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Sparanise. Al Foscolo il sindaco, il parroco ed il maresciallo inaugurano il nuovo anno scolastico

(Caserta24ore) SPARANISE Martedì 20 settembre, alle ore 11 all’ISISS “Foscolo” di Sparanise ci sarà l’ inaugurazione del nuovo anno scolastico con il Dirigente Scolastico prof. Paolo Mesolella, il sindaco dott. Salvatore Martiello, il Vice sindaco prof. Luigi Coppolino , il parroco don Liberato Laurenza, il vicepreside don Raffaele Farina, Padre Angelo Guttoriello, il maresciallo dei Carabinieri Salvatore Bisesto, i rappresentanti dei genitori in Consiglio di Istituto, i docenti Funzioni Strumentali . Sarà una buona occasione per parlare della scuola sparanisana (dei suoi obiettivi e delle sue necessità) ma anche per salutare la nuova amministrazione comunale, il sindaco Martiello ed avviare sin da ora l’ accoglienza degli alunni delle classi prime, iscritti quest’anno agli indirizzi Informatico, Amministrazione-Finanza e Marketing e al Liceo Scientifico delle Scienze Applicate e Liceo delle Scienze Umane. Una cerimonia che coniuga insieme l’opportunità di un saluto e di un augurio a docenti e alunni, con la necessità dell’accoglienza ed il desiderio di Ringraziare la prof.ssa Anna Vessella di Inglese che dopo molti anni di insegnamento lascia la scuola per la pensione. “Quello dell’accoglienza, spiega il preside Paolo Mesolella, dovrebbe essere il principio ispiratore di tutta l’organizzazione scolastica, al quale dedicarsi con cura quotidiana. Accogliere i nostri alunni significa riconoscere, accettare, valorizzare le differenze ed in tal modo promuoverne le identità; significa rispettare la dignità di ogni ragazzo, apprezzandone il contributo; significa responsabilizzarlo e promuoverne lo sviluppo. Un impegno prioritario che deve coinvolgere tutti gli operatori, configurandosi come ambito “trasversale” e indicatore privilegiato di qualità del servizio, rispetto al quale le possibilità di controllo possono essere anche molto semplici ed immediate: il fatto che gli studenti vengono a scuola volentieri o malvolentieri, che accusino più o meno sistematicamente disturbi psicosomatici (circostanza tutt’altro che infrequente), che attendano con trepidazione il termine delle lezioni, che esplodano di gioia allo squillare dell’ultima campanella, che vivano l’impegno scolastico come una maledizione e lo studio come una dolorosa necessità, sono comportamenti già di per sé molto eloquenti. E questa condizione di disagio deve allarmare e mobilitare quanti sono responsabili dell’offerta formativa. Non solo la scuola, anche l’amministrazione comunale, la parrocchia e le associazioni.

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