Crea sito

TEANO Gli alunni del Liceo Classico presentano la Medea di Euripide

(di Paolo Mesolella) TEANO Gli alunni del Liceo Classico sidicino, grazie alla prof.ssa di Greco e Latino Adele Lasco, giovedì 26 maggio prossimo, alle ore 19.30, nell’auditorium “mons.Tommasiello” di Teano, porteranno in scena una delle opere simbolo della tragedia classica, la “Medea” di Euripide. Un autore molto più efficace di tanti drammaturghi contemporanei. Di lui ci piace la sofferenza legata all’eccentricità, ossia la sua capacità di denunciare, attraverso le parole legate ad una straniera come la caucasica Medea (interpretata magistralmente sulla scena da Valentina Di Martino) di non aver mai incontrato nessuno più falso dei greci. Un’affermazione dura e coraggiosa perché pronunciata proprio in un teatro ateniese. Ma che Medea sarà questa? E’ la Medea classica, atemporale, quella che abbiamo sempre immaginato. Infatti, per quanto efferata nell’uccidere i suoi due figli per dare il massimo dolore a Giasone che la ripudia, è un personaggio che riesce a tovare la pietà e forse anche comprensione. Ci schieriamo dalla sua parte, complice il tradimento del marito (interpretato da ) che per il gusto del potere l’abbandona per risposarsi con la figlia del re di Corinto, dopo aver costretto Medea ad uccidere il fratello per regalargli il sospirato vello d’oro. Infine una riflessione: la tragedia, benché ad essa sia legata gran parte della fama di Euripide, non vinse alle Grandi Dionisie del 431 a.C., ma si piazzò terza, dopo un’opera di Sofocle, vincitore, e di Euforione (figlio di Eschilo) secondo classificato. Il che dimostra che i tempi ad Atene non erano maturi per accogliere e interiorizzare il messaggio innovatore di Euripide che spostava l’attenzione dal dio all’uomo, indagato con il bisturi dell’analista. La psicologia di Euripide scava dentro l’animo umano e ne esprime tutto il disagio esistenziale, frantuma l’essere e apre faglie di debolezza e momenti di amara riflessione sulla condizione umana. L’essere si moltiplica nelle sue infinite sfaccettature e ha difficoltà a parlare con se stesso e con gli altri. Siamo caduti nella incomunicabilità tra gli umani e gli dei sono assenti. Ma Medea resta impressa nella nostra mente per la sua straordinaria femminilità: l’ardimento e la passione sono rari per i Greci, infatti Medea è la donna barbara che tradisce la sua gente, suo padre, e uccide il fratello Ipsirto per inseguire il suo amore. La grandezza della sua figura sta proprio nella potenza del mondo irrazionale che la travolge senza mediazioni: lei è puro istinto e acceso furore, lei è corpo e anima che amano fino all’autodistruzione.

Manda un messaggio WhatsApp
Invia WhatsApp