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Caserta24oreViaggi. Lipari e le isole Eolie, i vulcani di Stromboli e Vulcano.

20160801_103750Come raggiungere le Isole Eolie
Iniziamo subito col suggerire il metodo migliore per raggiungere dalla nostra regione, la Campania, l’arcipelago siciliano della provincia di Messina.
Le compagnie di navigazione principali sono la Snav e la Siremar, ma d’estate, almeno fino al 15 settembre, operano altre compagnie come la Liberty Lines (www.libertylines.it/), compagnia di navigazione veloce che raggiunge l’arcipelago anche da Vibo Valenzia.
20160731_142314I primi due colossi hanno raggiunto accordi commerciali: la Snav opera a prezzi di mercato (una corsa nel periodo di fine luglio – inizio agosto può costare fino a 165 euro); Siremar ha prezzi calmierati dalla concessione statale di 65 euro a corsa. Ma mentre la Snav usa navi veloci ed impiega poco più di 4 ore per raggiungere Stromboli da Napoli Mergellina e 6 ore per Lipari (capolinea) la Siremar impiega 15 ore.

Una valida e conveniente alternativa è recarsi a Vibo 20160731_103440Valenzia marina, il cui costo del traghetto è di 35 euro ed impiega solo 2 ore per raggiungere Stromboli.

Le isole
Possono essere visitate attraverso barche veloci che vanno a 35km orari che è una discreta velocità per il mare, trasportano una sessantina di persone ed è possibile tuffarsi e fare il bagno a largo, in alto mare. Ci sono diverse agenzie sparse nelle isole, che organizzano gite giornaliere in una o più isole. Possono essere consultate non tanto per 20160802_142108acquistare semplicemente una gita giornaliera, ma per una consulenza in base alle esigenze individuali. Alternativamente ci sono i traghetti della Società navigazione Siciliana S.p.A e Ustica Lines S.p.A., ma in tal caso riuscirete a visitare al massimo un’isola al giorno, se non interessa vedere tutte le baie e le varie calate a mare, è forse pure meglio.
Non aspettatevi isole sabbiose, le spiagge sono prevalentemente di sassolini per eccetto le spiagge nere di Vulcano e Stromboli. In tutte a pochi metri il fondale sprofonda.
20160802_123304Le Eolie devono il loro nome a Eolo, signore dei venti che lì secondo Omero aveva il suo regno, sono state fondate dai cnidi, abitanti di un’antica città greca dell’Anatolia. Nel corso dei millenni, le eruzioni le hanno più volte modificate nelle dimensioni e nell’aspetto. Le coste ed i fondali sono stupefacenti ma anche l’interno delle isole è ricco di fascino: imponenti vulcani sempre attivi, bizzarre formazioni rocciose, fitta vegetazione a Salina, villaggi preistorici a Lipari, Panarea e Filicudi e i tesori archeologici, che il mare ha restituito gelosamente, 20160801_134433conservati nel Museo Archeologico di Lipari. Isole di vento e di sole che hanno forgiato il carattere e l’identità degli abitanti, sopravvissuta con i suoi costumi e le sue tradizioni.

Lipari
Lipari è la più grande e popolosa isola dell’arcipelago. Il comune principale si estende ai piedi della imponente rocca del Castello, dove si trova anche la cattedrale di San Bartolomeo, al cui interno si vendono gadget, souvenir e ricordini vari. Roba che farebbe infuriare Gesù nel tempio. 20160731_161246Dalla cattedrale, a pagamento, si accede al “chiosco normanno” con visuale mozzafiato sulla baita. Sulla rocca si trova anche un vecchio monastero normanno e il Museo, con le varie sezioni, tra cui quella di vulcanologia. Nella cattedrale si trova la statua del santo, in argento. La parte di dietro della statua presenta numerosi fori, della grandezza di un pugno, probabilmente effettuati per prelevare un po’ d’argento alla bisogna. La tradizione invece grida al miracolo: durante l’invasione saracena, 20160802_185539questi tentarono di fondere la statua, ma non riuscendovi la presero a pietrate quando era ancora incandescente, così si formarono i solchi.
Tra i dolci tipici di Lipari abbiamo: gigi, pasta squadata, viscotta, spicchiteddi, casatieddi di natali oltre agli arancini alla norma. Ancora: vastidduzzi, sfugghiati, sesamini
Le spiagge sono raggiungibili con gli autobus Urso con costi che variano da 1,35 a 1,55 euro a corsa. Se acquistate il 20160802_161903biglietto di A/R in giornata si risparmia qualche centesimo, oppure acquistando un carnet di biglietti da 6, 10 o 20 corse.
Le spiagge si trovano sul versante est: abbiamo la spiaggia del centro abitato di Canneto, quella bianca di Papisca, quella di Pietra Liscia, il Porticello, quella di Cava di Pomice e del piccolo centro di Acqua Calda. Le spiagge che si affacciano sul continente sono meno luminose di quelle a nord, come la spiaggia di Acqua Calda o di Cava di Pomice. Occhio alle meduse: quelle a questa latitudine del Mediterraneo sono piccole e mai pericolose, ma molto 20160802_171246fastidiose, sopratutto quando spostate in massa dalle correnti.

Vulcano
Sul percorso del cratere si trovano fumarole di zolfo. E’ accessibile dal porto da un sentiero di circa 1km con un dislivello di 400 metri per la parte più bassa del cratere e 500 verso la parte più alta, da dove è possibile vedere un panorama mozzafiato: la costa calabrese, siciliana fino all’Etna. Il sentiero è sabbioso e polveroso, in compenso può essere percorso anche con ciabatte o sandali.
Le terme e i fanghi sulfurei
20160802_143824Nei pressi del porto c’è la spiaggia di acqua calda con fumarole che rendono l’acqua calda. Inoltre ritroviamo i tipici fanghi come a Suio Terme nel vulcano spento di Roccamonfina a Castelforte in provincia di Latina. Si tratta di fanghi miracolosi nella cura di forme reumatiche, artrosi e malattie della pelle. Il fenomeno è dovuto alle esalazioni ad alta temperatura di vapore acqueo, zolfo e anidride carbonica che si sprigionano dal cratere o dalle fessure del terreno. E’ meglio entrare in acqua con le scarpe da mare per non scottarsi i piedi. Le piscine geotermiche si trovano a soli 100 metri dal molo: l’ingresso individuale costa tre euro.
20160802_202017Dall’altra parte dell’istmo che collega Vulcanello (ormai spento) a Vulcano c’è la spiaggia nera dell’isola.

Panarea
E’ l’isola più gettonata dell’arcipelago, dai più definita la piccola Capri. Solo sull’isola di Panarea è possibile trovare una spiaggia di sabbia bianca di tutto l’arcipelogo. Ve n’è una sola e si trova nella baia di Drautto, raggiungibile a piedi dal porto attraverso un sentiero di 20 minuti di cammino. Il sentiero procede per la caletta dei 20160804_135014Zimmari, quella del Moro, attraverso un villaggio preistorico per arrivare fino a Cala Junco (40 minuti in tutto), una sorta di anfiteatro naturale e riserva protetta, dove le navi e barche non possono accedere.
Il centro di Panarea è caratteristico con case che somigliano molto a quelle delle isole greche. Caratteristica è anche la caserma dei Carabinieri di Piazza Lauricelle.

Basiluzzo
20160804_131135Della catena vulcanica di Panarea, c’è l’isoletta di Basiluzzo che rappresenta oggi la parte più alta del cratere. E’ poco più di uno scoglio ma in passato era un’isola. L’ultima eruzione risale al 2006 ed ha determinato una spaccatura del fondale con fuoriuscita di magma e fumarole solfuree, attualmente attive. Risente da anni di fenomeni di bradisismo e sotto il livello del mare si scorgono antiche costruzioni romane, abitazioni e una sorta di peschiera risalenti al primo secolo. Fino agli inizi del XX secolo Basiluzzo è stata 20160804_124557utilizzata come terreno di pascolo e di coltivazione, in particolare di capperi. E’ la più grande tra le isolette e gli scogli disabitati delle Eolie.  La storia dell’isola è un po’ come quella dell’isola sommersa di Fernandea, che si trova tra Sciacca e l’isola di Pantelleria. 

Stromboli.
E’ il vulcano più attivo d’Italia. Una delle attrattive 20160804_114336turistiche è vedere dalle navi, dopo il tramonto, le esplosioni di piccole eruzioni permanenti. Di giorno il fumo del Vulcano spesso vela il cielo. Gli abitanti vivono sempre con la valigia pronta. Aree d’attesa per lo sgombero sono disseminate sull’intera isola.
E’ molto frequentato da chi fa trekking, la scalata del vulcano ha un dislivello di quasi 900 metri ed è abbastanza impegnativa. Meno impegnativo è raggiungere l’osservatorio di Punta La bronzo. Sono 80 minuti di cammino, in tutto circa cinque km dal porto, quattro dei quali in salita. 20160804_114243Dall’osservatorio è possibile vedere i crateri eruttivi e la Sciara del Fuoco: il ripido pendio, formato di lava, lapilli e scorie incandescenti, che dal cratere a 750 m s.l.m. scende fino al mare.
Oltre al vulcano, Stromboli è visitato dagli amanti del mare per la presenza delle spiagge nere di color cobalto. Dal porto andando verso nord abbiamo la spiaggia di Ficogrande, la spiaggia Lunga di S. Bartolo. Gli altri centri abitati sono Ginostra che si trova dall’altra parte dell’isola ed è 20160804_181246raggiungibile solo via mare o attraverso sentieri di montagna e la più famosa San Vincenzo dove si trova il belvedere. Si raggiunge dal porto con una deliziosa e poco impegnativa passeggiata. Dalla piazza, affacciandosi si gode di una meravigliosa vista sullo Strombolicchio, la piccola isola disabitata, sede di un faro alimentato a energia solare. Strombolicchio rappresenta il punto più settentrionale dell’intera Sicilia.

20160804_173814Alicudi e Filicudi
Sono le isole più piccole, si trovano un po’ lontano dalle altre isole principali vicino a capo d’Orlando. Pensate che da Stromboli a Vulcano la nave veloce impiega quasi due ore. Da Napoli a Stromboli quattro ore.

Salina
Salina è cara ai napoletani per Massimo Troisi che sull’isola ha girato l’ultima sua fatica prima di morire: il film “Il Postino”. L’ha girato nella contrada di Pollara una 20160804_151819strada assolata, arida che scende verso il mare. E lungo questa stessa strada si raggiunge anche la Casa Rossa, l’abitazione dove sono state girate numerose scene tra Troisi e l’attore Philippe Noiret (Pablo Neruda). La casa era quella dove viveva nel film il poeta.
Salina è’ un’isola viva che coltiva ancora la campagna e incrementa la produzione della Malvasia. Nel 1544 l’abate Gerolamo Maurando, giunto nell’arcipelago, dà preziosissima testimonianza: “… appresso a l’insula de Liparj per ponente a uno miglio vi è un’altra insula chiamata le saline dove sono bellissime vigne non da uve per far vino ma sollo da far zebibbi, dove se ne fa en grandissima quantità, da li 20160804_144032quali li mercanti ne portano fino a Costantinopoli”.
Nel resto del mondo questo vino spesso è chiamato malvasia di Lipari, ma viene prodotto principalmente a Salina.
I capperi sono un simbolo per le Eolie ma solo a Salina vi sono vaste coltivazioni. A Salina ci sono due riserve naturali che proteggono due vulcani spenti ne ammantati di una fitta vegetazione: Fossa delle Felci e Monte Porri. I Greci la chiamavano didyme (gemelli) proprio per la loro presenza separati dall’altopiano di Valdichiesa. L’attuale nome deriva, invece, dalla salina, oggi laghetto salmastro, che si protende vicino alla costa versante di Lipari. Il sale prodotto, era indispensabile e veniva utilizzato per 20160801_112400consrvare il pesce e i capperi. I principali centri abitati sono tre e corrispondono ai tre comuni di Santa Marina, Malfa e Leni. Una curiosità: alla fine dell’800 la flotta mercantile dell’isola contava 150 velieri.
I porti d’approdo all’isola sono due: quello di Santa Marina e Rinella. La rete di autobus è organizzata molto bene nel periodo estivo, è possibile approdare in un porto, fare un biglietto giornaliero degli autobus e girare tutta l’isola.
In senso antiorario da Santa Marina per Capofaro, Gramignazzo, Malfa, Pollara.
La fermata di Malfa è una sorta di interscambio per andare a Rinella, passando per Valdichiesa.
La baita più gettonata, oltre perchè sono state girate le riprese de Il Postino, di una bellezza incantevole è quella di Pollara.