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In Cecenia i gay portati nei campi di tortura

(ilMezzogiorno) La Cecenia sta rastrellando le persone sospettate di essere gay per portarle in campi di tortura. Gli fanno l’elettroshock, li torturano finché non fanno i nomi di altri omosessuali, li pestano così violentemente che alcuni sono addirittura morti. Dare la caccia ai gay e rinchiuderli è roba degna dei Nazisti, è scioccante e inaccettabile al tempo stesso. Ma abbiamo un piano per fermare tutto questo.  Avaaz amplificherà l’appello dei coraggiosi attivisti locali sui media di tutto il mondo usando la forza della nostra comunità globale per fermare subito questa persecuzione. Firma la petizione con un solo clic e condividila con tutti — arriviamo a un milione di firme: Al Presidente russo Vladimir Putin e a tutte le autorità russe. Da anni la Cecenia è controllata da un leader che viola sistematicamente i diritti umani, sostenuto dalla Russia. Rispondendo alle accuse, il suo portavoce ha semplicemente negato l’esistenza dei gay: “Se in Cecenia esistessero davvero persone del genere, non dovremmo comunque preoccuparcene, sarebbero le loro stesse famiglie a mandarli in posti da cui non si può tornare”.  Ora anche l’autorevole International Crisis Group ha confermato le testimonianze delle persone scappate dai campi e sta diffondendo le notizie per attirare l’attenzione internazionale.  È il momento giusto per far scoppiare questo scandalo in tutto il mondo e denunciare Russia e Cecenia per questi crimini disumani. Tante cose che stanno succedendo nel mondo sembrano fuori controllo. Ma ogni giorno abbiamo una scelta: stare a guardare mentre tutto questo accade, o alzarci e fare qualcosa. Oggi possiamo scegliere di agire assieme, rimanere uniti e dare una speranza alle persone disperate in Cecenia che stanno rischiando di perdere i loro cari.
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