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VACCINI E INTERESSI ECONOMICI DELLE LOBBY FARMACEUTICHE

(Gianluca Martone) Nel corso di queste ultime settimane, la problematica legata ai vaccini obbligatori è divenuta di grande interesse con pareri divergenti. Lo scorso mese di maggio, sul quotidiano “Imola Oggi” è stato pubblicato questo interessante articolo sull’obbligatorietà di 12 vaccini a scuola e le sanzioni in caso di rifiuto, tipico del regime sovietico:” “Non si tratta di uno stato di emergenza ma di una preoccupazione alla quale il governo intende rispondere”, commenta il premier Paolo Gentiloni. Le sanzioni per genitori di alunni dai 6 ai 16 anni potranno arrivare a 7500 euro . Lorenzin: “Oggi ha vinto la salute delle persone, non il ministero della Salute”. Renzi agli amministratori M5S: “Schieratevi dalla parte della scienza”. Chi non vaccina i figli rischierà la potestà genitoriale e multe fino a 7.500 euro. Sono due dei principali punti del decreto legge varato dal Consiglio dei ministri, che a partire dal prossimo anno scolastico reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola, portandole da 4 a 12Lo scontro sulle fasce d’età coinvolte si è concluso con la decisione di rendere i vaccini obbligatori per la fascia 0-6 anni, e non per quella 0-10 anni come inizialmente suggerito dalla ministra Lorenzin. Per la scuola dell’obbligo fino al secondo anno di superiori – e quindi dai 6 fino ai 16 anni d’età – sono invece previste pesanti sanzioni per i genitori che non rispettano l’obbligo, come aveva proposto la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli per “garantire al contempo anche ildiritto costituzionale all’istruzione“. Tra i punti del provvedimento destinati a far discutere, quello che prevede che il genitore o l’esercente la potestà genitoriale che violi l’obbligo di vaccinazione venga “segnalato dalla Asl al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale”. Anche la varicella tra i 12 vaccini obbligatori – Alle quattro vaccinazioni già obbligatorie per legge (difterite, tetano, poliomelite ed epatite B) si aggiungono quelle per morbillo, parotite e rosolia (la trivalente Mpr); pertosse ed Heamophilus B (che oggi vengono somministrate insieme alle quattro obbligatorie in una esavalente). Anche i vaccini per varicella e meningococco B e C diventeranno obbligatori. Il premier Paolo Gentiloni parla di “modalità transitorie che il decreto metterà in luce per consentire a famiglie e sistema di adeguarsi alla decisione senza traumi”. La mancata vaccinazione comporterà l’impossibilità di iscriversi ad asilo nido e scuola materna. Per la scuola dell’obbligo invece si cambia modalità: la ministra Lorenzin spiega che da 6 a 16 anni “si dovrà presentare alla scuola il certificato di vaccinazione: se non lo si presenta, il dirigente scolastico farà una segnalazione alla asl, che contatterà la famiglia e darà un arco di tempo nel quale effettuare la vaccinazione al proprio figlio. Se i genitori dovessero rifiutare la vaccinazione – conclude la ministra – ci saranno una serie di sanzioni molto pesanti“, dai 500 ai 7500 euro. Le nuove regole entreranno a vigore dal prossimo anno scolastico, quindi chi non è in regola oggi “dovrà farlo entro settembre”. La ministra ha aggiunto che in fase parlamentare si potrebbe inserire anche “la questione dell’obbligo delle vaccinazioni per gli operatori sanitari“, perché “sono molto colpiti dai contagi in ospedale”. Lorenzin ha anche chiarito che il dirigente scolastico “è tenuto a monitorare che nell’ambito di una classe o della scuola sia mantenuto il cosiddetto ‘effetto gregge‘”, ovvero che la copertura vaccinale non scenda sotto il parametro del95% che garantisce la sicurezza” anche a chi non può vaccinarsi per patologie o allergie. Gli altri punti del decreto legge – Il decreto prevede inoltre che potrà essere esentedall’obbligo di vaccinazione chi certifica gravi rischi per la salute per via di “specifiche condizioni cliniche documentate”: i bambini non vaccinabili verranno regolarmenteammessi a scuola e inseriti “in classi in cui non sono presenti altri minori non vaccinati o non immunizzati”. Non è inoltre tenuto a vaccinarsi chi ha già contratto una o più patologie indicate: in questo caso, il medico curante dovrà rilasciare un certificato per attestare la circostanza, e potrà disporre le analisi del sangue “per accertare che il bambino abbia sviluppato gli anticorpi”. La mancata segnalazione da parte di un dirigente scolastico della presenza a scuola di minori non vaccinati potrà comportare il reato di omissione di atti d’ufficio per il preside. Dal primo giugno 2017, il ministero della Salute avvierà una”campagna straordinaria di sensibilizzazione per la popolazione sull’importanza delle vaccinazioni per la tutela della salute”, con “iniziative di formazione del personale docente ed educativo e di educazione delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti sui temi della prevenzione sanitaria e in particolare delle vaccinazioni”. Gentiloni: “Sanzioni da migliaia di euro” – “Non si tratta di uno stato di emergenza ma di una preoccupazione alla quale il governo intende rispondere”, commenta il premier Paolo Gentiloni in conferenza stampa a palazzo Chigi, sottolineando che “è una scelta importante che qualifica il governo nel campo della protezione della salute”. “Per la scuola dell’obbligo – aggiunge Gentiloni – la mancanza di documentazione sui vaccini produrrà da parte dell’autorità scolastica sanzioni dalle 10 alle 30 volte maggiori di quelle esistenti”. Si parla di multe fino a 7500 euro contro le attuali sanzioni, che ammontano a qualche centinaio di euro e vengono applicate molto raramente. L’aumento delle sanzioni sarà “graduale, per questo diciamo da 10 a 30, perché il sistema sanzionatorio avrà tra gli obiettivi quello di informare, aggiornare e coinvolgere le famiglie e non solo di stabilire sanzioni”, ha precisato il premir. Si è scelto di adottare un decreto sui vaccini “perché ci troviamo di fronte alla constatazione del fatto che nel corso degli anni la mancanza di misure appropriate e il diffondersi soprattutto negli ultimi mesi di comportamenti e teorie antiscientifiche ha provocato un abbassamento dei livelli di protezione dal punto di vista dei vaccini. Lorenzin: “Ha vinto la salute delle persone” – “Oggi ha vinto la salute delle persone, non il ministero della Salute”, ha commentato la ministra Lorenzin in conferenza stampa. “Si è superata l’impostazione che a fine anni ’90 ci fece passare da un sistema vincolistico a uno lassista“, ha aggiunto, spiegando che “finalmente si ribadisce un principio importante”, cioè che “le vaccinazioni sono il primo strumento utile di sanità pubblica: non un elemento lasciato ad ampi spazi facoltativi, ma uno strumento di sanità individuale e collettiva a cui lo Stato vuole dare massima importanza. E che riprende in mano – conclude – dopo i provvedimenti che nel 1999 avevano tolto l’obbligatorietà e ci avevano portato a un livello di copertura vaccinale sotto la soglia”. In quell’anno, infatti, era decaduto l’obbligo di vaccinarsi per potersi iscrivere a scuola, istituito nel 1967. “Penso – ha detto – che avremo ottimi risultati già da questo primo anno scolastico. Stiamo ora studiando degli accorgimenti per evitare difficoltà burocratiche alle famiglie e per dare indicazioni stringenti alle asl per l’applicazione della legge.  Renzi agli amministratori M5S: “Non seguite Grillo” – “Molto bene il Governo sui vaccini”, scrive su Facebook l’ex premier Matteo Renzi, definendo il decreto legge “un passo in avanti nella giusta direzione. La salute viene prima delle polemiche di parte”. Poi lancia “un appello agli amministratori Cinque Stelle: conosciamo le posizioni assurde di Grillo su questo tema. Ma voi siete padri e siete madri. Schieratevi dalla parte della scienza, non dalla parte degli apprendisti stregoni. Su questo tema – conclude il segretario Pd – nessuna polemica: avanti, insieme”.

Questo increscioso provvedimento era stato profeticamente anticipato alcuni mesi fa dal giornalista Paolo Gulisano sul sito on line “Basta Bugie”, il quale riprese un articolo scritto sulla Nuova Bussola Quotidiana:” Sull’onda emotiva di una epidemia che non c’è, quella della meningite, stanno passando nuove vaccinazioni spesso inefficaci e immorali, come quella per il Papilloma virus. Nelle ultime settimane, abbiamo assistito al diffondersi di una psicosi generalizzata riguardo le Meningiti. Un caso costruito sul nulla. La NBQ ne ha già parlato [leggi nota alla fine dell’ariticolo, N.d.BB], i massimi esperti di Epidemiologia sono più volte intervenuti a rassicurare attraverso i media che non c’è alcun aumento di casi, ma non c’è niente da fare: è partito il passa parola tra la gente, specialmente tra le mamme, e non si ferma più. “Ma come? Con tutto quello che si sente? Tuo figlio non l’hai ancora vaccinato?” e la povera mamma che teme di essere degenere si affretta a intasare le linee telefoniche dei Servizi Vaccinazioni per prenotare il vaccino. “Quale?” Ma sì, mi faccia quello che “copre contro tutto”. Magari. Ancora una volta, dunque, le vaccinazioni diventano uno degli argomenti di maggiore discussione in ambito sanitario – più di tanti argomenti di salute pubblica altrettanto se non molto più importanti – e si scatenano anche le faide politiche. Come la NBQ aveva già annunciato, la Regione Emilia-Romagna ha approvato prima di Natale una legge regionale che prevede l’esclusione dalle scuole dei bambini che non hanno fatto le vaccinazioni dell’obbligo. Immediatamente questo esempio è stato seguito da regioni con analoghe amministrazioni di Sinistra, a cominciare dal Lazio e dalla Toscana. Il Ministro Beatrice Lorenzin ha dato già il suo consenso a queste misure legislative, e non ha escluso che lo stesso Governo centrale possa prendere un simile provvedimento. Di fronte a questa prospettiva, ha preso posizione il sindaco Cinquestelle di Livorno, Filippo Nogarin, un ingegnere, che ha dichiarato che rendere obbligatori i vaccini per i bimbi che vogliono frequentare l’asilo è una forzatura insopportabile. Il sindaco ha peraltro precisato di non essere un fanatico anti-vaccinale, di credere nella vaccinazione come mezzo per debellare le malattie più gravi, ma la scelta – ha puntualizzato – deve essere individuale. “Se si trasforma in un’imposizione, si viola la libertà del singolo individuo da un lato e si finisce per dare ossigeno a complottisti e sostenitori di teorie pseudoscientifiche pericolose. Se vogliamo raggiungere un risultato serio, dobbiamo lavorare sulla prevenzione, l’informazione e la comunicazione. Altrimenti si deresponsabilizza l’individuo e questo è molto pericoloso”. Parole equilibrate e sensate. Ma contro di lui si sono scatenati i social e i paladini delle vaccinazioni ad oltranza. Il sindaco, che appena eletto aveva riscosso i consensi del mondo radicalchic e politicamente corretto per essere stato uno dei primi ad accettare la trascrizione dei “matrimoni” tra persone dello stesso sesso avvenuti in altri Paesi, si è reso conto a sue spese di cosa succede quando su altre questioni si prova ad andare controcorrente e a toccare determinati interessi. Il quotidiano l’Unità, dal suo stato preagonico, ha levato un grido trionfante: per Nogarin una Caporetto. Così scrive il giornale diretto da Staino.
La cosa che più fa sorridere, in questa polemica tra “obbligazionisti” e difensori delle libertà individuali, è che in realtà in Italia l’obbligo delle vaccinazioni esiste già. Riguarda quattro vaccinazioni: Difterite, Tetano, Poliomielite ed Epatite B. Si tratta di obblighi “storici”, esistenti da molti anni. L’ultima obbligatorietà riguarda l’Epatite B, introdotta nel 1991, quando i drammatici (e mai divulgati) dati epidemiologici dicevano che in Italia c’era più di un milione di sieropositivi per l’Epatite B, un virus che si diffonde coi rapporti sessuali e con il contatto con sangue infetto.

SOLO ITALIA E FRANCIA HANNO L’OBBLIGO DI VACCINAZIONE Sarebbe stata necessaria anche una riflessione sugli stili di vita che portano alla diffusione di questo virus, ma si preferì puntare esclusivamente a tutelare le generazioni future, vaccinando tutti i nuovi nati. Dunque, l’obbligo esiste già. Un tempo ai genitori “inadempienti” questo obbligo venivano mandati a casa i Carabinieri, e i giudici dei Tribunali dei Minori potevano sospendere temporaneamente la patria potestà affinché si potesse effettuare le vaccinazioni. Misure francamente sgradevoli. In tempi più recenti, i giudici si limitano a verificare che le vaccinazioni non siano state evitate per trascuratezza dei genitori o stato di abbandono dei minori. Aggiungiamo che solo due Paesi in Europa hanno l’obbligo di vaccinazione: Italia e Francia. Due Stati, non a caso, con trascorsi giacobini. I Paesi più evoluti, dalla Scandinavia alla Gran Bretagna, alla Germania, non impongono, ma propongono. Il provvedimento legislativo adottato dall’Emilia-Romagna e che la Lorenzin vorrebbe fosse esteso a tutte le Regioni, è un grosso passo indietro, e bene ha fatto dunque il Sindaco di Livorno a prendere posizione, una facoltà che gli è concessa dalla Carta costituzionale che individua nel Sindaco il responsabile della salute pubblica nella propria comunità di competenza.  Ma perché si invoca un provvedimento così draconiano come l’esclusione dei bambini non vaccinati dalle scuole? Per tutelare la salute degli altri bambini? No. Questi bambini non hanno nulla da temere – visto che sono vaccinati – dai piccoli inadempienti, che rischiano di essere tacciati di essere degli “untorelli”. Semmai sono proprio loro ad essere a rischio, un rischio che evidentemente i loro genitori hanno deciso di assumersi.

 

TERRORISMO PSICOLOGICO Quello che è in gioco, un gioco dove la tattica adottata è quella della paura, è l’introduzione di molti altri nuovi vaccini, che la Lorenzin ha annunciato trionfalmente per il 2017, insieme ai nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea). E’ il Piano Nazionale Vaccini, di cui si discuteva da molto tempo, e che è stato approvato sull’onda emotiva della fantomatica e inesistente epidemia di meningite. Non a caso prevede l’introduzione di diversi tipi di vaccini anti-meningite. Il numero di vaccinazioni che un bambino dovrebbe effettuare a partire dai 3 mesi fino ai quindici anni di età viene ad essere più che raddoppiato. Inoltre, ci vorrebbe un surplus di spesa di circa 100 milioni di euro, ma questo non sembra preoccupare il Governo. Potrebbe preoccupare – e molto – i cittadini. Ma – qualcuno afferma – tutto questo serve a salvare vite umane. Sulla letalità di malattie come la Varicella (è uno dei vaccini che verrebbero introdotti) ci sarebbe molto da discutere. Per non parlare del vaccino contro l’HPV, il Papilloma Virus, nei maschi. Questa vaccinazione è stata introdotta da pochi anni, non senza polemiche, e con numerosi Paesi che non l’hanno adottata, dubitando della sua efficacia e del rapporto costi-benefici. Si tratta di un vaccino contro alcuni agenti causali di infezioni dell’apparato genitale, che possono – col passare degli anni – portare a tumori. Il vaccino infatti – a livello popolare – è stato presentato come “il vaccino contro il tumore all’utero”. Ora lo si vorrebbe proporre anche ai maschi, ed è facile immaginarsi la perplessità di molti genitori. Certo, le malattie a trasmissione sessuale sono in aumento, nonostante l’ormai capillare uso del preservativo, che doveva essere la salvezza da ogni infezione di questo tipo, e che evidentemente (ma questo gli esperti intellettualmente onesti lo sapevano e lo dicevano da molto tempo) ha un notevole tasso di fallibilità.
Ma questo giustifica l’introduzione di tale vaccinazione? E’ un dubbio che avranno tanti genitori. E allora una soluzione inquietante a quella che potrebbe essere una scarsa risposta alle offerte di tali vaccini sta nella coercizione. L’obbligo, dalle quattro vaccinazioni sopra citate, potrebbe essere esteso a tutte le proposte del Piano Vaccini. Un obbligo garantito dalle misure sanzionatorie come la non ammissione a scuola per i bambini o la radiazione dall’Ordine dei Medici per i sanitari che non vaccinano. Alla faccia della libertà e della democrazia. L’alternativa? Fare come in tutti gli altri Paesi europei: documentare, informare, educare alla salute. Senza diktat sgradevoli.

Nota di BastaBugie: Paolo Gulisano nell’articolo sottostante dal titolo “Il tribunale del popolo ha deciso: è meningitefobia” riflette sul fatto che non sia più la scienza che detta l’agenda dell’organizzazione sanitaria, ma la spinta emotiva del momento. Poco importa che l’evidenza scientifica ci dica che non c’è alcuna epidemia di meningite. Nel 2015 i casi segnalati in tutta Italia sono stati circa 120. Ma con un meccanismo strano di lettura emotiva e paranoica dei dati reali, si sta diffondendo questa paura. E improvvisamente il vaccino diventa la panacea.
Ecco dunque l’articolo completo pubblicato su La Nuova Bussola Quotidiana il 6 gennaio 2017:
Negli scorsi giorni due fenomeni – tra loro collegati – hanno caratterizzato il panorama sanitario. Da una parte un sovraffollamento spaventoso dei reparti di pronto soccorso degli ospedali, dall’altra parte un enorme richiesta rivolta ai servizi vaccinazioni delle aziende sanitarie di vaccini anti-meningite. Dicevamo che si tratta di fenomeni correlati perché una grande percentuale delle affluenze al pronto soccorso era motivata, sia per bambini che adulti, da sintomi di febbre alta. Il lettore si chiederà: che c’è di strano? Siamo in inverno, e siamo in piena stagione influenzale. Già, ma molta gente, di fronte alla presenza di febbre, va a pensare alla Meningite, che è decisamente la malattia del momento. Le notizie di casi di questa malattia verificatisi negli ultimi mesi hanno scatenato una vera fobia collettiva, e come si diceva sopra, oltre a pensare al peggio di fronte a banali influenze, si è scatenata una vera e propria caccia al vaccino, che per certi aspetti ha del paradossale.
Fino a poche settimane fa infatti si parlava del problema della diminuzione dei tassi di copertura vaccinale, della disaffezione e dei sospetti di molti genitori di fronte alle vaccinazioni e ai loro possibili effetti collaterali, con conseguenti provvedimenti legislativi da parte di Regioni come l’Emilia Romagna, di cui la Nuova BQ ebbe modo di occuparsi. Oggi invece arrivano migliaia di richieste di vaccinazioni anti-meningococco, sia per i minori che per gli adulti. Improvvisamente i vaccini non provocano più autismo né altre svariate patologie, ma sono la panacea per questa infezione, la meningite, il cui solo nome provoca terrore. Come commentare tutto questo? In primo luogo con una valutazione sconsolante: nella nostra società è prevalente un approccio ai problemi della salute essenzialmente di tipo emotivo, e di una emotività molto irrazionale. Si tratta di una delle manifestazioni di quella che il teologo morale e bioeticista don Michele Aramini ha definito la cultura della post-durezza. Sono finiti i tempi della durezza del vivere, i tempi dei sacrifici. Siamo abituati al benessere, alle coccole. Di fronte ad un bambino con la febbre, il genitore appartenente a questa cultura che fa? Porta il bambino al pronto soccorso, pensando immediatamente al peggio. Non sa – o non vuole sapere – che il pronto soccorso è un servizio per pazienti con patologie gravi, serie. Non gli importa di andare ad intasare questi servizi primari, facendone un uso improprio e dannoso per la comunità. Non sa, o non vuole sapere che esiste il pediatra o il medico di base, il servizio di Guardia Medica e così via. Lui corre al pronto soccorso. Le nostre mamme, quelle della cultura della durezza, ci curavano dai febbroni con tutti i mezzi naturali e farmacologici che tutti ben conoscevano, e all’ospedale si andava davvero solo per casi importanti. La cultura della post durezza si atterrisce di fronte alla febbre, si smarrisce di fronte a qualche caso di meningite, ed invoca la panacea: il vaccino. Da qui le migliaia di telefonate ai centri vaccinali che stanno addirittura sortendo un effetto politico: la Regione Lombardia si sta apprestando in questi giorni a legiferare in materia di meningiti, offrendo il vaccino in co-pagamento a tutta la popolazione che ne farà richiesta. Non è più la scienza, l’evidenza scientifica, che detta l’agenda dell’organizzazione sanitaria, ma la spinta emotiva del momento. Poco importa che l’evidenza scientifica ci dica che non c’è alcuna epidemia di Meningite. Lo scorso anno i casi segnalati in tutta Italia – un Paese di 60milioni di abitanti – sono stati circa 120. Uno ogni 500.000 abitanti in un anno. Non sembra proprio un’epidemia. Tuttavia, con un meccanismo strano di lettura emotiva, parziale, quasi paranoica, dei dati reali, si sta diffondendo questa paura. C’è anche un altro aspetto su cui riflettere: “L’unica prevenzione è il vaccino”, si sente dire. Non è vero. Diversi dei casi che si sono verificati recentemente erano di meningiti causate da batteri – come l’escherichiacoli – molto diffusi e per i quali non c’è vaccino. E se invece si cercasse di migliorare l’educazione basilare all’igiene? Un tempo se ne parlava nelle scuole, o erano le famiglie stesse ad insegnare certe regole elementari. Sempre più spesso si vede gente che starnutisce o tossisce senza mettere la mano davanti alla bocca, come appunto ci insegnava la nonna. I batteri che causano le meningiti sono quasi tutti trasmessi per via aerea, attraverso cioè le micro goccioline di saliva che noi emettiamo con tosse, starnuti, o altri modi molto maleducati. Sempre più spesso si vede in giro gente che sputa per terra, con un ritorno ad una barbarie sanitaria che si pensava appartenesse ad altri tempi. Perché allora non impegnarsi anche sul fronte dell’educazione sanitaria, della cara vecchia igiene oggi molto trascurata? Poi eventualmente si può anche parlare di vaccinazioni, vagliando attentamente l’offerta vaccinale, e anche le reali necessità di prevenzione, a partire dai dati epidemiologici. Questo può essere un buon modello di sanità nell’epoca della cultura della post-durezza, che a sua volta rappresenta una notevole minaccia per il benessere non solo fisico, ma soprattutto morale e spirituale.

 

A dimostrazione che si TRATTA DI UN PROVVEDIMENTO DI UN REGIME COMUNISTA O BOLSCEVICO, lascia preoccupati e perplessi la vicenda che ha coinvolto il medico Dario Miedico, sospeso dall?Ordine dei Medici della Lombardia per la sua opposizione a questo provvedimento, che nega ogni tipo di libertà e di buon senso, come ha riportato il quotidiano on line “Sanità e Salute”:” “La cosa mi pesa molto, e farò il possibile per fare ricorso e far ritirare il procedimento. Ma dovrò aspettare le motivazioni, perché non ho ancora ricevuto alcuna indicazione in merito”. E’ il commento a caldo di Dario Miedico, il camice bianco appena radiato dall’Ordine dei Medici di Milano per le sue posizioni sul tema delle vaccinazioni pediatriche. Medico legale, era uno dei firmatari di una lettera che esprimeva perplessità sulle vaccinazioni pediatriche. E’ stato radiato oggi dall’Ordine dei medici di Milano come si apprende da fonti interne all’Ordine dei medici. Tra i firmatari della stessa lettera c’era anche il dottor Roberto Gava già radiato nei mesi scorsi dall’Ordine di Treviso. La decisione di radiare Dario Miedico, confermano fonti interne all’Ordine, sarebbe stata presa all’unanimità dai 15 membri che costituiscono la commissione disciplinare. L’Ordine dei Medici di Milano, contattato, preferisce al momento non rilasciare dichiarazioni ufficiali. Miedico è attivo nel Coordinamento del movimento per la libertà di vaccinazione (Comilva), ed era stato ascoltato nei giorni scorsi dall’Ordine. Il dottore risulta tra i firmatari di una lettera che diversi esperti avevano inviato nell’ottobre 2015 a Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, per rispondere in merito alle sue “prese di posizione pubbliche sul tema delle vaccinazioni pediatriche”. Primo firmatario della lettera è Roberto Gava, cardiologo poi radiato dall’Ordine dei Medici di Treviso per le sue posizioni sui vaccini, che però ha già fatto ricorso contro la decisione. Dei 153 firmatari la lettera, 17 sono esperti di Milano; questi ultimi saranno sentiti dall’Ordine nelle prossime settimane, per chiarire il loro grado di coinvolgimento con i contenuti della lettera.Il medico, farò ricorso – “La cosa mi pesa molto, e farò il possibile per fare ricorso e far ritirare il procedimento. Ma dovrò aspettare le motivazioni, perché non ho ancora ricevuto alcuna indicazione in merito”. E’ il commento a caldo di Dario Miedico, il camice bianco appena radiato dall’Ordine dei Medici di Milano per le sue posizioni sul tema delle vaccinazioni pediatriche”.

In un mondo normale l’utente della salute dovrebbe essere informato che i vaccini non sono innocui, come ampiamente dimostrato da numerosissimi studi presenti in letteratura scientifica.Il negarlo è stupidaggine o malafede, ma noi siamo un Paese dove una minoranza illegittima – quella che si ripete al Governo da qualche anno – si può arrogare il diritto di stabilire cosa è bene e cosa è male per la salute del cittadino, dimenticando che qualunque atto medico non è esente da rischi. Poiché la biodiversità privilegia l’evoluzione degli isterici al Governo, ci sarà sempre qualcuno che tenterà di proibire qualcosa. Ma i vaccini obbligatori purtroppo sono un’altra cosa. E allora crediamo opportuno informare la popolazione del fatto che il decreto legge sull’obbligo vaccinale è scaturito dall’uso strumentale di una finta epidemia di morbillo – dietro alla quale si nascondono soldi veri – al fine di redigere un decreto legge intriso di abusi, ricatti e ritorsioni, che ricorda le leggi razziali del 1938. La strumentalizzazione del picco epidemiologico del morbillo nel territorio italiano, che risulta essere tra i 10 Paesi al mondo con la mortalità infantile più bassa, per imporre il decreto sulla coercizione vaccinale per le famiglie,​ è altresì inaccettabile e palesemente incostituzionale perché inserisce l’obbligo per molti altri vaccini che non hanno alcun quadro epidemiologico di necessità ed urgenza, proprio del decreto. Tutto ciò avviene in aperto contrasto con i consolidati orientamenti costituzionali provenienti da numerose esperienze europee, dove l’obbligo vaccinale risulta quasi ovunque assente, e dagli organismi sanitari europei, che non suggeriscono l’obbligo vaccinale bensì politiche volte all’informazione, raccomandazione, coinvolgimento, garanzie ed efficienza della rete vaccinale. Di fatto, dietro a questo abuso di decreto legge si nasconde una sperimentazione vaccinale su larga scala che riguarderà tutta la popolazione italiana semplicemente perché così è stato chiesto al nostro ricattabile Governo da parte dei corrottiCenters for Disease Control [CDC]: gli stessi che hanno confenzionato la frode planetaria sulla questione autismo da vaccinazione.

Di tutte le malattie infettive il morbillo è sicuramente la più contagiosa e in rarissmi casi, non propriamente curati e ancor peggio – cosa che può accadere visto lo scarso livello di preparazione delle giovani leve di medici italiani – può effettivamente dare complicanze gravi. Però, l’attenzione mediatica e ministeriale sul morbillo è mirata al raggiungimento degli obiettivi sottostanti un accordo che comporta l’introito di numerosi quattrini alle industrie del farmaco e che nulla ha a che vedere con la salute degl’italiani. Infatti, il Center for Disease Control degli Stati Uniti, ripetiamo per i più testardi, quello ben noto per la frode planetaria del 2004 sulla questione autismo e vaccinazioni di cui parla anche il film Vaxxed, ha scelto proprio il morbillo come “indicatore” della bontà delle strategie vaccinali per un progetto della durata di cinque anni.Fonte – https://www.cdc.gov/globalhealth/security/actionpackages/immunizationap.htm L’obiettivo è di raggiungere una copertura di almeno il 90% di bambini vaccinati entro i quindici mesi di vita: un obiettivo altamente criminale per i rischi connessi alla somministrazione di questo vaccino trivalente nei primi 15 mesi di vita, considerato anche che i bambini vaccinati nel loro primo anno di vita possono non sviluppare alcun correlato di protezione per le caratteristiche individuali di ognuno di essi. Per questo dovrebbe essere garantita quantomeno l’esecuzione di esami pre-vaccinali per valutare se i soggetti sono no-responders, immunodepressi, allergici e/o suscettibili di danno, perché non si può affatto vaccinare a cuor leggero per paura di elementi sanzionatori a carico delle famiglie. Così come si dovrebbero distinguere accuratamente le tipologie di vaccini, i casi specifici e la reale situazione epidemiologica sul territorio. Ovvero, tutte cose troppo intelligenti e complesse per una Ministra incompetente in materia sanitaria, in preda a un delirio farmacologico di onnipotenza. Infatti,  non ha senso preoccuparsi di un contagio nei nidi e nelle scuole dell’infanzia per malattie come tetano, epatite B [nessuna di tali malattie si contrae in età scolare per contagio da altri bambini], mentre potrebbe avere un senso molto stiracchiato per malattie come il morbillo e forse la meningite [in caso di epidemia reale accertata e non di casi sporadici che ci sono sempre] anche se gli stessi produttori ammettono che i vaccini non garantiscono alcuna protezione. Inoltre, ci sarebbe il problema che riguarda i vaccini a virus vivi: è pacificamente riconosciuto che i vaccinati hanno una replicazione virale nel loro organismo nei successivi 15 giorni la somministrazione del farmaco vaccino, e per questo sono i reali diffusori dei virus vaccinali. Perché non lasciarli a casa da scuola? Perché non evitargli il contatto con familiari? Perché non evitargli la frequentazione di luoghi pubblici? Sono tutte domande alle quali l’incompetente Ministra non è in grado di rispondere, se non seminando la sua proverbiale aggressività. In ogni caso, si dovrebbe ponderare accuratamente il contesto perché rappresenta un problema etico e tecnico stabilire di esporre tutta la popolazione ai rischi di tutti i vaccini quando invece sarebbe più opportuno trovare delle forme alternative di diagnosi, prevenzione e terapia più attente e precise per ogni singolo individuo. E’ davvero curioso il fatto che le nazioni considerate “leading” di questo progetto vaccinale sono l’Italia e il Portogallo con il “contributo” di altre come India, Pakistan, Corea, Arabia Saudita, Yemen.

Per raggiungere tale obiettivo le nazioni dovranno:

  1. Condurre immunizzazioni di routine
  2. Stabilire attività che colmano i difetti del sistema di vaccinazione
  3. Implementare la sorveglianza
  4. Implementare le campagne di comunicazione
  5. Studiare il morbillo e le altre epidemie occasionali
  6. Migliorare i laboratori diagnostici
  7. Rafforzare la capacità di risposta alle epidemie e dissolvere le “barriere” alla vaccinazione
  8. Raggiungere e documentare la capacità di produrre sufficienti vaccini
  9. Raggiungere e documentare la capacità di iniezioni sicure
  10. Raggiungere e documentare la vaccinazione dei lavoratori della sanità

Guarda caso, tutte queste raccomandazioni hanno ispirato il Piano Nazionale dei Vaccini 2017-2019 che ora, dopo l’approvazione di questo folle decreto, vogliono rifilare obbligatoriamente ai bambini italiani nella fascia da 0 a 6 anni, e indirettamente fino a 16 anni, con il ricatto delle sanzioni, costi quel che costi, perché ha aumentato molto gli investimenti nel settore farmaceutico.

Allora sarebbe lecito chiedersi:

  • perché solo questi Paesi e non altri?
  • chi ha deciso di sottoporre a sperimentazione la popolazione del nostro Paese?
  • che senso ha, con gli spostamenti di oggi, obbligare in Italia e Portogallo e non nelle vicine Spagna, Francia e Germania?

Sicuramente vi sono accordi che prevedono un “dare” e un “avere“, in cui si sono buttati in affari i soliti noti che hanno contribuito ad accrescere il “livello di attenzione mediatica” nei confronti dei medici e degli operatori sanitari, a tal punto da esprimere pareri critici o preoccupazioni, anche a seguito della ben nota posizione dell’Italia sulla scena internazionale in qualità di capofila per le strategie vaccinali di massa a livello mondiale. Infatti, è sempre bene ricordare che a settembre 2014 il nostro Paese, rappresentato dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, accompagnata dall’allora Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco [AIFA], Prof. Sergio Pecorelli, poi dimessosi a seguito delle accuse per i suoi legami con aziende farmaceutiche e società di venture capital, ha ricevuto l’incarico dal Summit di 40 Paesi riunitosi a Washington in presenza dell’ex Presidente USA Barack Obama. Ora, con l’emanazione di questo delirante decreto sanitario da parte del nostro Governo, sarebbe auspicabile pretendere un comportamento coerente con i più classici criteri epidemiologici: chiudere le frontiere italiane a tutti i turisti che non saranno in regola con il ricco pacchetto di vaccinazioni obbligatorie richieste nel nostro Paese. Infondo, tutti i turisti provenienti da altri Paesi europei sono legittimamente da considerare come potenziali “untori” che possono importare pericolosi patogeni dai loro Paesi d’origine dove le vaccinazioni non sono obbligatorie né particolarmente numerose. Sostenere che la ridotta copertura vaccinale può far ricomparire epidemie disastrose come quelle dei secoli scorsi, rappresenta di fatto un messaggio falsamente allarmante e fuorviante. Se si pensa che una epidemia di Ebolain Africa [ribadiamo: Ebola in Africa] è stata controllata con sole misure di isolamento dei malati [senza farmaci e senza vaccini], è ovvio che in Italia, in Europa, o in una qualsiasi parte del mondo civilizzato, qualsiasi rischio di epidemia di qualsiasi malattia conosciuta attualmente sarebbe messa subito sotto controllo con adeguate procedure igienico-sanitarie. Il problema semmai è un altro: questo Governo sta distruggendo il Sistema Sanitario Nazionale, sta limitando la libertà delle persone, sta limitando l’autonomia decisionale dei medici, e sta mettendo gl’italiani nella condizione di rinunciare sempre più spesso alle cure. E’ giunto il momento di dire basta a questi mercanti della salute!

Proprio in questi ultimi giorni, è stata diffusa una notizia che ha contribuito a diffondere il clima di terrore attorno ai vaccini, come è evidente in questo interessante articolo del giornalista Maurice Blondet, il quale ha dimostrato LA FALSITA’ DELLA STESSA:” Per giorni siete, siamo,  stati martellati da questi titoli:

“Vaccini, morto a Monza il bimbo leucemico colpito da morbillo. «Contagiato da fratelli non vaccinati». (Corriere della Sera)

Un bimbo malato di leucemia morto per il morbillo: “Contagiato dai fratelli non vaccinati”

(La Stampa).

Repubblica: “:…Nè il paziente di sei anni né i suoi fratelli erano stati vaccinati per una scelta della famiglia. L’assessore alla Salute: “E’ l’esempio di come la cosiddetta ‘immunità di gregge’ sia fondamentale per la protezione di chi è più debole”.

Secolo XIX “….Perché il bambino, proveniente da una famiglia italiana che per scelta non ha voluto vaccinare nessuno dei propri figli, non ce l’ha fatta ed è morto”.

Le tv di Stato ci hanno aperto i telegiornali.  Pensate: il bambino era soltanto  malato di “leucemia linfoblastica acuta,  malattia che oggi ha una probabilità di guarigione in oltre 85% dei casi con forme simili”.   I media hanno riportato  con grande partecipazione “lo strazio” del  ministro della salute Beatrice  Lorenzin. “È stata una storia straziante, io stavo seguendo questa vicenda da un mese, …stava guarendo dalla leucemia, che avremmo salvato dalla leucemia, è morto per il morbillo”. Tutti i media, disciplinati, hanno inchiodato i genitori  come colpevoli: fanno parte di quel gruppo  nemico del popolo e della salute pubblica, che non vuol vaccinare i propri figli – ed ecco il risultato:   hanno ammazzato il loro figlio.  La scienza lo stava guarendo dalla leucemia (cosa ci vuole? Una malattia da niente) e loro, per l’ostinazione di non voler obbedire alla Ministra, l’han fatto morire di morbillo  (il morbillo, questo sì  peggio della leucemia). Bisognava leggere tra le righe per indovinare che i giornalisti del regime, della famiglia che accusavano di  assassinio davanti a tutto il paese, non sapevano nulla. La cronista del Corriere: “C’è grande riserbo sulla mamma e il papà del bimbo deceduto [traduci: non ne sappiamo il nome, noi giornalisti]..Si tratta per certo di una coppia milanese,probabilmente una di quelle «No Vax». Certo milanese, probabilmente No-Vax”.  Ma che importa? Importa riferire della straziante partecipazione della ministra: “Era lo scorso maggio quando il ministro Lorenzin aveva ascoltato l’angosciante, disperata cronaca del bimbo direttamente da Andrea Biondi, il medico che ha seguito personalmente questo caso.  ministro della Salute aveva garantito l’intenzione di andare ancor più avanti nella campagna di sensibilizzazione sui vaccini e contro chi li contrasta”.  Dunque questo era il caso esemplare da usare per “portare avanti la campagna”,   “la campagna contro i No_VAx”. Qualche ora fa questa famiglia, deve aver praticamente obbligato il suddetto dottore a precisare:“Professore, il piccolo può avere contratto il morbillo dai fratelli? “Nessuna responsabilità dei fratelli perché questi hanno contratto il morbillo dieci giorni dopo di lui. In questo momento caricare i genitori della responsabilità della morte del proprio bambino per non avere vaccinato gli altri figli è un’infamia”. Si può stabilire con esattezza come e dove il piccolo abbia contratto la malattia infettiva? “No, scientificamente non è possibile: dopo le cure intensive i bambini fanno vita normale, vanno a scuola e incontrano amici e nei mesi scorsi si è verificata una vera e propria epidemia di morbillo, malattia altamente contagiosa” Questo lo dice, finalmente, Il Giorno, Cronaca  Monza-Brianza. Ossia nelle pagine locali,  non nazionali. La notizia era falsa. Il bambino non è stato contagiato dai fratelli non vaccinati, perché questi hanno contratto  DOPO  di lui, probabilmente da lui.  Il bambino  è  morto della leucemia e delle sue complicanze, ovvie e prevedibili in un immmunosprresso ( anche dalla “terapia”).  La rettifica non apparirà nelle prime pagine e non aprirà i telegiornali, che invece hanno strillato e sparato la falsità a titoli di scatola.Anzi di più: la notizia è stata volontariamente falsata,   un’invenzione architettata  nei particolari  per  ragioni ideologiche. Nell’ambito della “campagna”  del Ministero di Stato  “ contro”  i genitori che obiettano contro le 12 vaccinazioni ai neonati. Le TV di Stato hanno dato rilievo alla notizia falsa a questo scopo  ideologico. Colpevolizzare una categoria di cittadini e demonizzarne gli argomenti, anziché discuterli”.

COSA FARE DINANZI A QUESTO PROVVEDIMENTO? CI SONO DUE ESMPI DI GRANDE IMPORTANZA. Come ha riportato l’agenzia giornalistica “Askanews”, associazioni di genitori si sono ribellate  al decreto Lorenzin:” Dalle associazioni dei genitori e dei consumatori arrivano le prime reazioni, molto critiche, al decreto legge varato oggi dal Consiglio dei Ministri che introduce l’obbligatorietà di 12 vaccinazioni per l’iscrizione a scuola: sia per il Moige (Movimento Italiano Genitori) che per il Codacons il provvedimento è “incostituzionale” e si annunciano ricorsi.Secondo Antonio Affinita, direttore generale del Moige, “La strumentalizzazione del picco epidemiologico del morbillo nel territorio italiano, che risulta essere tra i 10 Paesi al mondo con la mortalità infantile più bassa, per imporre il decreto sulla coercizione vaccinale per le famiglie è inaccettabile ed incostituzionale”.”In decisa controtendenza con i protocolli europei che, sul tema della prevenzione vaccinale, indicano nell’informazione, raccomandazione, garanzie e coinvolgimento di tutti gli attori, i punti centrali di una politica efficace e concreta. Incostituzionale un decreto che, per rispondere ad un picco epidemiologico sul morbillo, inserisce l’obbligo per altri vaccini che non hanno un quadro epidemiologico di necessità ed urgenza, proprio del decreto. Tutto questo avviene in aperto contrasto con i consolidati orientamenti provenienti dalle esperienze europee, dove l’obbligo risulta quasi ovunque assente, e dagli organismi sanitari europei, che non suggeriscono l’obbligo vaccinale bensì politiche volte all’informazione, raccomandazione, coinvolgimento, garanzie ed efficienza della rete vaccinale”, conclude Affinita.Anche per il Codacons il decreto “palesemente incostituzionale e, pertanto, verrà impugnato dall’associazione al fine di ottenerne l’annullamento presso la Consulta. La decisione del Governo, oltre a rappresentare un regalo alla lobby dei farmaci grazie all’estensione dei vaccini obbligatori, presenta diversi profili problematici – spiega il presidente Carlo Rienzi – La trasformazione delle vaccinazioni facoltative in obbligatorie costringerà a sottoporre i bambini ad una dose massiccia di vaccini, senza alcuna possibilità di una diagnostica prevaccinale, con conseguente incremento delle reazioni avverse che secondo l’Aifa solo nel 2013, per l’esavalente, sono state ben 1.343, di cui 141 gravi”.”Ai rischi connessi ai trattamenti sanitari coattivi si aggiunge anche un pesante conflitto col diritto all’istruzione, oltre alla crescita abnorme dei costi per il SSN derivante dalle decisioni del Governo – prosegue Rienzi – Resta poi l’impossibilità di ricorrere ai vaccini in forma singola e l’indisponibilità sul mercato dell’antidifterico se non abbinato ad altri vaccini. Per tali motivi ricorreremo contro il decreto del CdM per portarlo alla Corte Costituzionale e, se necessario, anche alle Corti di giustizia europee”.

Inoltre, il Governatore della Regione Veneto Luca Zaia ha impugnato il provvedimento davanti alla Consulta, dicendo:” il Veneto, da 10 anni senza obbligo, ha performance vaccinali del 92.6 per cento. Nella Unione europea 15 Paesi non hanno obbligo, 14 hanno l’obbligo solo per un vaccino».  «Il ricorso – secondo  Zaia – non c’entra con la politica. Diamo una risposta a 5 milioni di cittadini. Siamo gli unici ad avere anagrafe vaccinale digitale in tempo reale. L’impugnativa non si fa perché siamo contro vaccini. Le Regioni hanno l’autonomia vaccinale, i cittadini non vanno multati ma informati. È assurdo che chi ha 7.000 euro possa non vaccinare i bambini mentre chi non li ha rientra in una coercizione che, si sa, crea soltanto abbandono».

 

 

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