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Per l’Istat 31,7% di molisani sono a rischio di povertà o esclusione sociale.

(Giuseppe PACE). I molisani si sono autodefiniti “i trentini del sud”. Tale auto gratificazione era soprattutto della piccola borghesia parassitaria, fino a qualche decennio fa. Ma adesso anche il Molise ha i caratteri tipici del Mezzogiorno da cui vorrebbero distinguersi nonostante un indice d’emigrazione alto: 6 molisani su uno sono emigrati nell’ultimo settantennio, cioè 6 Molise sono all’estero: Canada, USA, Australia Argentina, Venezuela, Brasile, Germania, ecc.. Nel Molise vi si alternano spesso primati nazionali di obesità dei bambini oppure di dipendenza dall’alcol degli adulti. Ultimamente l’Istat dà uno spaccato non edificante ai trentini del sud! Per tale spaccato sociale che evidenzia la crescità della povertà diffusa i consiglieri Fusco Perrella, Iorio, Cavaliere e Sabusco esprimono indignazione contro la Regione: “I molisani “a rischio di povertà o esclusione sociale”, secondo gli ultimi dati Istat, sono al 31,7%, con un leggero miglioramento rispetto all’anno precedente, mentre le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà sono oltre il 21%, con i soggetti a rischio di grave deprivazione al 9,9% e i soggetti a bassa intensità lavorativa che superano l’11%, con il tasso di disoccupazione ancora alto al 12,9%. Numeri che delineano una vera e propria emergenza, con un evidente ritardo sul fronte dell’esclusione sociale, ma le misure da mettere in campo per contrastare la povertà a che punto sono? Nell’ambito del FSE 2014-2020 il Molise ha destinato 12 milioni di euro all’inclusione sociale, aspetto fondamentale per garantire a tutti pari dignità e diritti, quando finalmente verranno pubblicati i bandi? E quando verranno sbloccati i complessivi 48 milioni del fondo sociale assegnati al Molise? È necessario, difatti, che gli interventi previsti dal Governo nazionale, quali il SIA, siano accompagnati da politiche regionali capaci di garantire a tutti i cittadini uguale dignità, stante la situazione di profonda difficoltà che si sta vivendo in Molise. Reddito di inclusione attiva, la Regione Molise eroga 600mila euro agli ambiti territoriali sociali: saranno destinati a 167 famiglie in co2ndizioni di particolare indigenza. Lo comunica il presidente Paolo di Laura Frattura. “Con la liquidazione e il pagamento ai nostri Ambiti sociali, diamo un piccolo ma concreto aiuto alle famiglie che soffrono situazioni di pesante disagio nel nostro Molise. La somma di 601.200 euro che abbiamo erogato corrisponde al lavoro istruito dagli Ambiti stessi che hanno valutato le istanze pervenute, individuato le domande ammissibili e stilato la graduatoria”, dichiara. “I destinatari, 167 famiglie, potranno beneficiare del contributo loro riservato quale sostegno mirato ad alleviare le difficoltà derivanti da ristrettezze economiche e a tentare di limitare il divario sociale che purtroppo registriamo attorno a noi. Andiamo avanti così nel nostro percorso di contrasto alla povertà” sottolinea il presidente Paolo Frattura. E cosa dire del Patto per il Molise? Il Governo regionale non ha previsto nessuno stanziamento di fondi da destinare al welfare molisano, nonostante le evidenti emergenze sociali, perdendo un’occasione che invece ha colto la Basilicata, che ha destinato 268 milioni di euro per l’asse delle politiche sociali, con interventi fondamentali quali il contrasto alla povertà e all’esclusione sociale con lo strumento della cittadinanza solidale, assimilabile a quel reddito di cittadinanza istituito nella nostra regione con la legge finanziaria del 2012 dal Governo di centrodestra. Perché non si è deciso di impegnare le risorse sulla valorizzazione del welfare, non solo come strumento di protezione sociale ma anche come fonte di nuova e buona occupazione? Resta comunque diffusa l’emigrazione dei giovani laureati molisani, causa anche dei fenomeni sociali negativi della mancanza di meritocrazia molisana, della parentopoli e della tangentopoli dei politici molisani, che si conoscono meglio perché pochi e con un’eccessiva casta di ben 20 consiglieri, dunque ben rappresentata in una Regione, che ha meno abitanti di un quartiere metropolitano. Il Veneto con 5 milioni di abitanti ha un consigliere per oltre 100 mila abitanti (definito dallo statuto regionale, non imposto da Roma). Se anche il Molise fosse così virtuoso politicamente, ne dovrebbe avere solo tre e non oltre sei volte di più. I fondi statali che lo Stato romano centrico continua ad erogare al Molise sono di gran lunga maggiori di quelli che eroga verso il nord del Bel Paese, ma la ricaduta non va a beneficio del popolo, ma di una casta e di una borghesia non illuminata ma parassitaria. Eppure in Molise non mancano capacità individuali e genialità, che si manifestano soprattutto all’estero, dove la meritocrazia è più riconosciuta e la borghesia è laboriosa e non implicata in parentopoli come in Molise dove i posti pubblici sono attesi attentamente per essere occupati dal figlio, dal nipote e dal parente prossimo o dal galoppino fidato del politico di turno.