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CONFERENZA GENDER A SASSARI

(Caserta24ore) SASSARI Si terrà il 14 maggio alle 17.30, un convegno promosso dal Coordinamento Provinciale di Fratelli d’Italia – AN di Sassari e dal Movimento Cristiano – Forza Popolare in collaborazione con l’associazione ProVita e Generazione Famiglia. No alla promozione nelle scuole dell’ideologia gender, che nega la distinzione tra uomo e donna in base al sesso biologico. L’incontro, presso la Sala Convegni dell’ Hotel Grazia Deledda alle ore 17,30, vuole esortare docenti, educatori e genitori a prendere coscienza degli attacchi, attraverso tali teorie, alla famiglia naturale e cristiana e al benessere di bambini e ragazzi. Nel comunicato stampa si legge:“Stiamo entrando in un tempo di grande confusione sull’identità sessuale. Stiamo proponendo ai nostri figli, ai nostri alunni, qualcosa che è molto lontana da quella che è la bellezza delle differenze sessuali maschio-femmina, uomo-donna. Questa ricaduta sta avendo effetti gravi nell’istruzione scolastica. In qualche modo, abbiamo dato in appalto l’educazione dei nostri figli ed è qualcosa su cui dobbiamo riflettere e che dobbiamo riprenderci con una certa urgenza, prima che ci sfugga completamente di mano un controllo che, per diritti costituzionali, spetta in fase prioritaria alla famiglia e ai genitori.” Non intendiamo discriminare nessuno, ma aprire delle riflessioni sull’importanza dell’educazione per i figli, che hanno diritto a una madre e a un padre, a sapere da chi sono stati generati, perché non vi è identità senza origine. Non ci dimentichiamo che dietro tutta la realtà di queste proposte educative, così discusse, ci sono delle lobby economico-politiche fortissime. Ci sono interessi legati a convenzioni internazionali, a tutto ciò che poi riguarda il tema delle teorie di genere, su tutto quello che è il campo delle adozioni, dei matrimoni omosessuali, delle cliniche per il cambiamento di sesso, per tutta la “gestazione di sostegno”, che oggi sembra non si possa chiamare “utero in affitto”… Queste le motivazioni che hanno portato all’organizzazione del convegno al quale hanno aderito senza indugi: Padre Thierry Serranno: Ordine Cappuccini della Sardegna; Prof.ssa Francesca Romana Poleggi: Direttore editoriale di Notizie ProVita; Dott. Gianluca Martone: nostro collaboratore; On Giovanni Donzelli: Esecutivo Nazionale Fratelli d’Italia -AN; On. Marcello Orrù: Consigliere Regionale, presidente Commissione Sanità e Politiche Sociali della Regione Sardegna, Presidente Nazionale e fondatore Movimento Cristiano – Forza popolare; On. Paolo Truzzu: Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia – AN della Regione Sardegna. I lavori verranno coordinati dalla referente cittadina Fd’I-AN di Sassari Rossana Gurrera.

Su questa grave problematica, anche Papa Francesco è intervenuto ripetutamente. Nel corso del suo intervento al Bice (Bureau international catholique de l’enfant) l’11 aprile 2014, il Santo Padre affermò “Occorre ribadire il diritto dei bambini a crescere in una famiglia, con un papà e una mamma capaci di creare un ambiente idoneo al suo sviluppo e alla sua maturazione affettiva. Continuando a maturare nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità di un padre e di una madre, e così preparando la maturità affettiva. Ciò comporta al tempo stesso sostenere il diritto dei genitori all’educazione morale e religiosa dei propri figli. E a questo proposito vorrei manifestare il mio rifiuto per ogni tipo di sperimentazione educativa con i bambini. Con i bambini e i giovani non si può sperimentare. Non sono cavie da laboratorio! Gli orrori della manipolazione educativa che abbiamo vissuto nelle grandi dittature genocide del secolo XX non sono spariti; conservano la loro attualità sotto vesti diverse e proposte che, con pretesa di modernità, spingono i bambini e i giovani a camminare sulla strada dittatoriale del “pensiero unico”. Mi diceva, poco più di una settimana fa, un grande educatore: “A volte, non si sa se con questi progetti – riferendosi a progetti concreti di educazione – si mandi un bambino a scuola o in un campo di rieducazione”.
Queste parole eloquenti sono state nuovamente pronunciate dal Sommo Pontefice lo scorso mese di gennaio nella conferenza stampa, di ritorno dal suo viaggio apostolico nelle Filippine, facendo anche un esempio esaustivo sull’indottrinamento gender nelle scuole.
“Venti anni fa, nel 1995, una Ministro dell’Istruzione Pubblica chiese un prestito forte per fare la costruzione di scuole per i poveri. Le concessero il prestito, a condizione che nelle scuole ci fosse un libro per i bambini di un certo livello. Era un libro di scuola, un libro preparato bene didatticamente, dove si insegnava la teoria del gender. Questa donna aveva bisogno dei soldi del prestito, ma quella era la condizione. Furba, ha detto di sì e anche ha fatto fare un altro libro e ha dato i due (libri) e così è riuscita… Questa è la colonizzazione ideologica: entrano in un popolo e mirano a colonizzare il popolo con un’idea che cambia o vuol cambiare una mentalità o una struttura. Durante il Sinodo, i Vescovi africani si lamentavano proprio di questo. Perché dico “colonizzazione ideologica”? Perché prendono proprio il bisogno di un popolo o l’opportunità di entrare e farsi forti, per (mezzo de)i bambini. Ma non è una novità questa. Lo stesso hanno fatto le dittature del secolo scorso. Sono entrate con la loro dottrina. Pensate ai Balilla, pensate alla Gioventù Hitleriana. Hanno colonizzato il popolo, volevano farlo. Ma quanta sofferenza. I popoli non devono perdere la libertà. Il popolo ha la sua cultura, la sua storia; ogni popolo ha la sua cultura”.
Lo scorso 15 aprile 2015, nel corso della tradizionale udienza del mercoledi, il Sommo Pontefice è ritornato ancora una volta su questa grave problematica, che sta sconvolgendo le coscienze di tutti i cattolici e non solo, analizzandola nei particolari e nelle sue devastati conseguenze.
“1)L’ideologia gender, cioè la teoria secondo cui maschile e femminile sono condizioni intercambiabili, è definita “un passo indietro”. E “espressione di una frustrazione”. C’è chi la considera un mito di progresso, ma è un falso mito di progresso, è regressione e frustrazione. 2) Le conseguenze dell’ideologia gender minano la famiglia: “La rimozione della differenza è il problema, non la soluzione. Con queste basi umane, sostenute dalla grazia di Dio, è possibile progettare l’unione matrimoniale e familiare per tutta la vita”. Dunque, non esiste unione matrimoniale e familiare senza la presenza di un uomo e una donna. E la rimozione della differenza tra uomo e donna, base dell’ideologia gender, è il problema scambiato per soluzione. Il falso spacciato per vero. 3) Il legame matrimoniale e familiare è una cosa seria, lo è per tutti, non solo per i credenti. Vorrei esortare gli intellettuali a non disertare questo tema, come se fosse diventato secondario per l’impegno a favore di una società più libera e più giusta”.Lo scorso 14 giugno, , nel corso del suo discorso all’apertura del convegno ecclesiale della Diocesi di Roma, Papa Francesco è tornato nuovamente a parlare della teoria gender, con un esempio molto significativo.“I nostri ragazzi, ragazzini, che cominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia: si deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzi andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e la moglie tante volte dovevano ricatechizzare i bambini, i ragazzi,per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano li’. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita spirituale e morale”.

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