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Milano. Il Papa ai cresimandi a San Siro: «Non siate bulli e fate che non accada mai»

Il Papa conclude la sua visita pastorale a Milano soffermandosi sul bullismo, a pochi dal giorni dal caso di Giuliano in provincia di Napoli, dove un ragazzino disabile di 13 anni è stato stuprato da un branco di coetanei per 4 anni. Dopo che il caso è venuto alla luce ci si è interrogati sui giovani, sui loro valori e sul perché accadano orrori di questo tipo.
A Milano al grido di Francesco migliaia di ragazzi hanno dato il benvenuto al Papa allo stadio di San Siro per l’ultima tappa della sua visita pastorale. Il Papa è entrato nello stadio sulla «papamobile», ha compiuto un giro del rettangolo verde per salutare tutti (nella foto). Poi è iniziata la festa di musica, danze e colori. Ha risposto alle domande di un cresimando, di due genitori e di una catechista. Il giovane Davide, di Cornaredo, ha chiesto: «Quando avevi la nostra età cosa ti ha aiutato a fare crescere la tua amicizia con Gesù?». E il Santo Padre ha risposto: «È facile: sono state tre cose, legate tra loro da un filo. La prima: i nonni che hanno saggezza. E con la loro saggezza ci insegnano come andare più vicino a Gesù. Parlate quindi con i nonni, fate tutte le domande che volete. Poi mi ha aiutato tanto giocare con gli amici, giocare e sentire la gioia del gioco, senza insultarci, pensando che così giocava Gesù. Giocare fa bene. E la terza cosa che mi ha aiutato a crescere nell’amicizia con Gesù è stato andare in parrocchia, all’oratorio». Ai genitori Maria e Alberto che hanno chiesto come fare a trasmettere la fede ai loro figli, il Papa ha risposto: «Tornate con la memoria a quando eravate figli e cercate di rivedere chi vi ha aiutato a crescere nelle fede: il papà, la mamma, i nonni, una zia, un parroco». el suo discorso, si sofferma su «questo fenomeno brutto: il bullismo. Ragazzi – domanda suggerendo un esame di coscienza – nella vostra scuola, quartiere c’è qualcuno a cui voi fate beffa, che prendete in giro perché ha qualche difetto? E a voi piace farlo vergognare e picchiarlo per questo? Questo si chiama bullismo». Il tono del Papà diventa particolarmente severo: «Per il sacramento della santa cresima fate la promessa al Signore che mai praticherete il bullismo e che mai permetterete che si faccia nella vostra scuola o quartiere? Lo promettete? Mai prendere in giro, farsi beffa di un compagno di scuola, di quartiere. Promettete questo oggi?». La risposta dello stadio è un forte «Sì», ma a Francesco non basta, «il Papa non è contento». Allora la risposta affermativa dei ragazzi cresce ulteriormente di volume, e così «ora avete detto sì al Papa».

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