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Parole al vento dei politici per valorizzare l’ambiente culturale nell’alto casertano

(Giuseppe PACE). PIEDIMONTE MATESE-LETINO. In un mio studio, pubblicato dall’Annuario 1989 dell’Associazione Storica del Medio Volturno (dal 1965, prima era Associazione Storica del Sannio Alifano fondata nel 1915 a Piedimonte d’Alife), proponevo un Museo del Paesaggio del Matese. Nello studio proponevo diverse sezioni museali con un Direttore nella sede centrale a Piedimonte o a Bojano che non fosse locale per evitare dannosi campanilismi e nepotismi. Il tentativo di valorizzare il paesaggio naturale e culturale del Matese restò lettera morta? Sicuramente sono parole ancora meno sensate quelle dei politici di turno che frequentano Piedimonte Matese e l’intero territorio dell’Alto Casertano, soprattutto per rinfocolare i galoppini del proprio consenso regionale, provinciale e camerale. Troppe parole sensa un senso reale, né volte alla valorizzazione produttiva dei reperti museali locali. Troppi soldi spesi inutilmente ad iniziare dalla grande massa di denaro pubblico sperperato per acquistare il decadente Palazzo Ducale. A Piedimonte M. da troppi decenni tutto langue tra un Sindaco accusato di corruzione da tangentopoli, di seguito da un Vescovo accusato di rubare e di un prete che si innamora di un seminarista, un Presidente di Provincia ed uno di Consorzio di Bonifica accusati di tangentopoli con molti assessori troppo yesman. Non è affatto un ambiente locale con la res pubblica guidata da uomini e donne illuminati dall’onestà, ma questo lo scriveva già al Prefetto, l’alifano Pietro Farina, Sottoprefetto dei primi anni del 1900. Egli diceva che chi guida il Comune allontana le persone oneste che vorrebbero contribuire alla guida della res pubblica. Giorni fa a Piedimonte si è svolta l’ennesima riunione dei politici al Museo Civico dedicato al fondatore dell’Associazione Storica del Sannio Alifano, Raffaele Marrocco. Ma leggiamone la cronaca da altro mass media: “Beni Culturali Piedimonte Matese «La creazione di sistemi e reti museali rientra indubbiamente in una lungimirante strategia di management del nostro patrimonio culturale. I risultati che possono essere ottenuti attraverso la condivisione di risorse e competenze, soprattutto nel caso delle realtà museali di piccole dimensioni, non sarebbero raggiungibili agendo in modo individuale nell’attuale mercato dell’arte e della cultura». Con queste parole il Sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali, Antimo Cesaro, ha presentato il dibattito in programma ieri presso il Chiostro Maggiore dell’ex convento di S. Tommaso d’Aquino a Piedimonte Matese (CE), dal titolo “Verso una rete della cultura in terra di lavoro: prospettive di collaborazione fra i musei dell’area del matese”, nell’ambito del quale si sono poste le basi per un accordo di cooperazione fra il MUCIRAMA (Museo Civico R. Marrocco) e il Museo Archeologico Nazionale dell’Antica Allifae, che insistono sul territorio dell’antico centro sannita-romano di Allifae. All’incontro partecipa tra gli altri l’Assessore regionale al demanio e al patrimonio Sonia Palmeri, con la quale Cesaro, per delega del Ministro Franceschini, è in costante e proficuo contatto al fine di decidere la destinazione dei beni culturali delle province campane soppresse”. A Piedimonte di cultura ne hanno parlato solo i politici come quando andavano a Bocca della Selva a preparare possibili progetti, ben finanziati, per valorizzare lo sport di montagna. Tempo fa scrissi, su questo coraggioso mass media, un articolo”Bocca della selva affollata di politici non di turisti”. Quel politico molto probabilmente aveva propri uomini, piedimontesi dop, jessman piazzati lassù per predisporre programmi. I circa 4 mila voti accumulati da una nota famiglia piedimontese che fine faranno adesso? Si scioglieranno come neve al sole? Si spera. Si pera anche ce l’Amministrazione nuova di Alife sappia meglio valorizzare i reperti storici dentro e fuori del Museo. Il Parco del Matese da regionale è divenuto nazionale e comprende anche il versante molisano del Matese. Dovrebbe essere più facile la valorizzazione del tipico anche con altri oldi pubblici previsti per far funzionare il parco naturale stesso. Ma, putroppo, quante miserie politiche sono passate negli ultimissimi decenni nel territorio dell’Alto Casertano, ma prima o poi il riscatto arriverà? Certo che arriverà con i giovani che non abituati più a sopportare le ingiustizie prendono carta e penna o meglio usano il computer e la posta elettronica per denunciare, non solo “il piove governo ladro” ma uomini non onesti che rubano denaro, posti pubblici e la speranza di non pochi onesti e dignitosi matesini al di qua e al di là del Miletto.

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