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La scuola che vorrebbero i napoletani

(ILMezzogiorno) NAPOLI Sono passati pochi giorni dalla prima campanella, e le tematiche legate alla scuola sono nuovamente al centro dei dibattiti pubblici e delle discussioni tra genitori.Groupon, in occasione del lancio del progetto “8+”, realizzato in collaborazione con la fondazione Mission Bambini Onlus a sostegno di una selezione di scuole italiane, tra cui l’Istituto Comprensivo Cuoco Schipa di Napoli, ha chiesto ai suoi utenti di mettersi in cattedra e dare un giudizio alle nostre strutture scolastiche pubbliche. Ecco i principali risultati della ricerca, con focus sui cittadini di Napoli. Le priorità nella scuola per i napoletani
Al di là della competenza degli insegnanti, secondo i napoletani interpellati, la priorità numero uno è la sicurezza degli ambienti, ritenuta fondamentale dal 44% dei rispondenti. Segue, con il 22% delle risposte, fare educazione per prevenire i fenomeni drammatici che caratterizzano i giovani, dal bullismo alla droga fino alla corretta alimentazione. Importante per il 15% che la scuola sia promotrice di servizi e attività ricreative quali musica, danza e sport. Che la scuola abbia spazi decorosi (11%) e spazi verdi (8%) interessa invece molto meno.

Le piaghe della scuola odierna secondo i napoletani
Per il 44% dei napoletani il sistema scuola è vecchio e non al passo con le richieste del mercato (contro il 37% del campione nazionale), mentre il fenomeno del bullismo e la fragilità dei giovani preoccupa il 26% degli intervistati del capoluogo campano. Per i napoletani, inoltre, il problema che affligge la scuola oggi è anche la scarsa considerazione di cui godono gli insegnanti (22%) e, forse di conseguenza, l’ingerenza dei genitori, che per l’8% degli intervistati intervengono troppo nella vita dei figli.
La scuola che i napoletani vorrebbero
Su cosa bisognerebbe che la scuola si focalizzasse? Per il 59% dei rispondenti la scuola dovrebbe innanzitutto avvicinare i giovani al mondo del lavoro con progetti concreti, una percentuale molto più alta della media nazionale (31%). A seguire, il 30% dei napoletani pensano che la scuola dovrebbe coltivare i talenti dei ragazzi e aiutarli a trovare la loro strada. Molto meno rilevante invece che le scuole siano multiculturali, insegnino le lingue e ad accettare la diversità (4%) e che aiutino a dialogare di più sull’attualità, incentivando il senso civico delle nuove generazioni (4%). Solo il 3% ritiene che l’uso delle nuove tecnologie dovrebbe essere il focus principale delle scuole di oggi.
La ricerca ha inoltre chiesto al campione di riflettere su quando si era studenti, su cosa ricordano della scuola frequentata e se ci ritornerebbero.
Il ricordo più bello
Il 59% degli intervistati napoletani ricorda soprattutto la spensieratezza del periodo della scuola, molto più di tutte le altre regioni intervistate (35% la media nazionale), seguiti dal 22% che ritiene che le amicizie e la complicità con i compagni rappresentino invece il ricordo più bello. Qualcuno non dimentica il momento dell’intervallo (11%) e solo l’8% ricorda il piacere di studiare la materia preferita con il professore del cuore
Il lascito della scuola
La convivenza e il rispetto del prossimo: questa la cosa più importante cha ha imparato a scuola il 63% dei napoletani intervistati (la media nazionale è 44%). Ma anche l’arte di cavarsela da soli, contando sulle proprie forze, è un insegnamento che risale agli anni da studenti (19%). I napoletani, inoltre hanno imparato tra i banchi il rispetto delle regole (11%) e solo il 7% ritiene di aver capito tra i banchi cosa avrebbe voluto fare nella vita
La scuola di oggi non convince del tutto. Ma a scuola i napoletani ritornerebbero volentieri? Il 60% degli intervistati nel capoluogo non ha dubbi: SI. Il 56% perché in fondo si è divertito da morire, mentre il 44% perché allora sembrava tutto più facile rispetto alla vita vera, che è dura e complicata. Il 40% dei rispondenti napoletani invece ha dichiarato che non ritornerebbe a scuola: il 73% infatti è felice di essere ora maturo e indipendente mentre il 27% non ritornerebbe in classe perché l’adolescenza è stata difficile e lo studio era opprimente.
Questo sondaggio si inserisce all’interno del progetto 8+, l’iniziativa che Groupon ha realizzato con la fondazione Mission Bambini onlus. Obiettivo di questa campagna, che coinvolge le città di Milano, Roma, Bologna, Torino, Genova, Vicenza, Brescia e Napoli, e che riguarderà 12 scuole selezionate in questi capoluoghi è di sostenere 8 progetti di interventi di manutenzione ordinaria e fornitura di materiali nelle scuole italiane in collaborazione con le Associazioni di Genitori Volontari.
Dallo scorso 12 settembre, per 3 settimane, ad ogni coupon venduto sui deal selezionati all’interno del progetto sarà donato 1€ alle scuole scelte. Parte del ricavato dell’iniziativa servirà a sostenere anche i bambini e ragazzi dell’Istituto Omnicomprensivo di Amatrice, colpiti lo scorso 24 agosto dal terremoto.
Il progetto ha come testimonial Ellen Hidding.

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