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Rocchetta e Croce. Una riproduzione del dipinto di San Michele nella grotta sul Monte Maggiore

E’ questa la proposta di un gruppo di escursionisti, cioè di rimettere una copia al posto del dipinto raffigurante San Michele trafugato all’interno della grotta di San Salvatore sotto le montagne di Monte Maggiore qualche anno fa. La catena montuosa di Monte Maggiore, che abbraccia un vasto territorio comunale da Piana di Monte Verna fino a Rocchetta e Croce, passando per Formicola, è ricca di luoghi votivi dedicati al culto di San Michele.
In uno di questi, nel versante interno a Profeti, c’è un’altra grotta da cui si è ricavata, da un enorme masso di roccia, addirittura una piccola basilica. Durante il medioevo, questo luogo sacro era venerato a tal punto che l’Arcivescovo di Capua nel 979 (dopo Cristo), nell’atto di consacrazione del nuovo Vescovo di Caiazzo, Santo Stefano Menicillo, riservò per se e per i suoi discendenti la giurisdizione su questo tempio. Al suo interno si possono ancora scorgere stallattiti e stalagmiti che con la corrosione del tempo hanno assunto svariate forme: dalle mammelle ad animali vari.

All’interno si può scorgere un cunicolo talemtne piccolo che non può essere attraversato dall’uomo, ma che conduce fino ad una voragine denominata “sciusciaturo” per le folate di vento che fuoriescono. Il Comune di Rocchetta, e la Comunità Montana Monte Maggiore a cui appartiene, con l’aiuto di associazioni hanno reso percorribile il sentiero che porta alla grotta. Qui però hanno scoperto che il dipinto del Santo, Michele appunto, non c’è più, ma il fatto è noto anche agli abitanti della frazione Croce: quel che resta è solo un piccolo frammento (nella foto).