Crea sito

Il welfare è sinonimo di Case di Riposo ?

(Felice PREVITE) Si tratta di un Sistema Sociale il welfare che significa Stato di Benessere, Stato Assistenziale, che intende garantire i principi di uguaglianza ed offrire a tutti i cittadini i Servizi Sociali ritenuti indispensabili .Quid est veritas ? Quale è la verità ? Parafrasando la famosa frase di Pilato rivolta a Gesù “quid est veritas ? , (quale è la verità ?) coloro che “amministrano” se non sanno dare una concreta risposta, non vogliano ripetere il comportamento del Proconsole romano che trascurò di attendere le parole che sono state sulle divine labbra di Gesù che rispose “est vir qui adest” ! Il salto di qualità che deve compiere il welfare italiano, il Parlamento ed il “ Governo del Cambiamento “ relativo al sostegno delle famiglie, soprattutto, deve essere quello verso le persone anziane, un utile modello previsionale del fabbisogno per i prossimi anni .Ma è così ? infatti sono 15 milioni gli italiani (1 su 4 ) il 25% in condizione di “disagio economico” ( Istat ritratto dell’Italia 2013 ).Ma é troppo evidente non riscontrare il cambiamento demografico che è avvenuto in Italia dato dall’invecchiamento della popolazione, dal cambiamento della stessa struttura familiare che ha creato una forte domanda aggiuntiva di una ricerca alternativa alla famiglia, qualora questa si esaurisse, di Case di Riposo per persone anziane .L’Anno Europeo dei cittadini, stabilito dal Parlamento Europeo e del Consiglio del 23 novembre 2012 sul diritto di cittadinanza ha posto la nostra Associazione a nuovamente richiedere, in una Petizione al Parlamento Italiano il 18 marzo 2013, la costruzione di Case di Riposo che costituiscono una grave emergenza sociale dettata dallo isolamento relazionale di questa tipologia anziana e garantire una adeguata assistenza .

Sul fronte economico e sociale, le note sono più dolenti, in quanto il risultato è che con la crisi economica, a livello anche mondiale, ha creato difficoltà nei n/s bilanci familiari .Secondo i dati Istat le persone con più di 65 anni, sono attorno il 15% e nel 2025 sarà del 25%, eppure nella n/s amata Patria mancano, “cosa incredibile” nelle proclamate e conclamate riforme, le Case di Riposo per persone anziane e scarse sono del resto le Residenze Sanitarie Assistite !Nel dicembre 2010 circa il 63,3% delle residenze per anziani esprime forte variabilità territoriale (Fonte Agenas) :- Nord Est 14,7%
– Nord Ovest 89,5%
– Centro 70,2%
– Mezzogiorno 71,7%
– Italia Insulare 55,8% Secondo i dati Istat sono 5.858 Strutture Pubbliche e Private di accoglienza delle persone anziane di cui 3.409 che accettano anziani non autosufficienti, comunque siamo in presenza di una miriade di dati statistici poco convincenti, ma con molte necessità e priorità che questo “fenomeno” comporta .
Ciò nonostante nel Sud Italia la logica moderna o del welfare dovrebbero essere in grado di garantire una adeguata assistenza a tutta la popolazione autosufficiente o meno, le cui condizioni quotidiane di arretramento dei Servizi Sociali e Sanitari sono notevoli lasciando al lucro attivissimo ed alla speculazione l’iniziativa privata .
Tutti sappiamo che la Legislazione Sociale contemplata da quella sempre richiamata e non incarnata Costituzione Italiana in senso ampio, comprende tutte le norme sulla protezione ed assistenza dei poveri, ammalati, invalidi, ma il risparmio sociale va fatto in altri ambiti e non quelli in cui l’anziano “vive” la peggiore malattia : la solitudine !Nel 15% è prevedibile che un componente lasci il lavoro per assistere un congiunto, nel 41,7% dei casi in famiglia si pensa anche a rinunciare al servizio, una spirale perversa cui corrisponde anche una forte destrutturazione del settore, per cui vale il fattore fiducia, la competenza è scarsa e l’intermediazione è assente.E’ indispensabile, dice ancora il Censis, incrociare il “welfare familiare”, con un intervento pubblico di organizzare e razionalizzazione alla persona basato sui vantaggi fiscali.Purtroppo ci troviamo in un sistema assai complesso che è nel ruolo delle famiglie e come dice il Censis di accompagnare la spesa degli italiani per le persone di servizio ( badanti comprese) che raggiunge complessivamente circa 20 miliardi l’anno per l’aiuto nei fatti, però, non ha nessun tipo di agevolazione fiscale.Negli altri Paesi, a partire dalla Francia, le famiglie mettono a disposizione le loro risorse, però lo Stato le sgrava quantomeno della componente fiscale.
Se lo Stato italiano non riduce alcuni sprechi del sistema pubblico e quelle risorse le mette a scomputo della tassazione di quanto le famiglie pagano, già da subito si potrebbero avere meno oneri per lo Stato di quanto non si creda, ma lo Stato Sociale quello che “deve” essere presente innanzi alle necessità della gente, è assente, molto assente ! Totalmente assente !Manca l’impegno ed è carente un’impostazione programmata dalle Istituzioni, di tutte, mentre dalla collettività sale forte, diffusa e decisa la domanda di solidarietà, di giustizia sociale per tutti.
Quale programmazione è stata adottata, quanti Bilanci Pubblici stanziano risorse finanziarie per realizzare Case di Riposo ove possono trovare un sereno e sicuro asilo persone anziane che consumano giornalmente i tempi della loro vita, del loro abbandono, della loro disperazione nella perfetta solitudine, quasi una “strisciante eutanasia”, che si può tradurre in una sintomatologia emotiva che conduce o può condurre alla depressione : primo disordine funzionale della persona.Nella meditazione sulla vita Giovanni Paolo II° con la XI° Enciclica “Evangelium vitae” esorta la comunità in difesa della vita “dal concepimento al declino”, richiamo che sempre perviene dalla Sede Apostolica Vaticana da Papa Francesco : un vero papà .La comunità nazionale, al di là di ogni schematismo o credo politico, deve farsi carico della difesa della vita umana e della dignità di ogni cittadino, affinché il fenomeno dell’emarginazione degli anziani, dei disabili, dei malati terminali, non deve avvenire, né essere una situazione da “usare” in maniera “sui generis”Nelle famiglie sarebbe auspicabile tenere alto il rispetto sacro dell’ “altro”, nelle Istituzioni quello di garantire, sempre, questo diritto !E’ vero che l’ampiezza e la complessità degli interventi da realizzare richiedono un impegno da parte delle Istituzioni sia sul piano dell’impostazione programmatica che su quello del reperimento delle risorse finanziarie che costano enormi sacrifici al contribuente italiano, ma tuttavia é utile ricordare le spese sociali inutili che a volte assistiamo impietriti !!!Si !, è vero che ogni tanto viene annunciato un “taglio” agli appannaggi delle “forze Politiche ed Istituzionali”, ma tutto resta in un improprio “ sotterfugio”, una presa in giro, un sacco di bambinesche bugie !
Parafrasando la famosa frase di Pilato rivolta a Gesù “quid est veritas ? , (quale è la verità ?) coloro che “amministrano” se non sanno dare una concreta risposta, non vogliano ripetere il comportamento del Proconsole romano che trascurò di attendere le parole che sono state sulle divine labbra di Gesù che rispose “est vir qui adest” !Si “ è l’uomo che sta innanzi” ! con tutti i suoi problemi basati, soprattutto, sulla giustizia sociale .Quei “cattolici”, poi, impegnati in politica, smarriti, spauriti, indecisi, dimentichi che il primo principio della Dottrina Sociale della Chiesa è il rispetto della dignità della persona umana, che non hanno più un punto di riferimento a cui “aggrapparsi”, che sono molto “tiepidini” in fatto di concreta solidarietà, devono “infondere” e “sostenere” ai diritti anche i doveri, alla ingiustizia la giustizia, alle necessità le priorità, alle “storture” la verità .“Cattolici”, che Papa Francesco dice “non devono essere da salotto” e che il “vero potere è il servizio” (Casa Santa Marta 21 maggio 20132), devono scegliere la via migliore nella coerenza, soprattutto, nel sostenere la solidarietà che non è né deve essere quella della superficialità esteriore o delle parole vane, ma d’impegno e di traino per rimodellare la società secondo valori etici e principi civili ( per non dire Cattolici).
E’ tempo di ricercare, di interpretare, di valutare la gente semplice e solidale che vuole essere presente in una convivenza e connivenza civile più aderente alle necessità reali, uscendo dal campo sterile delle parole per entrare in quello fecondo delle realtà e della concretezza . Prevedere significa amministrare. Non lo si dimentichi !Nell’opinione pubblica è evidente che prevale la protesta, ma non è morta la speranza di rigenerazione perché si sono accavallati problemi tanti ed urgenti, come le Case di Riposo.Bisogna dare una priorità alle “cose” e rendere giustizia e con le sagge parole del Santo Giovanni Paolo II°: “ Andiamo avanti con speranza !”