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QUALITÀ DELLA VITA: SUD ANCORA MALE

(Giuseppe PACE). E’ Mantova (la città dove nacque il grande poeta latino Virgilio, che morì a Napoli dopo aver scritto l’Eneide che al V lib.. parla del Lete), la prima nella classifica annuale delle città italiane per qualità della vita pubblicata da ItaliaOggi e Università La Sapienza di Roma. Il Sud ne esce, dalla classifica nazionale, molto male e nemmeno Matera si salva. Insomma anche Isernia e Campobasso non rappresentano più oasi di qualità vitali? Trento, in prima posizione dal 2011, scende alla seconda. Sul podio, oltre alla città lombarda e a quella che ha dominato per cinque anni, anche Belluno. La Capitale perde 19 posizioni in un anno, passando dal 69esimo all’88esimo posto, posizionandosi su livelli considerati insufficienti: è al 106esimo posto tra le città sicure Cambio al vertice della classifica della qualità della vita: dopo 5 anni di dominio di Trento, è Mantova la provincia italiana dove si vive meglio. La città lombarda comanda la classifica annuale di ItaliaOggi-Università La Sapienza sulla qualità della vita. Trento, ora, deve accontentarsi del secondo posto. Altro nuovo ingresso sui gradini più alti del podio è Belluno, terza, in salita dall’ottava posizione. Scivolano, quindi, Pordenone (da terza a quarta) e Bolzano (da seconda a ottava). L’ultimo posto è di Crotone, sebbene, rispetto alle altre province meridionali, presenti elementi di discontinuità. Qui, infatti, il tenore di vita è accettabile. Responsabili della maglia nera sono affari e lavoro, ambiente, disagio sociale e personale, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero. La precede Siracusa (era al 104 posto). A deludere sono anche le grandi aree urbane, che arretrano tutte, rispetto allo scorso anno, ad eccezione di Torino (che sale di 6 posti). Ma se Milano e Napoli perdono rispettivamente 7 e 5 posizioni, Roma ne perde 19 (31 in confronto al 2014), posizionandosi su livelli di qualità di vita insufficienti. La qualità della vita nella Capitale è peggiorata in un solo anno. Secondo la classifica stilata annualmente, in base ai dati della ricerca dell’Università La Sapienza per ItaliaOggi, la Capitale è passata dal sessantanovesimo posto del 2015 all’ottantottesimo di quest’anno, posizionandosi su livelli di qualità della vita gravemente insufficienti. Per quanto riguarda la criminalità è al centoseiesimo posto tra le città sicure (era al 102 nel 2015). Scende al cinquantottesimo posto, dal 42 del 2015, per quanto riguarda i parametri di disagio sociale. Scende di sette posti anche per quanto riguarda i servizi scolastici. Passa dall’ottavo al decimo posto nella classifica del sistema salute e dal 94(del 2015) al 103 del 2016 per il tenore di vita. A livello di macro-aree, Nord-est e centro reggono meglio il colpo della crisi, di contro soffre il Nordovest e in particolare il Sud e le Isole, dove si è persa traccia di quel cluster di province individuato qualche anno fa, nel quale il livello era superiore a quello prevalente nelle altre province meridionali. Sul podio sale Belluno, in crescita dall’ottava posizione. Scivolano verso il basso Pordenone (da terza a quarta) e Bolzano (da seconda a ottava). All’ultimo posto Crotone: a pesare in questo caso sono affari e lavoro, ambiente, disagio sociale e personale, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero. La precede Siracusa (109ma, era al 104mo posto). In generale, le grandi città arretrano tutte rispetto allo scorso anno, eccezion fatta per Torino (che sale di 6 posti). Milano e Napoli perdono rispettivamente 7 e 5 posizioni, Roma ne perde 19 (31 in confronto al 2014). Agli ultimi posti ci sono Palermo (104ma, che migliora di una posizione rispetto allo scorso anno), Caltanissetta, Trapani, Agrigento, Napoli, Siracusa, Crotone. A livello di macro-aree, la ricerca di Italia Oggi e Università La Sapienza rileva che il NordEst e Centro reggono meglio il colpo della crisi, di contro soffre il NordOvest e in particolare il Sud e le Isole, dove si è persa traccia di quel cluster di province individuato qualche anno fa, nel quale il livello era superiore a quello prevalente nelle altre province meridionali e insulari. Belluno sale sul podio delle città italiane a più alta qualità di vita, con un grande balzo in avanti rispetto all’ottava posizione dello scorso anno. Nella classifica al IX posto si conferma Vicenza, mentre Verona scende al XIV posto dopo essere stata al VII nel 2015. Tonfo per Treviso che da quinto posto scende al ventesimo; risale invece Padova sia pur lentamente passando dal 28° al 27° posto. Perde ben 20 posizioni Rovigo che si deve accomodare sul 55° posto dopo che aveva occupato quello numero 35. Si piazza al 62° posto il capoluogo di regione Venezia che nella passata graduatoria occupava la 54° posizione. Treviso e Belluno sono sul podio delle città più sicure dietro Pordenone (quarta in classifica generale). Vicenza è al 6, era al 15; Verona passa dal 37 al 41, Padova dal 74 al 72 gradino. Vicenza sale dal 15 al 10 posto nella graduatoria “Affari e Lavoro”; la città del Palladio è seconda, da sesta che era, alle spalle di Bolzano come minore tasso di disoccupazione indice che trova poi Belluno e Verona ai posti 7 e 8, Venezia in grande ripresa al 15° dove sale dal 43°. Per l’Ambiente è sempre Belluno a guidare il Veneto dal suo terzo posto della speciale classifica che vede molto lontane le altre città: Venezia è al 44° posto, Vicenza al 50°, Verona al 58°. Posto 60 per Treviso, 68 per Padova e 73 per Rovigo. E in Campania? A sorpresa al primo posto c’è la provincia di Avellino. L’Irpinia batte di qualche posizione Salerno, mentre risultato più staccate Napoli, Benevento e Caserta. Avellino si piazza alla posizione numero 81 della classifica, con un punteggio di 461. Elevato il punteggio del tema “popolazione”, con i suoi 427.000 abitanti, l’Irpinia ha una speranza di vita di 81 anni di media. Bene anche i punteggi di tenore di vita e servizi e ambiente, mentre il problema si fonda sul tempo libero, dove Avellino colleziona soltanto 260 punti.

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