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Alla Camera dei deputati l’on. Gigli chiede garanzia sul gender della Fedeli

(ilMezzogiorno) Seduta n. 779 di mercoledì 12 aprile 2017. Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata
Iniziative volte ad evitare l’inserimento di progetti ispirati alla cosiddetta teoria gender tra le attività
scolastiche, in specie di carattere curricolare GIAN LUIGI GIGLI. Grazie, Presidente. Signor Ministro, non le sono certo estranee le preoccupazioni di  molte famiglie in Italia per la penetrazione della cosiddetta ideologia gender nell’educazione, spesso  extracurricolare, di molte scuole. Preoccupazioni aggravatesi a seguito dell’approvazione del comma 16  della cosiddetta “buona scuola” e delle interpretazioni che ne sono state date. A queste preoccupazioni, il
Ministero, nella persona del Ministro Giannini, che la ha preceduta, ha risposto più volte, a seguito di
question-time, a seguito dell’approvazione di ordini del giorno e con l’emanazione di una circolare che
tranquillizzava le famiglie. Ciò nonostante, continuano a ripetersi episodi. Oggi io le ho prospettato quelli
accaduti in Friuli-Venezia Giulia. Attendo da lei una parola di conforto. PRESIDENTE. La Ministra dell’Istruzione dell’università e della ricerca, Valeria Fedeli, ha facoltà di rispondere.

VALERIA FEDELI, Ministra dell’Istruzione dell’università e della ricerca. Onorevole Gigli, anzitutto intendo
rassicurarla sul fatto che il Governo sta rispettando gli impegni assunti con gli ordini del giorno da lei
segnalati, fornendo una corretta interpretazione del comma 16 della legge n. 107, che intende assicurare
l’attuazione dei principi di pari opportunità, ai sensi dell’articolo 3 della nostra Costituzione, promuovendo
nelle scuole di ogni ordine e grado l’educazione alla parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di genere
e di tutte le discriminazioni, al fine di garantire un ambiente scolastico inclusivo, al riparo di ogni forma di
emarginazione e attuando il concorso di tutti gli attori del mondo della scuola e del sociale.
Va precisato che l’azione del MIUR si sostanzia nel fornire la cornice pedagogica educativa e culturale,
ispirandosi ad indicazione di matrice europea, oltre che nazionale, nell’ambito della quale l’ordinamento
lascia alle scuole di promuovere proprie autonome iniziative. Sul tema, il MIUR ha emanato la circolare del
15 settembre 2015, per ufficializzare che la finalità del citato comma 16 non è quella di promuovere
pensieri e azioni ispirati ad ideologie di qualsivoglia natura, bensì quella di trasmettere la conoscenza e la
consapevolezza riguardo ai diritti e ai doveri della persona, costituzionalmente garantiti, anche per
raggiungere e maturare le competenze chiave di cittadinanza nazionale, europea ed internazionale, entro cui rientra la promozione dell’autodeterminazione consapevole e del rispetto della persona.
La posizione del MIUR si ispira ai principi di pari dignità e non discriminazione, di cui agli articoli 3, 4, 29, 37
e 51 della nostra Carta costituzionale, per far conseguire alle studentesse e agli studenti un maggior
rispetto delle diversità e delle pari opportunità. Si ribadisce, comunque, che, pur nel rispetto delle
indicazioni del MIUR, gli ordinamenti e i programmi scolastici appartengono sempre all’autonomia delle
singole scuole, che la esercitano attraverso la definizione dell’offerta formativa.
Con specifico riguardo alle iniziative della regione Friuli-Venezia Giulia da lei richiamate, si sottolinea che
non si tratta di attività curricolari e che l’eventuale partecipazione degli studenti è meramente facoltativa e,
comunque, necessita del consenso dei genitori per gli studenti minorenni.Concludo, ribadendo che il Ministero continuerà a promuovere azioni di sistema, volte ad evitare
strumentalizzazioni della tematica in argomento, nella consapevolezza che l’educazione alle pari
opportunità, alla prevenzione della violenza e al contrasto delle discriminazioni, se bene intesa, non è
destinata a produrre conflitti con le esigenze educative delle famiglie, perché si tratta di iniziative che
danno attuazione ai principi costituzionali. PRESIDENTE. L’onorevole Gigli ha facoltà di replicare per due minuti.GIAN LUIGI GIGLI. Grazie, signora Ministro. Io le devo dire che ho apprezzato certamente l’aver rinnovato
da parte sua gli impegni che il Ministero ha assunto, così come voglio tranquillizzarla, da parte mia, che non
è affatto in discussione il rispetto verso chiunque. Tuttavia, voglio con altrettanta chiarezza dirle come
questi impegni che il MIUR ha assunto vengono costantemente disattesi e mi risulta che siano stati disattesi
anche per gli episodi che io le ho richiamato. Ora, c’è un principio fondamentale, che è quello che dice che
la responsabilità educativa, per i minorenni, è in capo alle famiglie. Questo principio vorrebbe che ci fosse
una preventiva autorizzazione delle famiglie per le attività extracurricolari – preventiva! – e a fronte di una
segnalazione dei contenuti educativi non neutri, che vengono proposti ad alunni di età adolescenziale e a
bambini.
E a parte questo aspetto, c’è anche da segnalarle, allora, e approfitto per farlo oggi, un’altra cosa che sta
accadendo e che non so se sia a sua conoscenza: alcune delle associazioni che propongono queste
iniziative, mettono poi in atto anche un altro tipo di comportamento, che è quello di fare uscire
l’insegnante dall’Aula, con la prospettiva di non turbare, appunto, quello che è il messaggio educativo che
viene dato. Il che fa sì che viene a mancare anche la presenza di testimoni, per così dire, e quindi anche dei
responsabili di tutta quella che è l’azione educativa all’interno della scuola, che viene appaltata, per così
dire, a soggetti che sono estranei alla scuola.
Io prendo atto degli impegni ribaditi da lei, la invito però a vigilare con maggiore attenzione su quello che
sta accadendo e, soprattutto, sull’estromissione de facto delle famiglie italiane rispetto a progetti che sono
loro estranei e che certamente non condividono.