Crea sito

L’ESOTERISMO HA DISTRUTTO LA NOSTRA SOCIETA’

(Gianluca Martone) Un’altra pratica molto diffusa, che sta attraendo i giovani è quella dello Yoga, sulla quale il “Settimanale di padre Pio” ha pubblico una bella testimonianza nello scorso mese di novembre:”Salve, mi chiamo Paolo, ho 27 anni e vivo a Bologna. Sono nato e cresciuto in una famiglia cattolica non solo nella teoria ma anche nella pratica e vorrei anch’io un giorno formare una famiglia in cui Dio e la Fede siano al centro di tutto l’agire, e non solo un fatto formale. La mia fidanzata è cattolica e condivide questo mio progetto, ma forse non con la mia stessa radicalità. Per esempio, da un po’ di tempo sta andando con un’amica a un seminario di yoga. Certamente, lo so, si vuol servire solo delle tecniche di rilassamento, anche se ora mi sembra molto presa da questi manuali e dice che l’aiutano anche nella vita spirituale e di preghiera. A me non piace questa cosa. Faccio bene a pensare che non sia compatibile con una vita autenticamente cristiana? – Paolo T. Caro Paolo, sempre più frequentemente si trovano corsi o seminari di yoga non solo nelle palestre, ma anche in centri di spiritualità cristiana o in monasteri! La cosa, come lei nota quasi per istinto, è ovviamente in stridente contrasto con le esigenze della Fede vissuta coerentemente. Comunemente, però, si pensa che ci possa essere compatibilità tra spiritualità cristiana e yoga, o almeno che non siano realtà in conflitto, e così, tanti cattolici frequentano corsi di yoga per sconfiggere ansia e stress. La domanda essenziale da porsi quindi è proprio questa: lo yoga è compatibile con il Cristianesimo? E la risposta è negativa. Lo yoga si ispira a una scuola indù. Fu elaborato nei 194 Yoga sutra scritti da Pantanjali nel V secolo d.C. È un metodo con il quale la persona cerca di sottomettere tutte le forze spirituali, orientandole verso la meta desiderata, che può essere la “pace interiore” o il conseguimento di una “conoscenza suprema”, oppure l’emancipazione da tutti i legami del mondo e dalla materia. La “pace interiore”, che per un cristiano consiste nel possesso di Dio nella sua anima con la vita di grazia, vien qui ricercata dove Dio non è, e pretesa a costo di sforzi puramente umani e personali. Il conseguimento di una conoscenza suprema, alla maniera divina, è incompatibile con la dimensione creaturale dell’uomo e ricorda le parole tentatrici del serpente nel Paradiso terrestre. Anche la liberazione da tutti i legami del mondo e dalla materia non può essere in nessun modo paragonata alla cosiddetta ascetica cristiana che, comunque, afferma sempre la positività del creato e della dimensione terrena creata da Dio. Questi sono solo alcuni, ma si potrebbero rilevare molti altri aspetti di incompatibilità. L’inganno è quello di voler separare nello yoga la filosofia di vita dalla pratica di rilassamento, nell’illusione di poter fruire di alcuni “benefici” senza compromettersi più di tanto. E questo è forse il caso della sua fidanzata. Che fare? Potrebbe farla riflettere sul fatto che questa separazione non ha senso in quanto ciò che contraddistingue lo yoga non è tanto il suo aspetto pratico, ma la sua propria filosofia che propone una via di realizzazione spirituale con un percorso che diviene via via sempre più totalizzante, con il rifiuto sempre più netto e deciso di ogni visione teologica metafisica, che è il presupposto della Fede cattolica. Esso si sviluppa in 2 fasi che non hanno senso separate l’una dall’altra: la prima (Hatha Yoga) sÌ propone il controllo totale del corpo e delle energie attraverso una pratica di esercizi fisici, la seconda (Raja Yoga) è la tappa successiva dove si raggiungerebbe l’illuminazione suprema circa l’unità del tutto, in altri termini: puro monismo panteista, ossia identificazione del divino con la natura. Ma qui siamo ormai lontani dal porto sicuro della Verità cristiana. Un’autentica esperienza religiosa si pone nella dimensione dell’esclusività, cioè respinge le altre. E se l’induismo (ispiratore dello yoga) vi ha rinunciato, permettendo di professare contemporaneamente anche un’altra religione, il Cristianesimo non lo può fare, perché deve confrontarsi con le esigenze di ciò che custodisce e propone: la Verità assoluta che non può contraddirsi e non ammette compromessi né in teoria né in pratica”.

Altra grave problematica che sta rovinando la vita di molte persone e di numerosi giovani è quella dello spiritismo. La Sacra Scrittura ed il Magistero vietano rigorosamente la comunicazione con i defunti. Eppure i cattolici praticanti che vi si avvicinano sono molti. Ho sentito dire a delle persone che hanno potuto parlare con i loro morti, mediante la preghiera oppure partecipando a delle sedute spiritiche. Che c’è di vero in tutto ciò? Che dice la Bibbia a tale proposito? Queste persone non hanno parlato con i loro cari morti, ma si sono illusi di avere parlato con essi. Hanno inconsapevolmente parlato con delle entità demoniache, le quali conoscono i particolari della vita delle persone morte evocate e sono quindi in grado di imitarle perfettamente. Il fine che si prefiggono questi spiriti è quello di sedurre i viventi e renderseli soggetti (ad esempio, un padre che crede di stare parlando col figlioletto morto, farà qualsiasi cosa questi gli dirà). Proprio per questo motivo la Bibbia condanna qualsiasi forma di spiritismo – sia chi evoca gli spiriti dei defunti, che chi va a consultare gli spiriti. Dio ha detto: “Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago, né incantatore, né chi consulta gli spiriti, né chi dice la fortuna, né chi interroghi i morti, perché tutti quelli che fanno queste cose sono in abominio all’Eterno” (Deut. 18:10-12), ed anche: “Non vi rivolgete agli spiriti, né agli indovini; non li consultate, per non contaminarvi per mezzo loro. Io sono l’Eterno, l’Iddio vostro” (Lev. 19:31).
Il re Saul fu fatto morire da Dio per aver consultato gli spiriti: “Così morì Saul, a causa dell’infedeltà che egli aveva commessa contro il Signore, per non aver osservato la parola del Signore, e anche perché aveva interrogato e consultato quelli che evocano gli spiriti, mentre non aveva consultato il Signore. E il Signore lo fece morire, e trasferì il regno a Davide, figlio d’Isai” (1 Cron. 10:13-14).
Il profeta Isaia disse: “Se vi si dice: «Consultate quelli che evocano gli spiriti e gli indovini, quelli che sussurrano e bisbigliano», rispondete: «Un popolo non deve forse consultare il suo Dio? Si rivolgerà forse ai morti in favore dei vivi? Alla legge! Alla testimonianza!» Se il popolo non parla così, non vi sarà per lui nessuna aurora! Andrà errando per il paese, affranto, affamato; quando avrà fame, si irriterà, maledirà il suo re e il suo Dio; volgerà lo sguardo in alto, lo volgerà verso terra, ed ecco, non vedrà che difficoltà, tenebre, oscurità piena d’angoscia, e sarà sospinto in fitte tenebre” (Is. 8:19-22).
Alcuni mesi fa, l’esorcista Padre Giacobbe Elia sul quotidiano on line “Intelligo” cosi analizzo’ il grave fenomeno della setta di Scientology, sempre piu’ diffuso nel Nord Italia:” Per quanto riguarda la sua matrice ideologica sicuramente è una setta, tanto che alcuni studiosi l’hanno qualificata come una nuova derivazione della gnosi. Basta dire che il fondatore L. Ron Hubbard ha sempre parlato dell’uomo come un essere spirituale e insieme mortale al quale ha dato il nome Tetan. Per lui questi uomini demiurghi primordiali sono i creatori dell’universo, secondo un mito delle origini di sapore agnostico che lui cerca di ricreare. Sempre per il fondatore, poi, questi esseri umani antichi sono rimasti imprigionati negli universi di materia, energia e spazio che loro stessi hanno creato, dimenticandosi poi dei loro poteri. Ho avuto diversi casi, quando stavo a Roma, di persone che sono venute a lamentarsi. Quelli di Scientology sono molto abili a fare proselitismo e poi sono abili anche a controllare economicamente le persone e a farle lavorare. Quando uno dei due coniugi esce o non è d’accordo, se uno dei due cerca di richiamare l’altro anche a una certa prudenza amministrativa, viene aggredito e tenuto lontano. Da quanto si legge questo atteggiamento gli ha dato problemi anche in America”.
“Sono convintissimo che le tenebre avanzano appena la luce si ritira. L’indebolimento del cattolicesimo nel mondo e in Italia sta determinando ormai un fiorire indiscriminato di sette anche sataniche, ma di sette in genere direi. Ci troviamo per questo in questa situazione critica”. «Il più grande inganno del diavolo è quello di convincere che non esiste». La frase celeberrima, pronunciata da Charles Baudelaire, risuona oggi sulle labbra del portavoce dell’Associazione internazionale degli esorcisti. I trecento sacerdoti specializzati nella lotta contro il demonio si sono riuniti a congresso alcuni mesi fa i a Roma. Papa Francesco, che alle tentazioni del demonio dedica spesso riferimenti ampi e espliciti nella sua predicazione, ha mandato un messaggio al congresso, in cui invita gli esorcisti, «in comunione con i propri vescovi», a manifestare «l’amore e l’accoglienza della Chiesa verso quanti soffrono a causa dell’opera del maligno». Come riporta la Radio Vaticana, i risultati del congresso parlano di un aumento di vessazioni, ossessioni e possessioni diaboliche. A che cosa sono legate? Anche a pratiche piuttosto comuni. Soprattutto occultismo, satanismo ed esoterismo. Molte persone vanno dai maghi a cuor leggero e così aprono la strada, sia pur gradualmente, a Satana. Come ha avuto modo di spiegare padre Francesco Bamonte, presidente dell’associazione, «la presenza di un sacerdote esorcista in una diocesi è importantissima: la sua mancanza, infatti, induce spesso la gente a rivolgersi a maghi, cartomanti, fattucchiere, sette». Quasi inutile ripetere che nella stragrande maggioranza dei casi, l’azione del diavolo è più ordinaria e opera attraverso la tentazione. Chiacchiere, maldicenze, infamie per colpire coloro che si ritengono nemici, liti familiari, a volte devastanti. Tutto ciò che invece di unire, separa e getta scompiglio, secondo l’etimologia del termine diavolo, che viene dal greco diaballo , divido. Temi su cui insiste moltissimo il Papa. «Qualcuno di voi, forse, non so, può dire: ‘Ma, Padre, che antico è lei: parlare del Diavolo nel secolo XXI!’. Ma, guardate che il Diavolo c’è! Il Diavolo c’è. Anche nel secolo XXI! E non dobbiamo essere ingenui, eh? Dobbiamo imparare dal Vangelo come si fa la lotta contro di lui» ha detto nell’aprile scorso. E in effetti può sembrare strano sentire parlare del diavolo, almeno per chi non è addentro alle tematiche spirituali. E può sembrare strano che nei medesimi giorni in cui Bergoglio parla di Big bang con i rappresentanti del mondo scientifico, invii un messaggio agli esorcisti. Eppure l’esistenza di Satana è un insegnamento della Scrittura, ribadito con continuità dal magistero della Chiesa, accettabile (e spesso accettato) da una ragione scientifica aperta al soprannaturale. Un aspetto, la conciliazione tra fede e ragione, su cui si è particolarmente soffermato Papa Ratzinger nel suo pontificato. Francesco ci torna spesso su, nel suo stile concreto e ricco di immagini. Di recente ha parlato del diavolo anche per prendere in giro i teologi modernisti che sostengono che il diavolo non esiste. «Benché alcuni dicano che il diavolo è un’idea – ha ironizzato durante una Messa per la Gendarmeria Vaticana – io quest’idea voglio averla lontana da me». E del legame tra il diavolo e la teologia ha parlato di recente, in un’omelia a Santa Marta del 26 settembre scorso: «Il diavolo è intelligente, sa più teologia di tutti i teologi insieme». Bergoglio commentava il celebre episodio delle tentazioni di Gesù nel deserto, quando Satana usa proprio le Scritture per cercare di far cadere Gesù. Un modo per dire che la parola di Dio può essere usata e manipolata per allontanare dall’amore di Dio. E in un’udienza sui doni dello Spirito Santo: «Il Maligno esiste ed è pronto ad accogliere chi non sente la parola di Dio, chi si fa beffe del timore di Dio»”.
Alcuni mesi fa, la collega Floriana Castro ha analizzato in modo attento e preciso le scienze esoteriche:” Lo studioso Gerard Zacharias in un suo libro afferma che il satanismo ristabilirebbe l’unità degli opposti distrutta dal dualismo cristiano. La parola esoterismo, dal greco esoter vuol dire interiore, dentro. Si presenta come la tensione spirituale dell’anima verso la conoscenza o gnosi e verso il risveglio della scintilla divina interiore, conoscenza totalizzante che viene trasmessa attraverso simboli e riti. L’esoterismo intende condurre l’iniziato alla divinazione o alla realizzazione di stati superiori dell’essere aldilà di qualsiasi dogma (certezza) o appartenenza religiosa. Tra le scienze esoteriche che insegnano la necessità della discesa al male quale via al bene e l’unione degli opposti troviamo la Cabala, l’Ermetismo, l’Alchimia, la Teosofia e oggi la nuova New Age. Attraverso le scienze gnostiche l’uomo dovrebbe scoprire in sé stesso il divino, la scintilla di luce di cui deve riappropriarsi. La tentazione dello gnosticismo (spesso anche “cristiano”) è la tentazione del serpente della genesi: diventerete come Dio. La Cabala ebraica è una scienza esoterica molto importante per la massoneria. La cabala dispone di un lato intellettuale e un lato operativo che sarebbe la magia. Secondo la Cabala il messia venturo riconcilierà con Dio anche il diavolo. In Dio vi sarebbero due principi: quello maschile e quello femminile e anche il divino e il demoniaco, la luce e le tenebre. Quindi il cabalista è tenuto ad armonizzare tutti gli opposti. Lo gnostico ritiene di essere in possesso di una gnosi, di una conoscenza superiore. Lo gnostico è convinto di essere solo spirito divino, caduto nella prigione tenebrosa del corpo. Gli gnostici sin dai manichei consideravano il serpente come il “rivelatore della verità” e addirittura come Cristo. Dal punto di vista gnostico, la morte o infliggere la morte, potrebbero assumere positività in quanto liberazione propria o altrui dal mondo tenebroso della materia. Quindi dare la morte può assumere una sinistra ambivalenza gnostica di odio alla vita fisica e di “amore” gnostico allo spirito altrui da liberare e da reintegrare nel divino impersonale. Alcuni autori di quest’area gnostica ed esoterica sulla base dei loro princìpi hanno offerto argomenti con un’esplicita giustificazione e legittimazione sacrale del sacrificio umano cruento tra cui Mario Bacchiega, Elémire Zolla e Mariano Luigi Bianca. Nei loro scritti hanno mostrato un’oggettiva simpatia e legittimazione per il sacrificio umano. Sulla rivista massonica n. 3 Hiram del 2003 il professor Ezio Albrile, esperto di gnosticismo antico e moderno spiega che lo gnostico odia questo mondo materiale in quanto sarebbe prodotto da una entità malvagia; un dio minore, il demiurgo, che sarebbe un dio malvagio e omicida. Per lo gnostico la salvezza non consiste nel sacrificio di Cristo, bensì nell’illuminazione e nella scoperta di essere divini. Sempre nel 2003 Albrile in un convegno massonico elogiò Lucifero quale foriero di luce affermando che il regno di Lucifero sarebbe addirittura “regione di beatitudine” .Secondo Giuseppe Papini Dio avrebbe molto sofferto a causa della caduta di lucifero. Papini oltre a sperare nella futura redenzione di lucifero, afferma che Dio non può considerarsi buono se non riconcilia a sé il diavolo o lucifero. Arturo Reghini fu uno dei fondatori della loggia di Firenze intitolata a Lucifero. Inni espliciti a lucifero li troviamo nei testi del fondatore della loggia P1 Adriano Lemmi, negli scritti di esoteristi o presunti tali molto apprezzati negli ambienti esoterici contemporanei, scrittori quali: William Blake, il marchese De Sade, Goethe, Julius Evola, Renee Guenon, Gurdjeff, fino ad arrivare ad Albert Pike. Sviolinate sperticate al diavolo si possono trovare anche nelle poesie del poeta massone, Giosuè Carducci, nei testi del mago nero Aleister Crowley appartenente alla loggia regolare ed in seguito fondatore dell’OTO ordo templi orientis, nella testi della fondatrice della teosofia Helena Blavatsky che sosteneva che lucifero fosse l’angelo della luce la stella del mattino, che ha inoltre affermato che quando il prete bestemmia satana in realtà bestemmia Dio. oltre che all’antesignana Alice Bailey fondatrice della Lucifer Trust (oggi lucis trust) che fa parte del consiglio direttivo ed economico dell’ONU. La new Age e’ un fenomeno intrinsecamente gnostico, magico che mira a rendere l’uomo Dio. I loro sostenitori vedono Lucifero come spirito di luce, l’illuminatore che introduce nella nuova era. Il luciferismo neo gnostico ha anche affascinato l’ebreo nazista Otto Rhan, un esoterista ufficiale delle SS muore misteriosamente a 35 anni dopo esser fallito nell’impresa affidatagli dal capo delle SS Heinrich Himmler di ritrovare il Santo Graal nel sud della Francia. (guarda qui il nazismo magico ed esoterico) Il libro di Rahn, ”la Corte di Lucifero” fu molto apprezzato dai suoi contemporanei e dallo stesso Himmler. Rahn odia la chiesa romana, i cristiani, i gesuiti ed elogia il lucifero dei catari. Secondo Rahn Lucifero è un dio, il portatore di luce. Anche negli ambienti intellettuali della rivoluzione bolscevica satana viene presentato come il simbolo dell’ateismo scientifico. (guarda qui Il comunismo magico ed esoterico) Nell’epoca staliniana e poi in quella bresneviana, vi si trovano addirittura immagini di satana come “angelus sovieticus” cioè archetipo dell’uomo sovietico. Al tempo di Bresnev, nelle scuole sovietiche si insegnava che satana è l’appello alla libertà e all’uguaglianza. La rivista del Grande Oriente negli anni 60 pubblica un articolo intitolato “la redenzione del diavolo” . Nel 1969 la tesi sulla redenzione del diavolo è stata sostenuta anche da un certo Francois Dumas, famoso studioso di magia (fino al 1969 fu anche cavaliere dell’ordine di Malta) scrive un libro intitolato “I maghi di Dio” che sarebbero i massoni, gli esoteristi, cultori di magia, neognosticismo, e il diavolo stesso. Giuseppe Abramo, esperto di esoterismo ebraico, spiega che che il serpente della genesi è un serafino di Dio che scende nel male per poi risalire e così insegnare all’uomo la via della trasgressione come via al bene.
Anche “La psicologia del profondo” del famoso psicanalista Carl G. Jung è ispirata alla gnosi e all’alchimia esoterica. Jung insegna chiaramente la necessità e la bontà del diavolo in quanto sarebbe un principio immanente al divino. Anche secondo Jung nel divino vi sarebbero tutti gli opposti tra cui Cristo e lucifero. Jung parla addirittura di “quaternità” perchè secondo Jung oltre alle tre persone ci sarebbe una quarta persona, cioè il diavolo. Quindi anche nella teoria di Jung troviamo la famosa unione di tutti i contrari alchemica e cabalista. Tra le scienza esoteriche troviamo inoltre l’alchimia. L’alchimia è una scienza esoterica attraverso simboli riguardanti la trasformazione dei metalli in oro, si tratta anch’essa di una diciplina che vorrebbe portare i propri adpti alla divinizzazione. Nella prima fase dell’opera alchemica detta “opera al nero” segue “l’opera al bianco”. La forza alchemica il cosiddetto “mercurio” è chiamato anche lucifero, lucifero viene rappresentato come materia prima: una sorta di principio universale con il quale l’alchimista deve identificarsi. La materia prima dell’alchimista è presentata sottovari simboli quali il simbolo del drago, di venere, della prostituta, del veleno ecc. Nel suo famoso libro “il mistero delle cattedrali” l’esoterista Fulcanelli, insegna che il diavolo rappresenta la materia prima dell’opera alchemica con cui si fonda l’opera. Sempre nella letteratura alchemica il diavolo custodisce i tesori celesti cercati dall’alchimista. Un certo maestro di esoterismo contemporaneo Robert Amblain, massone del 33° del rito di Memphis martinista e “vescovo” di una delle tante chiese dello gnosticismo, nel suo libro “Adamo dio rosso” del 1941, nega i dogmi cattolici, nega l’eternità delle pene infernali elogia la gnosi luciferiana, interpreta tutta la bibbia in senso gnostico ed esoterico elogiando il serpente della genesi. Nelle conclusioni del suo libro, Amblain spera nel ritorno alla causa prima di tutte le scintille presenti negli uomini che si avrà con l’estinzione totale della vita sulla terra, ricordiamo che gli gnostici odiano la vita fisica in quanto creata dal dio malvagio, il demiurgo. Giuliano Kremmerz ( all’anagrafe Ciro Formisano) è stato uno dei maestri di magia sessuale. Kremmerz interpreta anch’egli lucifero come angelo di luce che è presente in ogni uomo, il cui orgoglio porterebbe il progresso.
Un altro esponente importante dello gnosticismo è Julius Evola esoterista di destra. Nel suo libro “la Tradizione Ermetica” Evola afferma che le scienze esoteriche tra cui l’alchimia, l’ermetismo ecc deriverebbero da una tradizione consegnata agli uomini dagli angeli ribelli verso la quale mostra forte simpatia i cosiddetti vigilanti scritti nel libro apocrifo di Enoch. Ovviamente Evola disprezza il cristianesimo e il Dio della Bibbia. Altra importante opera di Evola è “il cammino del cinabro” dove approva la via della mano sinistra che nel linguaggio esoterico è la via della trasgressione, della dissoluzione approvando addirittura l’incesto, secondo Evola sarebbe l’unica via possibile per uscire dalla crisi del mondo moderno.
Un altro esoterista di rilievo nel mondo dello gnosticismo moderno è lo gnostico e luciferiano Georges I. Gurdjeff che presenta nella sua opera “I racconti di Belzebù a suo nipote” Belzebù come maestro di saggezza universale che spiega al nipotino -anche lui un piccolo diavoletto- la verità su Dio, sull’uomo e sul mondo. Gurdjeff vede con disprezzo gli uomini non illuminati. Sin dalle sue origini settecentesche la massoneria moderna è indelebilmente caratterizzata da soggettivismo religioso, superamento di qualsiasi dogma o identità religiosa oltre che alla sua essenza esoterico-iniziatico. Nel linguaggio massonico, l’iniziazione massonica si presenta come una sorta di morte iniziatica, morte simbolica o addirittura discesa agli inferi. Il massone William Simpson, nel 1889 all’epoca maestro venerabile nel suo studio “The Worship of Death” (culto della morte) elogia la morte come principio propulsore e conservatore della vita; la morte viene presentata come autentico e comune oggetto di culto. Simpson spiega che la massoneria pratica rituali di morte e rinascita affermando che ogni forma di vita viene dalle tenebre, dunque dalla morte. Secondo Simpson le tenebre sono uno dei più bei simboli giunti a noi dal passato.
Al terzo grado di maestro massone dopo che il massone è simbolicamente sceso nella morte, il maestro venerabile dice al nuovo maestro massone: “ la luce di un maestro massone è l’oscurità visibile” . In un altro mio studio ho rilevato l‘analogia tra il lucifero miltoniano caduto nell’inferno e il maestro massone disceso simbolicamente agli inferi. Il rituale emulation dice appunto che il maestro massone è oscurità visibile e tale è appunto la luce che il lucifero miltoniano vede nell’inferno in cui è precipitato. Il rituale Emulation spiega che la loggia è in atmosfera di malinconia (gloom) a causa della morte del maestro Hiram a causa della perdita dei segreti massonici. Così anche nell’inferno di Milton, lucifero è immerso nella malinconia perchè ha perduto la luce divina. La parola di passo al terzo grado del maestro massone è Tubal Cain discendente di Caino, nome quello di Tubal Cain che richiama la metallurgia e il fuoco, in effetti poi nell’inferno miltoniano “la darkness visible” scaturisce dalla fornace, quindi metallurgia-fuoco-fornace. Nel libro “Paradise Lost” di Milton il satana è chiamato anche Lucifer “death bright star” (stella del mattino), e guardacaso nel rituale massonico inglese il nuovo maestro massone è invitato a guardare a quella splendente stella del mattino, alla death bright morning star. Il massone Bernard Jones afferma chiaramente che Milton scrisse il paradise lost nel 17° secolo, un’epoca in cui la massoneria cercava l’ispirazione per le proprie frasi. Un famoso massone Oswald Wirth afferma che il famoso Grande Architetto dell”Universo (il dio dei massoni) non è il Dio delle religioni o dei dogmi, l’importante è -dice Wirth- che sia creduto dai massoni come una forza attiva e operante, ma in realtà potrebbe essere anche un diavolo. Non potrebbe trattarsi infatti che dell’antico serpente, infatti, Moses Holbrook Sovrano Gran Commendatore di Charleston, profondo studioso della Cabala, compose un rituale e una messa sacrilega chiamata Adonaicide Mass (= Messa che uccide Adonai, il Dio dei cristiani, N.d.R.) “Diavoli e frammasoni” è il titolo del libro del massone Gaetano Fiorentino, massone del 33° grado del rito scozzese. Il poema numero 7 è la parte centrale del libro di Fiorentino che da il titolo a tutta l’opera. Fiorentino col suo sarcasmo goliardico ama considerarsi satanico e ama essere chiamato Mefisto, Mefisto è il diavolo di cui parla il famoso poeta massone Goethe nel famoso Faust. In rime pittosto sarcastiche Fiorentino scrive che i massoni sono ispirati dai diavoli che possono compiere dissacrazioni, rapimenti di monache, stupri di vergini, orge, profanazioni di ostie, sacrifici umani. Dal punto di vista letterario Fiorentino dichiara di essersi ispirato allo schema del famoso “Inno a Satana” del poeta massone Giosuè Carducci di cui Forentino precisa che quest’ultimo fosse di grado 33°.
Albert Pike, nel 1871 pubblica Morals & Dogma in cui commenta 32 gradi del rito scozzese ecetto il 33°grado. Un’ opera che anche ai tempi di oggi è molto apprezzata negli ambienti massonici, in cui Pike mostra una grande simpatia per il diavolo-lucifero, inteso come principio magico necessario all’armonia universale. Pike inoltre elogia la guerra, la distruzione descritti come necessarie per rigenerare l’umanità. Nel suo comento al 30 grado (cavaliere kadosh), Pike commenta la discesa di Dante all’inferno della Divina Commedia, commento in senso gnostico ovviammente. Per Pike è necessaria una discesa agli inferi e l’inversione del dogma cristiano cattolico accettando il contrario usando il demonio come una scala mostruosa per arrivare alla luce. Questo è l’itinerario iniziatico del Kadosh massone per il Pike. Al 32° grado Pike rivela il cosiddetto “royal secret” che consisterebbe nella necessità e nell’equilibrio di tutti gli opposti: luce e tenebre, bene e male, cielo e inferno, l’errore è necessario alla manifestazione della verità. La mistica dell’unione degli opposti è racchiusa nella leggenda di Hiram e fa parte del nucleo della gnosi esoterica custodita dalla massoneria, soprattutto quella degli alti gradi, la quale mira a guidare l’iniziato verso cosiddetti “stati superiori di coscienza” ossia, l’identificazione o la divinizzazione con l’Assoluto, qualunque nome esso abbia, che sia Dio, luce, realtà o come dice il massone Wirth potrebbe trattarsi anche del diavolo. La massoneria vuole dare all’uomo la luce, ma ovviamente questa luce non è la vera luce, ossia il Gesù Logos. Nei vangeli, in special modo quello di San Giovanni si fa continuo riferimento a Gesù quale vera ed unica luce, via, verità e vita senza la quale non vi è alternativa alla tenebre, le tenebre che hanno scelto invece i massoni e gli esoteristi che hanno abbandonato la verità per seguire il loro bieco orgoglio sotto la sollecitazione del principe delle tenebre. «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno va al Padre se non per mezzo di me”. (GV 14,6) «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».(Gv 8,12). “Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo». (GV9,5)
“Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre”. (GV12,46) In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. “La luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta. Veniva nel mondo la LUCE VERA, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di Lui, eppure il mondo non lo riconobbe. Venne tra la sua gente ma i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato il potere di diventare FIGLI DI DIO” (Giovanni 1,1-18). Già, la luce vera che illumina ogni uomo, quella che chiedono a Lucifero, il principe della tenebre! Gesù nel Vangelo ci da una chiara direzione da seguire; Gesù non invita all’auto-divinizzazione, bensì all’umiltà e alla carità. Egli stesso si pone come esempio lavando i piedi degli apostoli, fino ad arrivare alla passione estrema per la salvezza dei suoi figli, abbracciando il legno della Croce, e insegnando che un servo non è più grande del suo padrone, cioè invitando noi a seguire il suo esempio. Egli infatti, il Creatore del Mondo desidera che chiunque si decide per la salvezza si faccia piccolo affinchè Dio possa regalargli la Corona della Vita. Gesù dice: “Io son la vite, voi siete i tralci, senza di me non potete fare nulla”(GV, 15, 3) e ancora “voi siete già mondi a causa della parola che io vi ho dato” (GV,15,3), quindi non serve altro che seguire la via che Egli ci ha tracciato per raggiungere non l’illuminazione e l’autodivinizzazione, ma la pace, oltre che alla beatitudine eterna. Spesso per bocca di gnostici si sentono frasi bibliche del tipo “voi siete dei” ma omettendo il seguito del salmo: “voi siete dei MA MORIRETE come tutti gli altri uomini; voi cadrete come qualsiasi altro regnante”.-Salmo 82:6. Espressioni usate a sproposito. Infatti sono frasi rivolte a chi segue il diavolo e desidera porre sè stesso come un dioAlcuni brani della Bibbia affermano che Dio ha posto alcune persone in posizioni di autorità, per cui sono considerati come dei tra le persone. Essi devono però ricordare che, sebbene rappresentino Dio in questo mondo,(quelli che seguono Dio e non lucifero) sono mortali e dovranno rendere conto a Dio per come hanno usato quell’autorità. Quest’uso della parola “dei” riferito agli esseri umani è raro, ma si trova un po’ ovunque nell’Antico Testamento. Ad esempio, quando Dio mandò Mosè da Faraone, gli disse: “Vedi, Io ti ho stabilito come Dio per il Faraone” (Esodo 7:1). Questo significa semplicemente che Mosè, come messaggero di Dio, stava parlando le parole di Dio e sarebbe stato perciò il rappresentante di Dio per il re. La parola ebraica elohim è tradotta “giudici” in Esodo 21:6 e 22:8, 9 e 28. L’unico punto del Salmo 82 è che i giudici terreni devono agire con imparzialità e giustizia vera, dato che anche i giudici, un giorno dovranno stare di fronte al Giudice. I versi 6 e 7 mettono in guardia i magistrati umani che, anche loro dovranno essere giudicati. La parola ebraica elohim è tradotta “Giudici” in Esodo 21:6 e 22:8, 9 e 28.
E’ attraverso l’umiltà attraverso l’accettazione del proprio stato creaturale che Dio innalza la creatura. Non sorprendiamoci se l’auto-divinazzazione non ha prodotto nulla di buono in questo mondo e se le false promesse del serpente non abbiano portato nulla se non morte, malattia, pestilenza, odio, distruzione, ribellione contro la stesso creatore che nonostante la caduta di Adamo risolleva il genere umano attraverso il Suo Figlio Unigenito. Concludiamo con l’esortazione che San Giovanni ci da nella sua famosa prima lettera: “Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, e avete vinto questi falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo. Costoro sono del mondo, perciò insegnano cose del mondo e il mondo li ascolta. Ho scritto a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è fin dal principio. Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti, e la parola di Dio dimora in voi e avete vinto il maligno. Ora voi avete l’unzione ricevuta dal Santo e tutti avete la scienza. E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo aver fiducia quando apparirà e non veniamo svergognati da lui alla sua venuta. Se sapete che egli è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è nato da lui. Voi siete da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno. Figlioli, guardatevi dai falsi dèi!”
Alcune settimane fa, anche Papa Francesco condannò duramente il mondo dell’occulto:” I tarocchi, la lettura dei fondi del caffè o delle carte per la Chiesa restano attività ben poco cristiane. Insomma, vade retro. Inutile cercare di scrutare i segni del destino affidandosi a chiromanti e maghi. Per un credente vale la regola che bisogna affidarsi a Dio senza timore, soprattutto senza fare ricorso a pratiche che rasentano l’occulto. Nella messa mattutina di Santa Marta Bergoglio ha affrontato il tema della fiducia, della capacità di essere pienamente consapevoli dell’azione divina. Il cammino è «seguire Gesù» nella «vita di tutti i giorni». Bergoglio spiega il concetto: bisogna non commettere errori: «Dio va davanti e ci indica il cammino. Chi segue Gesù non sbaglia!». Il Papa riferisce di tanti colloqui: «“Eh, Padre, sì, ma le cose sono difficili… Tante volte io non vedo chiaro cosa fare… Mi hanno detto che là c’era una veggente e sono andato là; sono andato dal cartomante per dei tarocchi e mi ha girato le carte…” . Ecco, prosegue il Papa: “Se fai questo, tu non segui Gesù! Segui un altro che ti dà un’altra strada, diversa. Lui davanti indica il cammino. Non c’è un altro che possa indicare il cammino”. Gesù ci ha avvisato: “Verranno altri che diranno: il cammino del Messia è questo, questo… Non ascoltate! Non sentire loro. Il cammino sono Io!”. Gesù è porta e anche cammino. Se seguiamo Lui non sbaglieremo». Ogni anno in Italia, cadono vittime del fenomeno dell’occulto circa 12,5 milioni di persone. Secondo l’ultimo rapporto antiplagio che risale al 2011, le persone raggirate sborsano circa 6 miliardi di euro agli oltre 120.000 “maghi” operanti nel settore. Somme che si concentrano soprattutto nelle grandi città: Milano, Roma e Napoli. Il 52% delle consulenze presso i maghi vengono fatte per questioni di cuore, il 24% per questioni economiche ed il 13% per questioni di salute. Ogni anno 1.2 milioni di adolescenti si rivolgono a maghi ed operatori di cartomanzia, mentre circa 1 cliente su 2 è di sesso femminile. Tra le migliaia di denunce che arrivano allo sportello antiplagio ogni anno, si rivelano numerosi casi di dipendenza dalla consulenza, casi nei quali i clienti parlano del telefono come di una vera e propria droga”.

Manda un messaggio WhatsApp
Invia WhatsApp