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TEANO. Cristina Parisi del Foscolo ha vinto il Premio VERI contro la violenza sulle donne

(Paolo Mesolella) TEANO L’alunna Cristina Parisi della classe 5^B del Liceo Scientifico Scienze Applicate dell?ISISS Foscolo di Teano ha vinto il primo premio al concorso VERI di Mondragone, con un lavoro riguardante la violenza sulle donne dal titolo “Diario di una donna-angelo”. L’elaborato è stato premiato nel corso di una affollata cerimonia pubblica, da una giuria composta dal sindaco di Mondragone e da diverse personalità della cultura e della società civile. La commissione ha voluto premiare il talento e l’originalità del testo proposto da Cristina Parisi, riconoscendole una freschezza di lessico e una leggerezza di contenuti insoliti in una ragazza, attribuendole una borsa di studio del valore di euro 300. Una bella soddisfazione per l’alunna, per la sua insegnante e per la scuola diretta dal preside Paolo Mesolella.  La cerimonia di premiazione, di questa nona edizione del Premio letterario, voluto dall’associazione VERI (Verità Emancipazione Rispetto ed Impegno) si è tenuta il 15 dicembre scorso a Mondragone ed ha avuto lo scopo di evidenziare le problematiche inerenti la condizione della donna nell’attuale società, con particolare riferimento alle violenze. Cristina scrive nel suo “Diario”:” Ricordo la prima volta in cui mi mise le mani addosso; litigammo per una banalità… ma preso dall’ira mi diede uno schiaffo. Pensai che fosse stato un momento d’ira. Ma poi la cosa si ripeté più volte. Non avevo il coraggio di denunciarlo. Sapevo che se l’avessi fatto mi avrebbe ucciso; ora capisco che era meglio se ciò fosse accaduto… Tanto ormai non vivo più! Distrutta, rinchiusa in casa agli ordini di un uomo… Che brutta cosa la vita. Ti fa conoscere le persone mostrandoti la loro parte migliore e dopo ti pugnala alle spalle mostrandoti il peggio. Vorrei dire al mio Gianni perché mi tratti così? Cosa ho fatto di male? Ti ho amato, ho forse sbagliato ad amarti? Ad essermi innamorata di te? No! L’unico sbaglio che ho fatto è stato pensare che tu fossi un uomo; invece sei un mostro. Le parole per descrivere la tua cattiveria non esistono, un aggettivo che ti si addice non c’è. Nulla c’è per te, ormai; nulla deve esserci per colui che mi ha causato tanti mali. Nessun sentimento, neanche l’odio. Caro diario, sono in un posto dove ci sono tante donne che hanno subito il mio stesso destino. Io come loro non ci sono più, la mia vita è stata interrotta da delle ”manoni” che tempo fa mi stringevano per darmi sicurezza. Ti chiedo solo perché non esiste un modo per fermare la mani “assassine”. Molte donne hanno avuto il coraggio di denunciare le loro violenze eppure hanno fatto la mia stessa fine. Cosa non funziona nel mondo? Vorrei chiederlo a chi si trova dall’altra parte e vive. Come mai le donne e gli uomini sembrano non dare più importanza al femminicidio, facendolo passare come la normalità? “Nasciamo da una donna cresciamo con una donna e se un uomo non la rispetta ferisce prima se stesso.” Ho cercato di trovare invano una soluzione, un perché. Avrei voluto tanto far capire che la donna non è un oggetto ma un soggetto, libero, con la propria idea, con propri diritti e che non dipende da nessuno”.

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