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Juve-Napoli-Milan, non solo calcio. L’universale sentimento dell’amicizia.

(di Antonio Castaldo) Perso il primo posto nella classifica del Campionato di Serie A, sabato scorso contro la Juventus e speranzoso della sua riconquista, lunedì prossimo contro il Milan, il Napoli continua ad alimentare l’opinione pubblica, le aspettative dei tifosi, ad animare i ricreativi incontri di gruppi di amici, a motivare provvisori collettivi di avventori nei bar e nei circoli sportivi. Fra i tanti che hanno visto da casa la partita Juve-Napoli, soffrendo l’uno a zero, un trio di amici sulla soglia dei 60 anni, a Brusciano, che come tanti altri si sono ritrovati intorno un tavolo imbandito con “o’pere ‘ e o’ muss”, pizza bufalina e vino rosso con schermo televisivo di fronte. Una volta chiuso l’amaro incontro di calcio, la serata ha preso la via della riflessione sul confronto geografico, storico ed economico Nord-Sud dell’Italia e del mondo.

Però a sovrastare poi ogni pensiero sono giunti i ricordi di gioventù, dell’ospitante Raffele Di Maio, del medico Antonio Mercogliano e del sociologo Antonio Castaldo. Come quelli dell’estate del 1978, per Castaldo e Mercogliano, che insieme ad altri avventurieri estesero la loro vacanza in Grecia dall’isola di Samos, con una piccola imbarcazione spingendosi sulla costa turca, a Kusadasi. La stessa rotta che inversamente provano a seguire oggi su sovraccarichi barconi tanti migranti in fuga da fame e guerra, ma non sempre riuscendoci.
Raffaele Di Maio ha rimembrato i suoi 15 anni di età che lo videro partire da Brusciano con destinazione Milano dove trovò, attraverso il calcio, la via dell’integrazione sociale. Oltre al lavoro visse una soddisfacente esperienza sportiva con l’A.S. Virtus di Cascina de’ Pecchi, un Comune con meno di 6.000 abitanti nella metà degli anni ’70 che oggi ne conta 13.500 ed è compreso nella Città metropolitana di Milano. Questa la formazione di appartenenza: Mussi, allenatore già del Gongorzola negli anni precedenti; Iacovino Antonio, ala destra, di Montagano provincia di Campobasso; Rossetti Sandro, libero; De Ponti Luigi, centravanti; Di Maio Raffaele, centrocampista avanzato, con la maglietta del n. 10, di Brusciano, Napoli; Sallustio Sergio, terzino destro, di origine pugliese; Barbani Dario, centrocampista; Lemma Sebastiano, accompagnatore; Zucchetti Bruno, centrocampista, morto in giovane età; Spiga Claudio, ala sinistra di origine sarda; Vittorio Pozzo, portiere; Moroni Daniele di Buzzero e Marchesi Luigi. I vincitori del “Torneo dell’Oratorio 1976-77” di Cassina de’ Pecchi, avevano come capocannoniere proprio il nostro Raffaele Di Maio che con 16 reti fece la differenza e che dopo alcuni anni ritornato a Brusciano, per gli amici continua a portare l’appellativo di “Lello O’ Milanese”.
E così, fra un tocco di maiale bollito, uno spicchio di margherita, un sorso di vino, un sussulto calcistico, una riflessione geopolitica e un racconto esistenziale, un altro granello di sabbia è disceso nella clessidra della vita per non risalire più.