanno gia’ oltrepassato senza prendere il volantino e con lo sguardo basso Gianluca mi fa segno. < >. Certo, 800 euro ad aborto che si prendono dai 4000 che il contribuente versa all’ASL per ogni aborto. E’ terribile!. Poi dopo un po’ ritornano, erano andati al bar avevano infatti il fagotto di creps e dovendoci passare davanti facevano finta di parlare, stesso schema, occhi bassi, l’uno smilzo e alto, l’altro dall’aspetto di vecchio, grassoccio con barba bianca.

Il tempo passa veloce, i volantini li diamo anche a persone che passano, anche alle macchine che sostano un attimino e se qualche volantino sta’ a terra perche’ buttato Gianluca lo recupera, come se fosse una cosa preziosa e lo e’ perche’ vi e’ l’immagine gioiosa di un bambino, la vita. La vita non si butta via ne si calpesta.

Giungiamo a quasi le 14:00 e Gianluca mi invita a pregare i misteri gloriosi per i bambini andati gia’ in cielo ormai stretti al cuore di Maria. Poi la consacrazione e l’affidamento del Monfort, al cuore immacolato di Maria, dei bambini abortiti. Ci salutiamo promettendoci di rivederci Martedi’ prossimo stessa ora, preghiera del Rosario e volantinaggio, perche’ tutti devono sapere cosa si fa in questo Bronx di Napoli, quartiere di periferia di sommo degrado. Per convincersi basta guardare la fila di cassonetti poco piu’ in la’ attorniati da sporcizia non rimossa, dove puntualmente vengono a rovistare e tirar fuori, li abbiamo visti, zingari, marito e moglie, a tirar fuori immondizia. In quegli stessi cassonetti in un orario segreto ci buttano i rifiuti aspedalieri cioe’ bambini straziati in un miscuglio di sangue e organi mutilati e il camion viene e li porta via. E non e’ finito qui lo strazio, perche’ quei poveri resti sono boccone prelibato per la cosmesi. Basta non voglio piu’ indugiare sull’horror che si ripete 2 giorni a settimana qui in questo ventre sporco di Napoli, qualche considerazione. Quale?
L’origine di questo male tremendo non si ripete solo qui’ al Loreto Mare ma in tanti altri abortifici, distribuiti dappertutto nelle nostre citta’, profanate dai “Sicari” che lavorano a pieno ritmo e ci pare di sentire anche il ghigno funereo di nazista memoria: ARBEIT MACHT FREI (dal tedesco: ‘Il lavoro rende liberi’). Si il lavoro del Sicario si tinge di falsa liberta’ con il sangue di bambini uccisi. L’origine di questo male mostruoso e’ una legge che tutti sappiamo, e’ l’iniqua “194”. Questa legge deve essere ABROGATA, ma per farlo necessita un lavoro di ripresa valoriale, passare dalla cultura della morte, che ci hanno imposto per farci schiavi, alla cultura della vita, che ci rende liberi, liberi di rifiutare il business dell’aborto. E’ cio’ che abbiamo fatto io e Gianluca stamattina e faremo ancora e che fara’ certamente Gianluca anche se solo ormai da 2 anni