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A PROPOSITO DEI FONDI POSTSISMA DEL MATESE,

(di Giuseppe PACE) ALIFE – PIEDIMONTE MATESE Alife e Piedimonte ex d’Alife meritano nuovi fondi per opere infrastrutturali e scolastiche postsisma recente del Matese? Alcune decine di milioni di euro furono già stanziati per riparare soprattutto chiese piedimontesi, come l’Annunziata, vicino al Seminario, facendo un po’ arrabbiare il locale Sindaco poi calmatosi. Tra vescovi e sindaci in Campania c’è troppa intesa, ma bisogna ricordare che solo Don Peppe Diana fece una pastorale di prevenzione di tangentopoli e un atto di eroismo per la Democrazia, offesa e vilipesa dalla camorra assassina. Solo qualche Vescovo campano, purtroppo, ha manifestato vera opposizione all’invadenza camorristica nelle istituzioni con il malaffare. Dobbiamo alla Magistratura e alle Forze di Polizia la difesa democratica delle Istituzioni campane. In altri scritti ho sostenuto che i vescovi in Campania bisognerebbe importarli da altre regioni per prevenire meglio tangentopoli così ampiamente diffusa soprattutto nel territorio casertano. Si potrebbe ipotizzare che laddove ci sono oltre 15-20 mila euro da spendere per lavori pubblici, là, giunge, con i suoi tentacoli, la piovra della camorra casertana per fare affari o meglio per piazzare una del cartello delle proprie ditte che vincerà l’appalto: Sindaco e Presidente dell’Ente sovra comunale protempore sapendo, tacendo e garantendo! Il primato del pubblico sul privato esiste nei partiti di sinistra e di destra, non di centro, né della Chiesa universale che mette l’uomo o il cittadino al centro. Ma il familismo meridionale italiano, come di tutte le economie più attardate, è noto e le Amministrazioni locali sono gravide di tale fenomeno: basta vedere le assunzioni clientelari nelle Comunità Montane, Parchi Naturali, Consorzi di bonifica, Province, ecc., dove sono ben rappresentati i parenti dei politici in carica o di ex politici. Piedimonte Matese ma soprattutto Alife, indubbiamente, merita più attenzione verso la sua gloriosa storia poiché i quasi 8 mila residenti di oggi con i 12 mila di Piedimonte Matese e i circa 30 mila dei paesetti viciniori, hanno bisogno anche di radici per non essere troppo omologati dall’imperante consumismo. Tra globalizzazione e localizzazione, due facce della medesima medaglia, esiste un sottile equilibrio che va mantenuto aumentando la qualità delle merci e dei servizi locali. Uno di questi servizi è il turismo di qualità, che Alife ha intrinsecamente, ma non ha spesso la voglia di mostrare agli altri le proprie peculiarità storiche e paesaggistiche. Molto dipende dalla nostra democrazia partitocratica che affida al voto di scambio la programmazione, che anziché essere al di sopra delle parti è solo delle parti che vincono: la competizione elettorale trasformando il Municipio in una sorta di feudo moderno, dove la democrazia perde la sua ragion d’essere? Ma allora la Democrazia di Pericle era migliore? Forse, ma quello che urge è una sorta di Repubblica di Platone dove le classi dirigenti devono essere colte poiché solo così è più facile fermare il malaffare e tangentopoli che in area meridionale appare collusa spesso con la malavita organizzata. Ad Alife il Municipio di G. Avecone va in minoranza: ”Il prefetto di CASERTA Arturo De Felice ha disposto la sospensione del Consiglio comunale di Alife dopo le dimissioni di otto consiglieri comunali su dodici che hanno portato alla caduta dell’amministrazione retta da Giuseppe Avecone, ad appena due mesi dalla fine del mandato e dalle nuove elezioni amministrative. De Felice ha inoltre formulato al Ministero dell’Interno proposta di scioglimento del Consiglio nominando nel contempo commissario prefettizio Anna Manganelli, vice-prefetto in servizio al Viminale”. Ma leggiamo pure la cronaca dell’attenta Regione Campania ad elargire altri fondi al territorio alifano: ”Alife – I Sindaci del Matese incontrano Vincenzo De Luca, ed il governatore della Regione Campania annuncia loro buone, anzi ottime, notizie: nessun finanziamento sarà perso, anche nei casi in cui i lavori non solo non siano iniziati, ma neppure siano stati appaltati. Ed è il caso della famosa cittadella scolastica, progetto fortemente voluto dall’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Giuseppe Avecone e che ora giunge a completamento. Sei i Comuni dell’area Matese che sono stati maggiormente interessati dal sisma del dicembre 2013 e gennaio 2014, che hanno inserito nella programmazione post sisma diversi edifici pubblici danneggiati, come scuole, chiese: Piedimonte Matese (rappresentato dal Sindaco Vincenzo Cappello), Alife (è stato presente il segretario comunale, Pietro Dragone), ma anche San Potito Sannitico, Gioia Sannitica, Castello del Matese e San Gregorio Matese. La città di Alife, in particolare, ha già avuto due importanti progetti finanziati, ed i cui lavori sono stati già appaltati: trattasi della ristrutturazione e messa in sicurezza della bella Chiesa di Santa Caterina nell’omonima piazzetta nel centro storico di Alife (lavori appaltati per 150 mila euro), come pure i 450mila euro (appaltati) per il rifacimento del Campo sportivo “Marco Spinelli” in Via De Gasperi. Sono invece solo da appaltare i lavori chiesti, ma anche in questo caso ottenuti, per la ristrutturazione e messa in sicurezza del Palazzo municipale in Piazza della Liberazione (400mila euro l’importo complessivo) e la cittadella scolastica (6milioni e 200mila euro), che nelle intenzioni dovrebbe comprendere in un’unica struttura tutti i plessi scolastici della città di Alife fino alle medie di primo grado. Il Governatore De Luca ha chiarito che nessun finanziamento andrà perso, ribaltando i progetti e facendoli gravare sulla nuova programmazione dell’Unione Europea: sarà rinnovato il Protocollo d’Intesa a suo tempo stipulato con i Comuni, oppure sarà stilato un nuovo Protocollo d’Intesa che tenga conto della ulteriore dilazione di tempo concessa agli enti per completare i lavori. Non un impegno politico, dunque, ma un impegno di fatto, quello assunto dalla Regione Campania per progettazioni già elaborate anche se non ancora iniziate”. Pietro farina scriveva, come riporta anche un altro estimatore dei conterranei, l’ex Sindaco di Alife Giovanni Guadagno, che in area alifana chi vinceva le elezioni, guidava i municipi come cosa propria, allontanando gli onesti capaci. Non molto sembra essere cambiato da circa un secolo fa quando lo studioso e viceprefetto P. Farina relazionava al Prefetto. Chi sa come si fa prevenzione di tangentopoli in quest’area è bravo poiché il malaffare, in Campania soprattutto, non è recente, ma ora si è istituzionalizzato con alcuni partiti e personaggi di spicco. Un feudo elettorale ha molti arbitri quasi sempre perché usa le istituzioni pubbliche per se e i propri parenti ed affini. Ad Alife e Piedimonte M. i feudi sono collaudati da famiglie al potere municipale da decenni, e fanno favori a destra e a manca pur di restare feudatari. In merito ai recenti fatti di tangentopoli in Campania con il territorio casertano in modo speciale leggiamo un pò la cronaca: ”Il giorno dopo gli arresti per associazione per delinquere di stampo camorristico (contestato anche il concorso esterno in associazione mafiosa), c’è imbarazzo e parole molto caute e misurate a Roma. Indagato Graziano che avrebbe preso i voti della Camorra per poi assumere la carica di presidente del PD Campania. In passato ha anche avuto un ruolo di consulente a Palazzo Chigi tra il 2013 e il 2014. A Caserta in piena campagna elettorale a parlare è solo il Movimento 5 Stelle. Esplicitamente Vilma Moronese, senatrice del Movimento 5 stelle di Santa Maria Capua Vetere accusa che “sta emergendo tutto il marcio del sistema partitocratico con favori ai clan della camorra negli appalti pubblici con utilizzo di fondi europei fino addirittura a favori alle mafie su beni confiscati alla camorra stessa! Sono episodi da voltastomaco, non serve aggiungere altro di fronte a tutto questo, i cittadini non devono rassegnarsi, ma attuare sempre di più una rivoluzione delle coscienze che parte dai comportamenti di tutti i giorni nel contrastare un malaffare diffuso. Per liberarci di tutto questo occorrono onestà, coerenza e coraggio quotidiano da parte di tutti”. Il Papa Giovanni Paolo II, in visita ufficiale a Napoli, citò ”Il nepotismo nelle istituzioni meridionali” come male da estirpare. In novembre 2010 “striscia la notizia” ha mostrato un’intera famiglia barese in cattedra all’Università e altrettanto pare che abbiano riportato i giornali per Campobasso. Ecco che il nepotismo, il familismo nelle nostre istituzioni meridionali si ripete ancora? E’ bene precisare che con l’avvento della rivoluzione industriale, i poli di sviluppo economico-sociale si sono spostati dal bacino del Mediterraneo al nord e al centro dell’Europa. Circa 40 anni fa a Piedimonte d’Alife, vi era un vivere civile più sobrio e di più diffusa legalità, almeno tale appariva la cittadina allo scrivente. Oggi, purtroppo, Piedimonte Matese, appare in crisi economica e sociale anche ai molti locali, soprattutto se non sprovveduti (usando il termine caro a E. De Filippo che li distingueva dagli sprovveduti o ignoranti). La nostra Questione Meridionale, come scrive Adalgisa dell’Omo di Bojano, è ancora da risolvere e sia la Sinistra che la Destra storica italiana non hanno saputo affrontare e risolvere. Ora si affaccia anche un’altra Questione, quella settentrionale, la quale spesso è piagnona più di quella meridionale. Alla Questione meridionale e settentrionale ho dedicato altri articoli su questo ospitale Quotidiano dell’antica Terra di Lavoro, senza condividere il meridionalismo piagnone evidenziato negativamente dal Meridionalisti C. Maranelli. Come ho già evidenziato in altro articolo dedicato alla mia terra d’origine, la Campania, “I soldi che il Sud chiede al Governo centrale, e che forse arriveranno a iosa con i fondi europei non saputi spendere, come accennato in questi giorni dal Segretario del PD(nazionale, quello regionale campano è indagato per tangentopoli) e Primo Ministro, non devono ingrassare una classe politica avvezza a tangentopoli, ma dare ossigeno ai cittadini casertani e campani onesti e alla moltitudine di laureati che progettano di fare, di agire, di impegnarsi al di là dell’appartenenza a questo o a quel partito. Piedimonte M., sicuramente sta attraversando un periodo, ormai quasi trentennale, di regresso economico più che di progresso, purtroppo, e ciò lo dicono in molti, non in pochi scontenti o pessimisti come qualcuno o qualche turista di passaggio potrebbe pensare. Molti pensano che il potere sia nelle mani di poche persone. Da qui l’idea che sono le oligarchie locali che, puntando sui vincoli di favori fatti, continuano ad alimentare le ingiustizie sociali. Ormai, una larga fascia dell’opinione pubblica, è fredda, distaccata, scettica verso le proposte degli operatori politici, che a Piedimonte Matese si conoscono bene perché sono sempre i soliti personaggi che controlla Municipio e Comunità Montana con accordi con le opposizioni per dirigere il Parco del Matese e il Consorzio di Bonifica, quest’ultimo permette addirittura anche l’assunzione del parente diretto del presidente. A Gallo Ad Alife e a Piedimonte M. nell’alto casertano, il nuovo governatore regionale, come il precedente, fanno arrivare molti più soldi di quanto lo Stato incassa dai residenti, ma queste nuove decine di milioni di euro serviranno forse ad oliare le catene di trasmissione di tangentopoli alimentate ad arte dalla malavita organizzata, che faceva gestire il bar ricreativo dell’ospedale civile di Piedimonte Matese, nel 2013, a prestanomi. Tra impresa e mafie, ora, c’è co-produzione: collaborano, sono diventati una holding affiatata, anzi, spesso è proprio l’uomo d’affari che cerca l’appoggio del Clan per aver vita facile in cambio della spartizione dei proventi. “Provo a spiegarmi con un esempio, raccontando il rapporto che ho avuto con l’imprenditore Giovanni Malinconico, con il quale posso dire di aver avuto una vera e propria società. Poiché aveva in corso un cantiere per una grande opera e aveva bisogno di protezione, chiese di parlare con me. Siamo intorno all’anno 2000. Lui mi diede 250 milioni di lire in varie rate, e da allora abbiamo avuto un rapporto stabile, e in occasione di tutti i lavori che ha avuto mi ha sempre dato ingenti somme di denaro sotto forma di percentuale del 5 per cento. […] Malinconico otteneva in cambio degli importanti servizi: la tranquillità di poter svolgere liberamente la sua attività senza che nessuno potesse interferire chiedendo dei soldi, bloccando cantieri, chiedendo l’assunzione di persone, chiedendo di preferire alcune imprese per le forniture, ad esempio, di calcestruzzo, chiedendo di favorire alcune imprese per i subappalti e così via. Si trattava di una sorta di pacchetto completo che comprendeva anche il fatto che lui si rapportava esclusivamente con me, e poi provvedevo io, di volta in volta, a regolare i conti con chi territorialmente aveva diritto a una quota” Non sono parole di uno qualsiasi: sono dichiarazioni del collaboratore di giustizia  Antonio Iovine, rese ai pm antimafia Ardituro e Sirignano. Nella Repubblica del 2016 d. C. a che livello siamo giunti, nell’alto casertano, d’invadenza degli “sprovveduti” camorristi? ricchissimi di capacità di comandare i feudi elettorali di povera gente, costretta, ancora, ad emigrare per dignità mentre il presidente della Comunità Montana Matese viene soltanto indagato e poi pare prosciolto e il Presidente del Consorzio di Bonifica del Sannio Alifano sembra che abbia fatto assumere, impunemente, suo nipote. Ma allora è proprio vero che i politici rubano senza vergognarsi più? come dice il capo della Magistratura attuale. Meno male che i Magistrati non dipendono ancora dai feudi elettorali stabilmente difesi con i voti di scambio. Una moderna autoambulanza a Gallo M. (CE) intanto sta ferma davanti alla farmacia, mentre per i morenti deve giungerne una da Piedimonte M., distante circa un’ora di tempo. La malasanità non è una novità in Campania!