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Il mito del Lete nella Giornata mondiale dell’acqua

(Giuseppe PACE). Insegnando, una vita, ho sempre informato i miei studenti della necessità di conoscere non solo l‘evoluzione biologica dell’Homo sapiens, ma anche dell’esistenza della sua formidabile evoluzione culturale. Di questa seconda evoluzione umana non ho trascurato di far conoscere l’esistenza di carte europee del suolo, dell’aria e dell’acqua. Ciò per insegnare a considerare suolo, aria ed acqua risorse finite e non inesauribili. Dopo la Conferenza di Rio del 1993 fu proposto di celebrare ogni anno la Giornata mondiale dell’Acqua. Nel 2017 la Giornata dell’Acqua è dedicata alle acque reflue in modo speciale. Ciò per sottolinearne il recupero utile. Istituita nel 1993 dall’Onu, la Giornata mondiale dell’Acqua si celebra ogni anno il 22 marzo. Per quanto riguarda il 2017, il tema scelto è quello delle acque reflue, in quanto l’assemblea generale delle Nazioni Unite si è posta il traguardo di dimezzare lo spreco anche nel processo di depurazione dell’acqua, che potrebbe essere riutilizzata a scopi agricoli o industriali. L’acqua utilizzata ogni 24 ore dal singolo cittadino supera i 400 litri nel Nord del mondo e non raggiunge i 25 litri nel Sud del mondo. La Giornata mondiale dell’Acqua assume maggiore significato quest’anno poiché il riscaldamento planetario sembra trovare unanimi i climatologi che ci informano che i ghiacciai si riducono, il pianeta si riscalda anche per l’eccesso di anidride carbonica emessa dalle attività industriali dell’uomo post-rivoluzione industriale, i mari ed oceani si alzano di 10 cm. Accanto alla Giornata mondiale dell’acqua bisogna ricordare che la vecchia Europa, mediante l’Unione europea già dal 1968 aveva ideato ed approvato la Carta Europea dell’Acqua. Essa così recita: 1. Non c’è vita senza acqua. L’acqua è un bene prezioso, indispensabile a tutte le attività umane. 2. Le disponibilità di acqua dolce non sono inesauribili. E’ indispensabile preservarle, controllarle e se possibile accrescerle. 3. Alterare la qualità dell’acqua significa nuocere alla vita dell’uomo e degli altri esseri viventi che da essa dipendono. 4. La qualità dell’acqua deve essere sempre mantenuta in modo tale da poter soddisfare le esigenze delle utilizzazioni previste, specialmente per i bisogni della salute pubblica. 5. Quando l’acqua, dopo essere stata utilizzata, viene restituita all’ambiente naturale, deve essere in condizioni da non compromettere i possibili usi dell’ambiente, sia pubblici che privati. 6. La conservazione di una copertura vegetale appropriata, di preferenza forestale, è essenziale per la conservazione delle risorse idriche.7. Le risorse idriche devono essere accuratamente inventariate. 8. La buona gestione dell’acqua deve essere materia di pianificazione da parte delle autorità competenti. 9. La salvaguardia dell’acqua implica uno sforzo importante di ricerca scientifica, di formazione di specialisti e di informazione pubblica. 10. L’acqua è un patrimonio comune il cui valore deve essere riconosciuto da tutti. Ciascuno ha il dovere di economizzarla e utilizzarla con cura. 11. La gestione delle risorse idriche dovrebbe essere inquadrata nel bacino naturale piuttosto che entro frontiere amministrative e politiche. 12. L’acqua non ha frontiere. Essa è una risorsa comune, la tutela della quale richiede la cooperazione internazionale. Sulla Luna, sotto la coltre superficiale detritica è stata rinvenuta acqua, anche su altri corpi celesti essa è certa. Sul pianeta che ci ospita, la Terra, l’acqua esiste da circa 5 miliardi di anni da quando fu prodotto dalla de gassificazione magmatica che generò anche litosfera ed atmosfera. Dopo meno di 1 miliardo di anni si formò la biosfera con gli organismi che sono costituiti in gran parte, ancora oggi, di acqua. L’acqua dunque è vita e va tutelata, conservata e conosciuta di più. Tra le acque bisogna anche ricordare quelle minerali alle quali l’uomo ha sempre attribuito proprietà terapeutiche e salutistiche. Tra queste mi è caro ricordare l’Acqua Lete, che ha il magnesio tra i suoi elementi chimici. Tale elemento ha proprietà rilassanti e forse ha, in qualche misura, favorito la nascita del mito della dimenticanza e dell’oblio che causerebbe l’acqua del fiume Lete. Tale fiume ha origine nella sua alta valle in territorio del Sannio a Letino, mentre viene imbottigliata a Pratella lungo gli antichi bracci tratturali di quella che fu una millenaria civiltà agrosilvopastorale cantata nei poemi classici. Virgilio, nell’Eneide, scrive del mito del Lete, che Dante riprende nella Divina Commedia. Allo scrivente piace ricordare che a Letino la tradizione orale tramanda il ricordo della principessa Letizia che curò la pelle e dimenticò gli affanni bevendo e bagnandosi nell’acqua del piccolo fiume Lete, da cui il nome del paesetto, oggi in forte calo demografico. Il Lete non dista poi molto dal Lago d’Averno, dove la cultura classica faceva iniziare il viaggio oltre la vita terrena, che è accompagnata costantemente dall’acqua più degli alimenti stessi. Infatti il tempo di resistere alla fame è maggiore di quello della sete. L’acqua, inoltre, si riduce nei tessuti cellulari man mano che l’età avanza. Con l’avanzare dell’età la memoria dell’acqua forse fa dare più valore anche al mito?