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BRUSCIANO (na) Un ricordo di Giancarlo Siani.

(Antonio Castaldo)BRUSCIANO (Na)  Il 21 Marzo è la XXII “Gionata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” di Libera.  Dal 1996, ogni anno il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera, “Associazione nomi e numeri contro le mafie” fondata e presieduta da Don Luigi Ciotti, celebra la “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” i cui nomi vengono letti ogni volta “Per ricordarci sempre che a quei nomi e alle loro famiglie dobbiamo la dignità dell’Italia intera”. Nell’occasione di questa speciale “Giornata della Memoria”, la XXII il 21 marzo 2017, nel condiviso ricordo generale di tutte le vittime, il giornalista e sociologo Antonio Castaldo volge pensiero al collega Giancarlo Siani e la cui automobile, in sua assenza, è divenuta testimonianza di un sacrificio umano e simbolo dell’impegno antimafia. La Mehari di Giancarlo Siani (1959-1985) da lunedì 6 marzo è tornata a Napoli dal “Viaggio Legale” iniziato sotto l’Alto Patronato del Parlamento Europeo il 17 novembre 2016 dallo scorso anno per l’Emilia Romagna. Iniziativa promossa da CGIL, Caracò, Libera, IoLotto, CNA Fita, all’interno del Progetto “Infiltazionilegali”, con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna, di Fondazione Pol.i.s., Avviso Pubblico e Master Beni Confiscati alle Mafie intitolato a Pio La Torre, in collaborazione con l’Associazione Stampa Emilia Romagna, la Federazione Nazionale Stampa Italiana l’Uisp.  L’incipit è stato da Michele Ammendola, Presidente del “Comitato ioLotto”, all’Aeroporto Internazionale di Capodichino dopo aver ricevuto le chiavi della Mehari dal fratello di Giancarlo dalle mani del presidente della Fondazione Pol.i.s. Paolo Siani. Giancarlo Siani da studente universitario si interessò al fenomeno sociale della criminalità e delle famiglie camorristiche prima partecipando alle attività del periodico “Osservatorio sulla camorra”, diretto dal professore Amato Lamberti, e poi come corrispondente da Torre Annunziata del quotidiano “Il Mattino”. Venne trucidato al volante della sua macchina la sera del 23 settembre 1985 con 10 colpi calibro 7,65 esplosi dalla camorra.

«Ora -ha dichiarato Antonio Castaldo- la Citroen Mehari di Giancarlo, uno dei “ragazzi del ’77”, staziona splendente nella sua rinnovata vernice verde neon presso il Palazzo delle Arti di Napoli in Via dei Mille dopo il “Viaggio legale” in Emilia Romagna. I visitatori tutti, che si apprestano a salire ai vari piani espositivi del PAN di Napoli in Via dei Mille, non potranno fare a meno di rivolgere a quel giovane caduto, sul fronte della libera informazione, un commosso pensiero e rafforzare il proprio impegno in un percorso di cittadinanza e di contrasto alle mafie. Come ho fatto io sabato 18 marzo, rivolgendo il mio personale pensiero alla memoria di Giancarlo Siani e con lui ricordare colui che è stato anche mio professore, di “Sociologia della devianza e della criminalità”, all’Università Federico II di Napoli, l’indimenticabile Amato Lamberti (1943-2012) studioso, giornalista e politico».

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