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Calvi Risorta. Esalazioni tossiche ex-Pozzi: ArcheoCales interrompe le visite all’area archeologica di Cales

E’ dallo scorso luglio (ma sono decenni che ciò succede periodicamente) che dalle trincee scavate alla ex Pozzi fuoriesce una nuvola maleodorante, invasiva, che penetra nei tessuti e li distrugge, sicuramente prodotto della combustione dei rifiuti speciali presenti nel sottosuolo.
Cales, la città antica, dista solo qualche centinaio di metri da questo fumo inesausto che fuoriesce dalle viscere della terra, una terra un tempo prolifica e genuina che la bulimia del potere ha reso veleno. A cosa serve portare schiere di cultori interessati alla nostra storia se tutt’intorno è solo morte e distruzione?
“Questo il motivo per cui, fino a quando non ci sarà un intervento serio e risolutivo, nonché un progetto di bonifica non virtuale, – si legge in una nota stampa – interrompiamo le attività al sito antico, per tutelare noi stessi e quanti ci chiedono di accompagnarli alla scoperta di Cales!” La ex Pozzi è la spina nel fianco più evidente dello scempio che i responsabili hanno permesso e che continuano sapientemente ad alimentare.

Da tempo che la Rete ArcheoCales denuncia lo stato di indifferenza delle istituzioni per un sito archeologico che è una delle poche risorse di un territorio abusato, dimenticato, defraudato, offeso dal malgoverno.
“… dove sono i parlamentari che hanno tentato di negare il disastro? Dov’è la commissione parlamentare che davanti alle telecamere prometteva un pronto intervento? Dov’è la Regione che ha millantato un finanziamento (in danno) di 15 milioni di euro ma che di fatto è solo un proclama per il SI al referendum? Che ne è rimasto delle tavole rotonde al vertice – continua la nota stampa – utili soltanto all’urgenza mediatica? Dove sono i Sindaci dell’agro caleno cui è affidata la salvaguardia della salute pubblica? E perché le vittime di tanta distruzione zittiscono? Forse non respirano!
Noi, che da sempre difendiamo Cales quale bene comune, ormai siamo sconvolti e sconfitti dall’indifferenza di quanti spendono per essa solo belle parole, ma nei fatti c’è l’immobilismo più totale. Siamo consapevoli che è in gioco la vita e la morte di tutti noi che qui abitiamo, figurarsi se il potere costituito può interessarsi ai ruderi della città antica.

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