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Ancora celebrazione degli Schützen in ALTO ADIGE

(di GIUSEPPE PACE (segretario Provinciale Partito Pensionati di Padova). Già in altro articolo di questo giornale online nonché in Il NordEst quotidiano, ho ricordato il Pacchetto Alto Adige. Esso consisteva di 137 provvedimenti, dei quali 94 furono attuati per mezzo della modifica dello statuto regionale del 1948 per via costituzionale, 8 con norme di attuazione previste dallo statuto regionale, 15 con legge statale, 9 con semplici decreti, e il resto con atti amministrativi. Il Pacchetto fu accolto positivamente al congresso della SVP, nonostante la parte del partito che seguiva Peter Brugger non fosse in accordo con quella di Silvius Magnago. Dopo oltre dodici ore di dibattiti, il 23 novembre alle 2 di mattina iniziò lo spoglio: 583 delegati erano favorevoli al Pacchetto, 492 contrari e 15 schede bianche. Nonostante le diverse visioni, alla fine Magnago e Brugger si strinsero la mano e iniziando a collaborare nel partito. In seguito fu approvato dai parlamenti italiano e austriaco, e la sua totale applicazione verrà eseguita a partire dal 1972, anno in cui entrò in vigore il secondo statuto d’autonomia per la provincia di Bolzano. Ho anche segnalato il pericolo nazionale delle esagerazioni di manifestazioni sociali, che succedono nel territorio italiano della Regione a statuto speciale Trentino Alto-Adige. Ma stavolta l’esagerazione supera l’immaginazione per la minacciosa presenza di 1500 armati che onorano i bombaroli degli anni della tensione altoatesina, che per sedarla lo Stato regalò il noto Pacchetto Degasperi-Guber. Stavolta circa 1.500 Schützen hanno partecipato a San Paolo di Appiano, (vicino alla città di Bolzano dove c’è anche una strada intestata ad un assassino-terrorista tirolese), in occasione del LIV anniversario della morte del dinamitardo Sepp Kerschbaumer, alla tradizionale commemorazione per gli ex terroristi sudtirolesi defunti, alla presenza di una nutrita rappresentanza della politica locale, tra cui l’assessora provinciale Martha Stocker (Svp), la pasionaria Eva Klotz (ritiratasi dalla politica attiva con una liquidazione milionaria) e altri consiglieri provinciali di Sütiroler Freiheit e Freiheitlichen. Dopo la messa nella chiesa parrocchiale il corteo si è recato al cimitero, dove Roland Lang dell’Heimatbund, la lega patriotica sudtirolese, ha ribadito la richiesta di grazia per gli ex terroristi ancora in vita. Lang ha accusato lo Stato di «portare ancora avanti il progetto della italianizzazione» dell’Alto Adige. L’autonomia – ha aggiunto – «è solo una soluzione provvisoria» verso l’autodeterminazione. Anche Oskar Niedermair, che negli anni ’50 del secolo scorso – ancora minorenne – fece parte del Bas (Comitato per la liberazione del Sudtirolo) di Sepp Kerschbaumer. ha invitato Roma «a voltare finalmente pagina» e di concedere la grazia agli ex terroristi. Le richieste degli Schützen sono state rispedite al mittente dal rappresentante di Alto Adige nel cuore, Alessandro Urzì, che critica la presenza alla cerimonia di un rappresentante della giunta provinciale: «come può il presidente Kompatscher tollerare che propri assessori omaggino i terroristi stragisti degli anni Sessanta? Come dovremmo considerare i suoi appelli al rispetto reciproco se poi accetta che de facto parti del suo governo provinciale partecipano alle celebrazioni per chi ha usato la violenza è sparso sangue per sostenere le sue ragioni? La presenza dell’assessore Martha Stocker a San Paolo è una provocazione evidente o un atto di sfiducia verso Kompatscher. Decida il presidente». Secondo Urzì «lascia allibiti e increduli il silenzio complice e interessato della seconda componente di maggioranza, quel PD pronto a fare dichiarazioni roboanti sulla convivenza, ma poi allineato quando si tratta di non disturbare gli equilibri che gli permettono di mantenere le proprie posizioni personali». 1.500 cappelli piumati alla commemorazione tradizionale degli ex terroristi sudtirolesi. La presenza dell’assessore provinciale Stocker (Svp) criticata dalle opposizioni di centrodestra. Il Presidente della Provincia autonoma di Bolzano ha uno stipendio di quasi 20 mila euro mensili, superiore di molto ai Sindaci delle città metropoli italiane e di qualunque onorevole consigliere regionale. Egli è stato alle corse elezioni referendarie il principale propagandista del SI, promesso a Renzi?. Ma qualcuno potrebbe pensare, a onore dell’uso della ragione, che adesso può permettersi anche di fare assembramenti armati di ex terroristi, tanto Roma lascia fare …tutto! Speriamo di no e che non si approfitti della fisiolologica distrazione dei garanti dell’Unità della Nazione per la crisi di governo in atto! Ma il Governo è ancora in essere fine al nuovo, fino a prova contraria costituzionale? Gentiloni è ancora Ministro degli esteri ed Alfano dell’Interno.La toponomastica italiana in Sudtirolo rischia di essere cancellata. I Geografi hanno stabilito che i confini comunali, provinciali, regionali e nazionali si rifanno alla onvenzione della linea spartiacque o acqua pende. Da ciò deriva anche il confine dell’Italia dall’Austria in Alto Adige. Pensiamo alla famosa Vetta d’Italia, che i libri di geografia sin dalle scuole elementari indicano come il punto più a nord dello Stivale: il toponimo italiano verrebbe cancellato e resterebbe solo l’impronunciabile dizione tedesca di “Glockenkarkopf”. Sparirebbero i nomi di montagne famosissime agli scalatori come la Palla Bianca e anche quello di Malga Sasso, dove ci fu una drammatica strage di finanzieri nel 1966. L’anno successivo, lo scrivente in gita scolastica a Merano, restò impressionato dal cameriere, che messe due dita in bocca, redargui la nostra esuberanza giovanile a tavola, in un grande ristorante, con un fischio e un grido: “italiani maleducati state zitti, subito!” Non si dimentichi che dal 20 settembre 1956 al 30 ottobre 1988ci sono stati 361 attentati con dinamite, mitra, mine antiuomo. 21 morti, tra cui 15 appartenenti alle forze dell’ordine, 2 privati cittadini e 4 terroristi, deceduti per lo scoppio prematuro delle cariche che stavano predisponendo. 57 feriti: 24 membri delle forze dell’ordine, 33 civili. La giustizia italiana ha condannato 157 persone: 103 italiani di lingua tedesca, 40 cittadini austriaci, 14 cittadini della Germania occidentale. Parte della popolazione di lingua tedesca non nasconde la propria approvazione per le azioni di quelli che vengono comunemente definiti “combattenti per la libertà” (“Freiheitskämpfer“). In questo senso gli Schützen hanno lanciato nel 2004 la campagna “Il Sudtirolo ringrazia per la scuola tedesca, la forte economia, il benessere e molto altro!”. Sullo sfondo del manifesto un traliccio divelto dalla dinamite, in primo piano il terrorista Sepp Kerschbaumer. Ad Appiano sulla Strada del Vino, dove il 12,5% della popolazione è di lingua italiana, gli è stata anche dedicata una via. La RAI di lingua tedesca di Bolzano ha prodotto un documentario intitolato “Die Frauen der Helden” (“le donne degli eroi”, riferito ai terroristi degli anni 60). Nel 2009 il consiglio provinciale di Bolzano ha approvato una mozione perché sia concessa la grazia ai terroristi del BAS, che vengono esplicitamente definiti “combattenti per la libertà”. La mozione è stata approvata anche dalla consigliera di lingua italiana del Partito Democratico Barbara Repetto. Nel dicembre 2010 sempre gli Schützen hanno allestito una mostra in celebrazione di questi terroristi. Tra i memorabilia esposti anche l’innesco di una bomba rudimentale e decorazioni militari con svastiche naziste. In memoria dei 50 anni trascorsi dalla Notte dei fuochi, il Südtiroler Heimatbund (Lega per la patria sudtirolese), ha fatto coniare un’apposita medaglia, con inciso il viso di Sepp Kerschbaumer. Sempre per ricordare i terroristi torturati dai Carabinieri in seguito alla Notte dei fuochi, il partito Südtiroler Freiheit ha lanciato una campagna di manifesti raffiguranti tra l’altro una macchia di sangue con un cappello d’ordinanza dei carabinieri. Dopo tutta questa storia infausta cosa fa la Repubblica Italiana oggi per garantire una convivenza civile alla comunità italiana composita nel Trentino Alto Adige? Fa finta che tutto va bene e intanto i gruppi più violenti contro gli italiano fili locali alzano troppo la testa e vanno oltre le righe della tolleranza concessa per quieto vivere? No la Repubblica Italiana è tanto più forte quanto più fa sentire, anche da Roma, la voce autorevole che l’autonomia regionale e provinciale non significa affatto indipendenza dalla comunità nazionale. Non bisogna svendere ulteriormente la sovranità nazionale italiana all’estremo nord vicino alla Vetta d’Italia!

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