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LETINO E IL SUO CAMPOSANTO NEL CASTELLO NORMANNO

(di Giuseppe PACE) Letino, situato sul tetto del Matese, ha sulla sommità dell’abitato un castello medievale adibito a camposanto dal 1888. Il Sindaco di Letino, Lugi Stocchetti, orra Avvocato a Caserta, nell’oltre ventennio, 1966-1981 circa, che ha amminstrato il piccolo ma antichissimo comune matesino, si è interessato di spostare il camposanto fuori del castello per valorizzarli entrambi. In effetti il castello Longobardo-Normanno è di rara bellezza ed ubicato in un posto incantevole dal quale si ammira un vasto panorama sulle valli alte del fiume Lete e del fiume Sava, oggi occupata da un ampio lago artificiale, mentre il laghetto di Letino, ben visibile dal castello, almenta le turbine della piccola centrale elettrica di Gallo Matese. Spostare il camposanto, dal castello ad altro luogo più idoneo, per l’igiene, potrebbe far valorizzare il bel castello a fini turistici, convegnistici e gastronomici oltre ad un museo dei castelli medievali del Sannio da allestire nell’interno e farlo gestire da colte guide locali. Nel castello vi è anche una chiesetta dedicata alla Madonna del Castello, Regina del Matese, che l’attuale prete, Don Domenico Iannotta, ha dichiarato luogo mariano di culto. Ma leggiamo cosa scrive in merito alla lettura del mio recente articolo sul comune paesetto nativo, l’Avv. L. Stocchetti, tralasciando gl apprezzamenti dell’articolo stesso: ” I cenni sulle relazioni delle popolazioni intercomunali riportano alla memoria gli anni della adolescenza, apprezzando le consolidate tradizioni della reciproca tolleranza e per il diffuso sentimento della solidarietà della gente di montagna, soprattutto attraverso il rispetto per una vita sobria ed essenziale. Con amarezza rilevo che le antiche relazioni delle popolazioni intercomunali sono del tutto scom-parse, riconducibili prevalentemente al vecchio mondo contadino, rispettoso di usi e regole non scritti, ma rispettoso di sani principi di moralità collettiva, pur registrando, anche all’epoca, la presenza di furbetti senza laurea. A mero titolo informativo ti riferisco che la proposta della delocalizzazione del “Cimitero” dall’attuale sito fu oggetto di ampio confronto tra la cittadinanza, che vedeva, come ovvio, numerosi anziani palesemente contrari, le cui argomentazioni erano del tutto ispirate a ragioni sentimentali, prive razionali motivazioni (parliamo dei primi anni ottanta). L’opera localizzata e progettata utilizzando un ampio terreno di circa m.q. 10.000 , di proprietà ecclesiastica, con ampi spazi pianeggianti, unitamente ad aree terrazzate. L’iniziativa rispondeva a concrete esigenze, riconducibili ai seguenti motivi: 1) ragioni igieniche atteso che l’attuale ubicazione, posta su una collina carsica, a ridosso del centro abitato e con deflusso degli scoli nel sottostante lago artificiale, inesistente all’epoca dell’editto napoleonico;2) l’invecchiamento inarrestabile della popolazione residente, fisicamente impossibilitata a recarsi a far visita al sacro luogo, (già all’epoca gli ultrasessantacinquenni supervano la soglia del 70%) e, nel contempo, le nascite erano in totale caduta libera, a livello nazionale ed in quantità drammatica per le popolazioni di montagna; 3) restituire l’attuale cimitero al suo ruolo di “fortezza normanna” da valorizzare come sito turistico quale monumento storico e religioso.Ti aggiungo infine che sin dall’epoca della primo mandato di Sindaco, in tutte le sedi ho predicato il riordino istituzionale del territorio del “MATESE”, creando nuovi assetti politico- organizzativi, attraverso la riunificazione dei Comuni, ove possibile, od, almeno, attraverso la “Unione ” che la normativa di riforma degli Enti Locali promuove ed incoraggia anche attraverso cospicui incentivi, tenendo conto che il mondo contadino – pastorale che produceva il reddito per vivere sulla montagna non c’è più. Ai posteri l’ardua sentenza!”

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