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Caserta. ” Crisi della Provincia: Togliete le mani dai nostri ragazzi!”

(Paolo Mesolella) CASERTA La Dirigente Scolastica del Liceo Scientifico di Aversa, nel suo intervento, all’incontro sulla crisi della Provincia a Caserta, è stata chiara: “Togliete le mani dai nostri ragazzi!, non li dovete usare”. La preside Adriana Mincione, ha preso la parola apposta. E non è stata l’unica a farlo, in difesa degli studenti. All’incontro di questa mattina, nella sede della Provincia di Caserta, nell’area ex Saint Gobain, del resto, oltre ai rappresentanti del Coordinamento provinciale e ai rappresentanti provinciali dei sindacati, c’erano anche studenti, genitori e politici interessati a difendere non solo il diritto dei lavoratori ma anche quello degli studenti, ai quali la Provincia vuole chiudere le scuole. Chiara Caminiti, la rappresentante degli studenti al Consiglio di Istituto del Liceo Manzoni di Caserta è stata chiara: “Perché avete deciso di crearci problemi proprio a maggio?. Nel mese di ottobre, a manifestare per la Provincia eravamo in 15 mila, ora invece, a maggio, durante l’ultimo mese dell’anno scolastico, non ci fate andare a scuola!. E’ palese la vostra strumentalizzazione della scuola. Perché la vertenza non l’avete aperta a settembre? La Provincia, ad ottobre, con una lettera dell’ing. Paolo Madonna, prima ci ha detto che non ci sarebbero stati più fondi e poi ha interrotto le attività extrascolastiche. Noi vi abbiamo anche seguiti all’inizio… Poi però non siete riusciti a risolvere il problema ed ora state chiudendo le nostre scuole.. Anche Giuseppe Carozza, rappresentante di istituto del Geometra “Buonarroti” di Caserta, tristemente chiuso, ha preso la parola per ribadire il concetto. Perfino il consigliere regionale Graziano la pensa allo stesso modo: “Questa assemblea – ha detto – deve chiedere le dimissioni del Presidente della Provincia e a tutti i parlamentari campani deve chiedere di sottoscrivere l’emendamento dell’onorevole Sgambato. Anzi, il governo dovrebbe dare i soldi direttamente ai presidi per risolvere i problemi degli istituti, se proprio non si possono dare alla Provincia. La priorità in questa vicenda sono i ragazzi che devono concludere la scuola. E’ impensabile che in questa situazione si possa chiudere la scuola e non dimettersi”. L’incontro di questa mattina del coordinamento di Caserta in difesa dei servizi alla cittadinanza, cui hanno presenziato Trisolino per la CGIL, Marino per la CISL, Parente per la UIL e Picone per la UGL. non è stato proprio tranquillo. Anzi. Dopo l’introduzione di Gianni Solino che ha comunicato il disavanzo della Provincia di 47 milioni di euro e le difficoltà cui ha la stessa amministrazione provinciale a curare 1500 chilometri di strade provinciali, le risorse idriche e le scuole superiori, non sono mancate contestazioni provenienti dalla sala affollata: “Non è possibile che ad ottobtre non sapevate che sareste rimasti senza soldi il primo Aprile. Non sono state dette tutte le verità. Ci avete rovinate, andatevene via!. Avere un ragazzo che non va a scuola, ha detto un rappresentante dei genitori, è molto più grave, per il mancato diritto collettivo allo studio. La politica negli ultimi 20 anni ci ha messo in questa situazione. Si sono mangiate anche le pietre che stavano qui a terra. La mobilitazione la dobbiamo fare a Roma non a Caserta”. Polemiche a non finire, quindi, nonostante i tentativi di mettere ordine e di far capire che il propblemi Provincia riguarda tutti: lavoratori, sindacati, politici, genitori e un po meno gli studenti. Alla fine ha parlato anche Giampiero Zinzi, accolto da un “Ritirati!”, proveniente dal pubblico. Chi l’ha portata al dissesto finanziario la Provincia?. Il problema è politico, ha detto ancora un intervenuto, non c’è bisogno della scuola. Ci siamo scocciati di essere usati insieme con i nostri ragazzi. Sarebbe stato interessante sentire anche cosa pensassero della situazione i segretari provinciali, sezione lavoro, intervenuti all’assemblea e seduti silenziosi in cattedra.

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