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TEANO. Al Foscolo la “Lectura Dantis” con il Preside Saverio Caramanica

(Paolo Mesolella) TEANO Mercoledì 24 febbraio, alle ore 10.30, nell’aula conferenze dell’Isiss “Foscolo” di Teano, termina il ciclo di incontri dedicati alla “Lectura Dantis” con una lectio magistrale del preside Saverio Caramanica sui canti politici della Divina Commedia ed un commento su Ciacco, Sordello e Giustiniano. Per l’occasione il preside dantista di Mondragone presenterà ai giovani studenti e ai docenti il suo ultimo libro “Cielo e terra nel poema di Dante”. “Durante questi due mesi – ha spiegato il preside Paolo Mesolella – si sono susseguiti nella lettura di Dante docenti, dirigenti scolastici e cultori di Dante. Dopo di me che ho commentato il 17 ° canto del Purgatorio, vi sono stati la prof.ssa Genovina Palmieri con il 5° canto dell’Inferno e i Lussuriosi, la prof.ssa Concetta Bonacci con il 26° canto dell’Inferno e Ulisse, la prof.ssa Rosanna Abbate con il 3° canto del Paradiso e Piccarda Donati, la prof.ssa Adele Lasco con il 33° canto dell’Inferno ed il conte Ugolino, la prof.ssa Giuseppina Faella con il 34° canto dell’Inferno e Lucifero, la prof.ssa Cecilia Sainati con l’11° canto del Purgatorio e Provenzan Salvani, la prof.ssa Annunziata Piccirillo ed il 1° canto del Paradiso, la prof.ssa Silvia Delle Fave con l’ 11° canto del Paradiso e San Francesco, la prof.ssa Lidia Croce con il 33° canto del Paradiso e San Bernardo, il prof. Franco Occhicone con il 13° canto dell’Inferno e Pier delle Vigne. “Non c’è poeta, spiega il preside Caramanica, che abbia avvertito, con tanto slancio, il desiderio di vedere l’umanità unita nel perseguire gli ideali dell’amore, della pace e della giustizia. Il poema di Dante è “un acquisto per sempre”, il suo è un mito, al quale la nostra generazione deve costantemente guardare, per sollevarci in un cielo di purezza e salutare quest’anno della Misericordia con lo stesso proposito di riscatto morale che Dante cercò disperatamente di seguire. Venti secoli di vicende, di progresso e di regresso, di rinascita e di ricadute, non hanno cambiato l’animo umano. La terra continua ad essere “L’aiuola che ci fa tanto feroci”. Il Poema sacro lo additiamo ai giovani perché non si lascino mai attrarre dai falsi profeti; lo additiamo a noi stessi affinché possiamo essere di esempio alla gioventù e giudarla verso un futuro migliore”:

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