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Maddaloni. Il dipinto della vestizione di San Francesco al Convitto Nazionale Giordano Bruno

Nei locali dell’ex convento ora sede del Convitto Nazionale Giordano Bruno di Maddaloni si trova un interessante dipinto del secolo XV. Si tratta di un frammento di affresco, in ottime condizioni, del primitivo chiostro, rappresentante san Francesco che si spoglia davantii al vescovo e veste il saio francescano.
Il dipinto fu seppellito dalle macerie del violento terremoto del settembre 1694 e riportato alla luce in epoca moderna. I sotterranei dell’attuale Convitto, che si trova proprio nell’ex convento francescano sono stati recentemente ripuliti e resi visitabili.
Sul luogo d’una antica chiesetta con monastero francescano, la cui fondazione è, dalla tradizione, attribuita al Santo d’Assisi, fu eretta la chiesa attuale e ampliato l’originario convento. Il rinnovamento della chiesa primitiva, con relativo convento, non potè avvenire prima del 1548, (cioè dopo il Concilio di Trento) in quanto i Francescani di Maddaloni, divenuti da quel momento conventuali, ebbero la libera amministrazione dei beni loro offerti e, quindi, la possibilità di realizzare opere a loro avviso necessarie. Tutto il complesso ebbe un arricchimento, ma subì seri danni con il terremoto di fine secolo.

Il Complesso Francescano rappresenta uno dei principali punti di riferimento culturale e sociale della nobilissima città di Maddaloni. Esso comprende l’attuale Convitto nazionale, ex Convento dei Frati Minori Conventuali, e la chiesa dedicata, oggi, a Sant’Antonio da Padova. Nel punto in cui via S. Francesco si allarga a formare una piccola piazza che guarda verso via Concezione è situato il Convitto Nazionale, adiacente alla chiesa di S. Francesco, di cui era convento. Secondo la tradizione ne sarebbe stata iniziata la costruzione dallo stesso S. Francesco, nel 1220, di passaggio per Maddaloni e, proveniente dalla Terra Santa, per fare ritorno ad Assisi. Giunto nei pressi di Maddaloni da lontano notò la chiesetta di San Michele e siccome egli era molto devoto al nostro santo protettore, ebbe la volontà di salire sull’Eremo per pregarlo. Scendendo incontrò i notabili della città, i quali, saputo del desiderio di Francesco di voler costruire una piccola chiesa a Maddaloni, gli donarono per iscritto il terreno, il cui atto fu conservato dal notaio Ferdinando Quintavalle, già introvabile al tempo di Giacinto de Sivo, storico maddalonese vissuto fino al 1867. Della chiesa eretta dal Santo costruita con rami e tronchi d’albero e ricoperta di fango, sull’esempio di Madonna Povertà, non è rimasto nulla perché era una costruzione fragile e rudimentale e destinata a breve vita. A dimostrazione che il Santo di Assisi sia probabilmente passato e fermato a Maddaloni ci sono alcune testimonianze scritte dai suoi confratelli. Il Primo Ministro Provinciale dei Frati Minori in Campania, Beato Agostino d’Assisi, amico di San Francesco, fondò la prima sede dell’Ordine a Capua, da dove la Regola Francescana cominciò a diffondersi in Terra di Lavoro nel 1217 e qualche anno dopo visitata dal santo (fonte A. Pagliaro).

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