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Sparanise. Un successo l’incontro con il magistrato Catello Maresca

(Paolo Mesolella) SPARANISE E’ stato un successo l’incontro con il magistrato Catello Marersca della Direzione Distrettuale Antimafia del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La presentazione del suo nuovo libro “Male Capitale” presso l’aula magna dell’Isiss Foscolo di Sparanise ha raccolto una folla di persone. “Un successo che va oltre ogni rosea previsione a dimostrazione del fatto che la legalità in Terra di Lavoro è una condizione che tutti avvertono come un vera emergenza ed una necessità. Questa sera di giovedì 9 marzo, alle ore 17, presso la sede del Foscolo in via Calvi a Sparanise, alla presentazione del libro c’erano il sindaco di Sparanise Salvatore Martiello, il vicesindaco Luigi Coppolino, il preside Paolo Mesolella, la dott.ssa Lucia Ranucci, il giornalista Salvatore Minieri, il giornalista Nico Pirozzi e lo stesso Catello Maresca, magistrato che da anni lotta contro la camorra rimettendoci la propria sicurezza. Il clan dei Casalesi lo vorrebbe morto. E lui con caparbietà, intuito e furbizia investigativa è riuscito a stanare padrini del calibro di Michele Zagaria e Antonio Iovine. Nel libro si parla del clan dei Casalesi, del suo fondatore Antonio Bardellino, del boss Francesco Schiavone detto Sandokan e di Michele Zagaria. “La prima cosa che mi ha colpito, ha detto il giornalista Nico Pirozzi, è stato quello di trovarmi in un bene confiscato in cui è stato realizzato qualcosa di bello come questa scuola. “Sono emozionato, ha continuato il giornalista Salvatore Minieri, di presentare il magistrato Catello Maresca e di parlare dei problemi dei rifiuti e di discariche nella mia terra. Da parte sua il preside del Foscolo Paolo Mesolella ha ringraziato i presenti di essere intervenuti ed ha ricordato ai presenti che la scuola è stata inaugurata il 20 marzo del 2009 da don Luigi Ciotti di Libera su 20 mila mq di terreno sequestrato alla camorra. Un istituto costato più di un milione di euro. “Il nostro, ha spiegato poi, il giudice Maresca, è un paese un po’ strano. Fino al 1992 siamo stati un popolo insensibile. Nel 1982 per esempio c’è stato il delitto del generale Della Chiesa che ha fatto nascere il 416 bis, la norma che punisce i mafiosi. Oggi non basta più fare bene il proprio dovere. Bisogna fare qualcosa di più. Bisogna investire nelle menti dei ragazzi che non debbono più commettere i nostri errori. Falcone diceva che la mafia aveva avuto un inizio ed avrebbe avuto una fine. Ma dopo 25 anni dalla sua morte, la mafia c’è ancora. Ci sarà sempre chi cercherà di organizzare un gruppo di delinquenti. Il problema sono soprattutto i buoni e la loro capacità di rendere meno pericoloso il gruppo dei cattivi”.