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RIARDO. Nicolino Maciariello dona una tela alla chiesetta di Riardo

(Caserta24ore) Il maestro Nicolino Maciariello sta arricchendo varie chiese d’Europa con i suoi capolavori. Ultimamente il maestro sta donando alcune delle sue opere a chiese appartenenti ai suoi luoghi nativi, Riardo e dintorni. Un ritorno importante per i suoi estimatori, parenti ed amici, che lo ricordano da giovane dotato di una personalità sensibile ed intelligente e di uno spiccato senso creativo. Con tale bagaglio di virtù, egli ha consolidato la propria fede cristiana, coniugandola con la sua arte e generando, così, capolavori artistici di carattere religioso. Un filone del suo percorso lo ha portato a donare alla chiesetta del Saliscendi (situata presso il bivio di Riardo, sulla Casilina), un sacro dipinto che verrà consacrato Domenica 19 Giugno 2016, alle ore 10:00. All’evento evento interverranno numerosi fedeli ed autorità religiose e civili. Siete tutti invitati a partecipare. Nicola Maciariello è nato a Riardo (Caserta) e si è laureato in Legge all’Università di Napoli. Autodidatta, vive ed opera a Roma. Ha partecipato a numerose rassegne d’arte con mostre collettive e personali. Nel 1974 entra a far parte del famoso consesso pittorico romano: il “gruppo dei tavolettisti della galleria San Marco” e dal 1990 è socio della “Associazione 100 Pittori di Via Margutta” partecipando alle varie mostre da questa organizzate sia a Roma che in altre città italiane. Citato più volte per la sua attività artistica da riviste specializzate e da diverse testate nazionali. Tra le sue opere più significative si ricordano i dipinti “Madonna della Stella” (olio su tela di cm 200 x 100), “San Leonardo” (olio su tela di cm 200 x 100) e “San Paolo” (olio su tela di cm 200 x 100) realizzati per la Chiesa di San Leonardo in Riardo (Caserta) e “San Rocco” (olio su tela di cm 200 x 100) per l’omonima Chiesa di Pietramelara (Caserta); altri due suoi dipinti, raffiguranti San Giuseppe e Sant’Anna, sono esposti nella Chiesa di Santa Maria in Via al centro di Roma. In una cappella laterale della stessa chiesa, l’artista ha realizzato nel 1995 un presepe napoletano stabile, allestito con 100 pastori autentici del ’700; lo stesso è ammirato, annualmente, da migliaia di fedeli, ed ha avuto anche il privilegio della visita di S.S. Giovanni Paolo II. Su incarico del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma, dopo apposita selezione fatta dal famoso scenografo RAI Giorgio Aragno, ha ideato e realizzato due grandi scenografie di presepi napoletani (di circa 40 mq ciascuno), sistemate, a carattere permanente, nella sala “Il Ciclo della Vita” del Museo stesso e corredate di 300 figure presepiali autentiche del ’700 napoletano. Ricordiamo, inoltre, il monumentale presepe (di circa 50 mq, corredato di 150 pastori napoletani provenienti dalla collezione d’arte della soc. CYAES di Madrid) ideato e allestito a dicembre 2005 nel prestigioso palazzo della “Principessa di Eboli”, a Madrid, su incarico dell’Istituto Italiano di Cultura per la diffusione della nostra tradizione popolare in Spagna. L’opera, pubblicizzata come l’evento artistico dell’anno, è stata inaugurata dall’Ambasciatore Italiano ed ha registrato circa 50.000 visitatori. Ugualmente significativa è stata un’altra scenografia presepiale, realizzata a Mosca nella Cattedrale del Cristo Salvatore, nel 2005, con pastori autentici del ’700 napoletano messi a disposizione dal Museo Nazionale di Arte e Tradizioni Popolari di Roma, in collaborazione con “Musei Riuniti della Storia della Città di Mosca” e il Ministero della Cultura della Federazione Russa, su iniziativa del Ministero delle Attività Produttive Italiano. Nel 2006 altro grandioso presepe realizzato nel Museo Etnografico di San Pietroburgo, su iniziativa del Ministero dei Beni Culturali, ha registrato la partecipazione di oltre 100 mila visitatori. Lo stesso presepe è stato esposto alla Reggia di Venaria (Torino), dal dicembre 2009 al gennaio 2011, registrando un grande successo di pubblico. Segnaliamo infine altre scenografie presepiali realizzate per due anni, durante il settennato di Oscar Luigi Scalfaro, nella cappella della tenuta presidenziale di Castelporziano (Roma)

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