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A Bojano La nuova scuola antisismica costa 2,8 milioni di euro

(Giuseppe Pace) Il Matese carsico ha grandi caverne che crollano e generano terremoti ricorrenti.
Anni fa scrissi sulle “Cause sismogenetiche nel massiccio appenninico del Matese”(Annuario 1989 dell’Associazione Storica Medio Volturno, ex Associazione Storica del Sannio Alifano), utilizzando pure del Fisico di Frosolone, Domenico Mainella, i sismogrammi registrati a Guardiaregia. Le cause sono in prevalenze le grotte interne al massiccio matesino, causate dal carsismo. Scrissi anche che le costruzioni del Matese avrebbero dovuto svilupparsi lungo la direzione nordovest-sudest come la maggior parte delle propagazioni di sciami sismici. Osservando, in agosto c.a. la erigenda nuova scuola, antisismica di Bojano, progettata ed approvata dalla precedente amministrazione comunale, annotavo che la direzione suddetta è stata seguita, il legno utilizzato pure è opportuno, ma il costo di 2,8 milioni di euro mi appariva e mi sembra ancora eccessivo per le dimensioni dell’edificio anche se deve servire oltre: Bojano altri 5 piccoli comuni: Campochiaro, Colle d’Anchise, San Massimo, San Polo M., Spinete. A leggere il verbale della commissione giudicatrice del 27.10.2014, sembra tutto ineccepibile compresi i cd a corredo delle varie proposte concorrenti. Non si vorrebbe che l’eventuale “cresta” sia stata ben pensata dai precedenti Amministratori, in accordi di una ipotetica catena truffaldina tra malaffare e tangentopoli dei politici. Questi hanno anche perso le elezioni ultime, nonostante si siano molto impegnati per essere riconfermati. Adesso si parla di crisi al Comune di Bojano per l’ineleggibilità del Sindaco, che è anche titolare, o meglio lo era, di una clinica convenzionata, la legge comunque lo vieta espressamente come sostiene il ricorrente B. Brunetti. Ma ipotizzare tangentopoli anche nel “Trentino del Sud”, il Molise, non è ancora reato. Sull’altro versante del Matese, in una cittadina simile a Bojano, è stato arrestato il Sindaco ed altri per un’operazione della Magistratura detta “Assopiagiatutto”. Nel nostro Mezzogiorno i feudi elettorali causano spesso spazi non controllati dalla società civile, bloccano l’ascensore sociale e danno impulso a parentopoli e tangentopoli, senza alcuna vergogna! A Bojano parentopoli e tangentopoli non appaiono bene, ma potrebbero esserci, se si legge la cronaca di Benedetto Brunetti ed altri, che scrivono dossier dirompenti e costituiscono uno spaccato sociale non edificante. I lavori davanti allo storico “Caffè dei Pentri”, ad esempio, sono un’altra sorta di telenovella locale, ma che potrebbe dare l’idea del potere comunale e degli spazi di democrazia ridotti a Bojano. Circa l’uso dell’utilizzo delle “mura” di legno, un non più giovane Ing., bojanese, mi diceva che è la moda del momento, ma che il legno “alleggerendo la struttura la rende meno vulnerabile al crollo sismico”. Così mentre in Italia si dibatte sull’assicurazione obbligatoria (ennesimo regalo alle banche), dal Giappone arrivano utili suggerimenti all’insegna della salvaguardia di vite umane. Gli ingegneri giapponesi sottolineano l’importanza di un continuo dialogo fra autorità e tecnici per mettere a frutto le tecnologie di costruzione: in Giappone i principi guida sono quelli di proteggere le vite umane evitando il crollo degli edifici. Anche se si verificano terremoti devastanti gli edifici rimangono in piedi dopo la prima scossa, dando agli abitanti la possibilità di fuga e di mettersi in salvo, anche se gli stessi edifici possono crollare in occasione delle scosse successive. I nuovi edifici dovrebbero essere costruiti nei vari materiali, dal legno al cemento armato e dimensionare la progettazione in base ai risultati ottenuti. Non c’è un materiale più sicuro di altri: l’importante è che la struttura e l’altezza dell’edificio si adattino ai materiali prescelti. Certo il legno è da preferire: gli edifici antichi giapponesi che sono sopravvissuti ai giorni nostri sono costruiti in legno, un materiale ‘morbido’ in grado di resistere alle scosse di un terremoto. In Italia dal terremoto in Irpinia a quelli più recenti le vecchie case con travi in legno di castagno ristrutturate lasciandole al loro posto, non sono crollate completamente, salvando vite umane. Per gli interventi sul patrimonio abitativo italiano, gli esperti giapponesi hanno una indicazione preziosa: “L’importante è rafforzare le divisioni verticali in maniera adeguata in caso di ristrutturazione. In particolare per le abitazioni più basse la resistenza ai terremoti è determinata dal comportamento dei muri”. Il cemento armato resta sempre un buon sistema costruttivo dei pilastri degli edifici antisismici, come precisarono gli Ingegneri americani (a San Francisco le costruzioni hanno molto cemento, ben armato, che aumenta la flessione e previene il crollo dei grattacieli) nel 1980 dopo una discussione con i loro colleghi italiani per l’eccessiva perdita di vite umane in Irpinia, ma tutto si evolve ed il legno ritorna a proteggerci! Le scuole di Bojano, accanto a quelle di nuova costruzione, furono volute dal Podestà Paltrinieri in piena epoca fascista, ma non tennero conto della direzione degli sciami sismici, anzi furono edificate lungo l’asse nord-sud, quello meno indicato. Quelle attuali, polo scolastico per sei comuni, almeno seguono l’asse nordovest-sudest più indicato per prevenire i danni maggiori dei sismi. Una mozione presentata dai consiglieri regionali del centrodestra –Fusco Perrella (prima firmataria), Sabusco, Cavaliere e Iorio – per favorire l’introduzione delle misure antisismiche.“La chiusura delle scuole elementari di via D’Amato e via Crispi a Campobasso, lo slittamento dell’inizio delle lezioni per gli alunni delle scuole d’infanzia ed elementari della San Pietro Celestino e della San Giovanni Bosco e delle medie della Giovanni XXIII di Isernia, stesso destino toccato anche alla scuola di infanzia di Matrice, la chiusura per controlli sullo stato dell’edificio scolastico sia a Montaquila che a Capracotta, la mobilitazione di genitori e insegnanti per il plesso scolastico di Lupara, tanti casi che testimoniano una situazione molto problematica per il Molise”, ricordano nella loro premessa. Di qui la volontà di “impegnare il Presidente e la Giunta regionale a intervenire presso il Governo centrale per valutare di ridurre l’Iva al 4% per gli interventi strutturali antisismici, nel caso in cui prevedano anche la completa demolizione e ricostruzione dell’immobile e di aumentare la detrazione dall’attuale 65% al 100% per le sole spese legate agli interventi strutturali finalizzati all’adeguamento antisismico. È importante, altresì, che la Giunta sostenga presso il Governo nazionale l’introduzione dell’obbligatorietà del fascicolo del fabbricato contenente tutte le informazioni necessarie sugli aspetti che riguardano la stabilità e la sicurezza degli edifici”. Nulla di negativo sulla preoccupazione relativa alla prevenzione dei danni agli immobili e persone dei sismi, ma la massa di pubblico denaro in arrivo e richiesta potrebbe generare catene truffaldine che vedono in tangentopoli la corruzione giungere a oltre 60 miliardi annui, come rileva puntualmente la nostra Corte dei Conti. Sta alla società civile e non solo alla Magistratura la lotta alla corruzione.

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