Crea sito

Per il parco nazionale del sannio

(Giuseppe PACE). Ignazio Silone diceva che innovare spesso può significare distruzione, ma conservare spesso vuol significare conservazione della miseria. Un parco naturale può dunque essere uno strumento di conservazione della miseria. Ma precisato il monito siloniano non si deve escludere di sperare in un parco naturale, capace di stimolare innovazione e sviluppo del reddito dei molti matesini residenti. Nuova mozione al Consiglio regionale del Molise, depositate anche due proposte di legge in Parlamento (2014, 2015). Anche le associazioni ambientaliste, quasi sempre con capi affiliati al Pd, battono per l’istituzione del Parco nei due versanti campano e molisano.
Parco Interregionale e Parco Nazionale del Matese? Tale interrogativo resta per gli addetti ai lavori, per i politicanti del Pd non ci sono dubbi: va fatto il parco nazionale. Per loro, da conservatori e statalisti, bisogna centralizzare a Roma il controllo burocratico e non lasciarlo ai poteri decentrati delle regioni Molise e Campania. Più ragionevole è Parco Nazionale del Sannio con la prossima Regione Sannio, che vado sostenendo da tempo, ma i feudi elettorali campani e molisani remano contro. In molti si stanno mobilitano in Molise oggi, prima erano solo i campani, ormai da diversi anni, ma il Parco nazionale del Matese ancora non spicca il volo e speriamo che non lo spicchi affatto per burocratizzare un ambiente già troppo burocratizzato e politicizzato. I Parchi naturali in Italia in particolare ha lucci ed ombre. Le ombre sono una mummificazione dell’esistente con freno ulteriore delle possibilità di far crescere il reddito dei residenti che nel caso dei comuni montani del Matese soffrono di un grave spopolamento per emigrazione e migrazione: vedi Roccamandolfi che da oltre 3000 residenti ne ha solo un terzo. Mozioni, proposte di legge in Parlamento, al Parlamentino regionale, prese di posizioni di questo e quel politico, di questa e quella Associazione. Il territorio del Matese è costituito da una catena di monti prevalentemente calcarei, con basamento dolomitico, situati tra Molise e Campania, dove i terremoti carsici sono frequenti. E’ un territorio ricco di luoghi montani suggestivi (un tempo quasi selvaggi, popolati da Lupi e Aquile reali), paesaggi dolci, con laghi dalle acque azzurre, borghi caratteristici ed antichissimi (come Roccamandolfi, Letino e Gallo Matese), tanta storia, fatta anche dei rapporti sempre tesi tra Romani e Sanniti (che avevano la loro capitale a Bojano sulle pendici settentrionali del Matese), prodotti tipici genuini, unici e saporiti come le famose mozzarelle di Bojano, le meno famose pere di Roccamandolfi o di “Sciole” oppure le patate di Letino ed anche la polenta “acconcia” con salsicce.

Il Massiccio del Matese fa parte dell’Appennino Centro-Meridionale ed è compreso tra quattro province (Benevento, Campobasso, Caserta e Isernia). La cima più alta si trova in Molise, nel comune di Roccamandolfi, ed è Monte Miletto (2050 mt), seguono la Gallinola (1923 m s.l.m.) che risulta essere la cima più alta in territorio campano, il Monte Mutria (1823 m s.l.m.) che ha la particolarità di essere al confine di tre province, il monte Erbano nel comune di Gioia Sannitica (1385 m s.l.m.). Il massiccio montuoso del Matese raggiunge un’estensione di 70 km, mentre ha una larghezza nord-sud è di circa 25 km. Tra Guardiaregia e Cusano Mutri, lo scrivente propose su Molise Economico n.3/1999 e alla Pro Loco Cusanese con un Convegno a Cusano il 30 gennaio 1999, la Galleria del Matese tra alta valle del Biferno e media valle del Volturno, proposta ancora rimasta lettera morta, ma sempre valida visto che noi Meridionali non sappiamo spendere i fondi europei. I monti casertani fanno attualmente parte del parco regionale campano del Matese, previsto dalla Legge Regionale n. 33 del 1993, istituito con Delibera di Giunta della Regione Campania n. 1407 del 12 Aprile 2002. Sul Matese vi si trova un lago di origine glaciale (il lago del Matese), tre laghi artificiali (di Gallo Matese, di Letino e di Guardiaregia, formati dalle dighe sul fiume Lete, Sava e Quirino) e gli impianti sciistici di Bocca della Selva (BN-CE) e Campitello Matese (CB). Campitello Matese, dispone di 40 Km di piste, 7 impianti di risalita (3 seggiovie, 3 skilift, molti alberghi con piscine, una scuola di equitazione, seggiovia per monte Monaco e uno spettacolare paesaggio di anfiteatro glaciale con dolina, grotte delle Ciaole o cornacchie nere, capanne antiche e moderne di pastori ed agriturismi eccezionali). Le piste ben collegate tra loro partono dalla piazza della località (a 50 metri dagli alberghi) e raggiungono quota 1890 m (punto di arrivo della seggiovia Del Caprio). Il nuovo impianto di innevamento consente in caso di temperature adeguate l’apertura del 70% delle piste da sci. Sono presenti due scuole sci. Un territorio ricco di storia, con testimonianze secolari. Nel 216 a. C. questo territorio fu invaso anche dai soldati cartaginesi guidati da Annibale. Dopo il V secolo si diffuse il monachesimo che diede origine a molti centri abitati come San Gregorio Matese (CE), allora casale di Piedimonte d’Alife esteso oltre 70 kmq, San Salvatore Telesino (BN), Liberi (CE) ecc. I Benedettini, in particolare, diedero vita a molte “Starze” o case agricole bonificate e produttive, vedi le Starze di Gallo Matese ed altri toponimi matesini. Nel 1800 il Matese servì da rifugio ai borbonici e conservatori clericali che lottavano contro Murat e i Francesi, diventando il covo dei cosiddetti “briganti” che si aggiravano per le aspre contrade fino al 1815. Più tardi tra il 1861-65 trovarono rifugio sulle montagne matesine, uomini della più disparata provenienza ideologica: soldati borbonici renitenti di leva con l’aggiunta di veri delinquenti, comandati dall’ex cavalleggero borbonico Cosimo Giordano di Cerreto (BN) con bande che raggiungevano oltre i 500 componenti. Nel 1877 ci fu un tentativo, da parte di E. Malatesta e di 18 dei suoi seguaci, di suscitare un moto di natura anarchica ma, traditi a San Lupo (BN) scapparono a Letino e Gallo Matese, dopo pochissimi giorni la banda, circondata dalla Guardia Nazionale, si arrese. Torniamo al Matese da “imbalsamare” come parco nazionale. Il Pd molisano, assieme alle associazioni ambientaliste, in particolare Legambiente, ha presentato, col consigliere Domenico Di Nunzio, in Consiglio Regionale una mozione per l’Istituzione del Parco Nazionale del Matese. Con tale mozione una cosa è sicuramente cambiata. Il linguaggio, leggete: “Il metodo messo in campo dalla nostra segreteria… sulla istituzione del Parco del Matese conferma un approccio sopra le righe, attraverso l’ascolto di tutti gli stakeholders…” Insomma, il Molise vuol salvaguardare e valorizzare il Matese, cosa già fatta in Campania con l’istituzione del Parco regionale. Poi, a quanto sembra al Parlamento a Roma sono state depositate alcune proposte di legge. La prima l’ha presentata nel 2014 alla Camera dei deputati l’onorevole molisana del Pd. Poi vi è un’altra proposta che vede come primo firmatario il senatore Ulisse Di Giacomo (Nuovo centro-destra). La presentazione risale al 17 febbraio 2015 (Atto Senato 1776) con co-firmatari: Adele Gambaro (Misto) (aggiunge firma in data 2 marzo 2015); Marino Germano Mastrangeli (Misto) (aggiunge firma in data 2 marzo 2015); Franco Conte (AP (NCD-UDC)) (aggiunge firma in data 2 marzo 2015); Giuseppe Francesco Maria Marinello (AP (NCD-UDC)) (aggiunge firma in data 2 marzo 2015); Mario Dalla Tor (AP (NCD-UDC)) (aggiunge firma in data 2 marzo 2015); Lucio Romano (Aut (SVP, UV, PATT, UPT)-PSI-MAIE) (aggiunge firma in data 2 marzo 2015). A luglio Di Giacomo scriveva: “Sono orgoglioso della mia iniziativa che sicuramente porterà alle comunità del Matese vantaggi in tema di occupazione e salvaguardia del territorio. Un ringraziamento particolare va al presidente della Commissione, il senatore Marinello, e al relatore, il senatore Mancuso, per la velocizzazione dell’iter del provvedimento”. Oggi abbiamo contattato il senatore: “È’ stata incardinata in Commissione Ambiente del Senato. A presto inizieranno le audizioni”. Un passo indietro, un anno indietro e siamo, come detto, alla proposta dell’altro parlamentare molisano Laura Venittelli: “Istituzione del Parco nazionale del Matese” (atto Camera 2567) presentata il 25 luglio 2014. Tale proposta pare sia ferma ai box. Come si diceva anche le Associazioni hanno nel tempo preso a cuore la salvaguardia e la valorizzazione del Matese. Come Legambiente. La quale vuole l’istituzione del Parco Nazionale su entrambi i versanti del massiccio del Matese, che inglobi in un’unica area l’attuale parco regionale del versante campano e le aree della rete Natura 2000 ricadenti nel versante molisano. Ciò fu detto anche durante un incontro agli Stati Generali del Matese, organizzati da Legambiente a Santa Maria del Molise (IS). Insomma un Parco Interregionale è da preferire ad un parco nazionale perché più snello e meno burocratizzante, ma se il parco nazionale è del Sannio si può anche soprassedere. Si spera che la nuova Regione Sannio, estendendo il Molise all’alto casertano, tutto il beneventano, il basso chietino e l’alto foggiano, venga chiesta subito, prima che la necessaria revisione della spesa pubblica, non imponga al Molise di accorparsi ad altre Regioni più grandi e sparire insieme ai 20 consiglieri regionali ben retribuiti per rappresentare solo meno di 300 mila abitanti residenti, uno spreco eccessivo in periodo di grave crisi economica. Il Molise ed il Matese, anche campano, è ambiente sociale d’emigrazione, senza ritorno perché i pochi che vi ritornano ripartono per allergia alla invadenza burocratica che sussiste e persiste nell’amministrazione della cosa pubblica, che spesso considera l’istituzione come cosa propria per affermare il potere: utile per i propri familiari, che non faranno la valigia piena di speranze e ingrosseranno le fila della classe di privilegiati meridionali, spesso parassitaria e da meridionalismo piagnone, meridionalismo ben precisato dal Prof. di Geografia Economica di Campobasso, Carlo Maranelli, uno dei grandi studiosi della Questione Meridionale, non piagnona.