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BOJANO (CB) ARRIVA UN NUOVO CONSIGLIO COMUNALE

(Giuseppe PACE) Bojano oggi è la città delle mozzarelle, che vengono mangiate nei migliori ristoranti di Roma, Firenze, ecc.. Ai piedi del del Matese, al centro della piana omonima, in provincia di Campobasso, troviamo la piccola città di Bojano, con oltre 8.000 abitanti. Bojano è antichissima cittadina sannita, attorniata da tanti paesetti che gravitano per i servizi su Bojano, che di Sabato, con il mercato settimanale, supera i 25 mila abitanti. Questi utilizzano anche le numerose banche cittadine, più del doppio di Piedimonte Matese (CE), cittadina similare, sul pedemontano meridionale del Matese, ma con 11.500 residenti e 5000 studenti giornalieri che utilizzano le molte scuole locali come l’ITAS dal 1888. Le coordinate geografiche di Bojano sono: 41 e 29 N e 14 e 28 E, mentre l’altitudine è di 482 metri, gli abitanti, al 31.12.2014, erano 8.071 con una densità di 153,35 ab./kmq. Il suo territorio, esteso 52,63 kmq (più esteso di Piedimonte Matese ma non di Alife di Cusano Mutri) è ricchissimo di sorgenti e coperto di vasti boschi prevalentemente di castagno, faggio, quercia e cerro, tra i quali spicca anche la presenza dell’albero di castagno più antico d’Italia. Le frazioni di Bojano sono tante: Alifana, Campi Marzi, Castellone, Chiovitti, Ciccagne, Civita Superiore, Codacchio, Colacci, Collalto, Cucciolene, Fonte delle Felci, Imperato, Limpilli, Majella, Malatesta, Monteverde, Mucciarone, Pallotta, Pietre Cadute, Pinciere, Pitoscia, Pitti, Prusciello, Rio Freddo, Santa Maria dei Rivoli, Sant’Antonio Abate, Taddeo, Tavone e Tilli Tilli. Vicino alle spettacolari mura medioevali di Civita c’è anche la Chiesa di S. Biagio della Porta o anche S. Biagio degli Arbericis, mentre la Chiesa di S. Maria dei Rivoli (dove sorge una fontana che il 15 agosto viene benedetta con il rito propiziatorio dell’acqua) è la più antica della città; la devozione dei bojanesi è di antica data: basti pensare che nel 1700 c’erano in città ben 32 chiese con 35 sacerdoti per soli 1.500 abitanti. Lungo l’erta salita che porta da Bajano a Cività si incontra l’antichissima Chiesa di San Michele Arcangelo, costruita con materiali provenienti da un mausoleo romano, con una cripta che contiene un ossario. Molti sono i bojanesi con nome Michele. Tra i prodotti più caratteristici va annotata la mozzarella di Bojano (l’oro bianco bojanese), conosciuta anche al di fuori del territorio regionale; Bojano, infatti è famosa per la produzione casearia di alta qualità, e in particolare per la mozzarella fior di latte, lavorata rigorosamente a mano. Secondo la tradizione alimentare molisana, questo formaggio, come tutti i latticini freschi, va consumato come antipasto e gustata da sola, per apprezzarne in pieno tutta la fragranza, al massimo con l’aggiunta di d’olio extravergine, anch’esso uno dei vanti dei prodotti tipici locali, al pari della soppressata, insaccato realizzato con carne scelta di maiale tagliata a mano a pezzi e conciata con sale, pepe in grani e peperoncino. Tra le manifestazioni che si organizzano a Bojano, c’è il “Ver Sacrum”, la festa della “Primavera sacra” dei Sanniti, un rito che consisteva nella consacrazione di gruppi di giovani inviati, al seguito di buoi sacri, a fondare nuove civiltà. Si tratta di una rappresentazione itinerante in costumi d’epoca articolata in quattro sequenze sceniche e basata su testi degli scrittori greci e latini e da recenti studi di archeologia, glottologia e filologia. Tra i bojanesi adottivi ricordiamo Goffredo Anacleto del Pinto, che ama Bojano forse più di qualche bojanese doc, dop e igt ed è attento alla vita sociale di Bojano conoscendone non pochi dettagli noti e meno noti. Nel Ver Sacrum, come nelle altre manifestazioni organizzate a Bojano, la gastronomia ed i prodotti tipici locali sono un contorno indispensabile e gradito dal pubblico che accorre numeroso come quando la CCIAA espone i prodotti molisani in piazza a Bojano, durante l’”Agosto bojanese”.

Bojano e il suo eremo di Sant’Egidio con Fontana di M. Cavaliere
Dopo i Sindaci, tutti uomini (come il Podestà Paltrinieri nativo di Pescasseroli che fece costruire le scuole elementari in centro a Bojano), il dr. Gino Di Biase che fu Sindaco epocale, il geom. Pio Romano che curava bene l’immagine turistica della Bovianum Vetus, il dr. Nicola Colalillo imprenditore di marmi e commercialista, il prof. di fisica Luigi Amorosa nativo di Riccia e il dr. Antonio Silvestri che lavora come Medico alla clinica bojanese Villa Ester) a Bojano (CB), si vota a giugno 2016. Intanto la macchina ed il clima elettorale diventano forieri di battibecchi, allusioni, punzecchiate in punta di coltelli di Frosolone, accuse più o meno velate di scambi di voto, slogan da propaganda elettorale. Si respirava dunque un’atmosfera pre-elettorale con i primi nomi e cognomi candidati in pectore, tra questi Mariacristina Spina, e Carmine Prioriello, oltre a quelli che, seduti tra i banchi di maggioranza e opposizione. Virgilio Spina in segno di protesta esce dall’ultimo Consiglio comunale per la paventata illegittimità della convocazione, Antonio Di Biase, Tonino Romano e Carlo Perrella a destra nel settore usualmente riservato alla maggioranza, Nicola Malatesta, Remo Perrella e Virgilio Spina a sinistra nel settore dell’opposizione a sinistra, Gaetano Policella al centro in rappresentanza dell’esecutivo, raggiunto più tardi da Angelo Bernardo e in chiusura dal Sindaco, Antonio Silvestri. La discussione ultima consiliare si è accentrata su due soli punti all’ordine del giorno, presa come spunto per parlare degli irrisolti problemi di una città che, in questi anni, ha visto la spoliazione progressiva di quel ruolo di leader naturale dell’area matesina che non è stato mai messo in discussione, ma che di fatto si è ridotto a pura enunciazione vista la mancanza di posizioni ufficiali da parte del governo cittadino. Proprio l’argomento relativo al “baratto amministrativo” è stato utilizzato per rammentare quel baratto di favori sottobanco che si ripresenta puntuale in Italia ad ogni tornata amministrativa, fondato sull’abitudine al clientelismo che ci arriva, in particolare al Sud, da secoli di dominazioni, sulla crisi economica che ha messo in ginocchio tantissime famiglie, a Bojano in particolare, sulla mancanza di posti di lavoro, sull’assenza di opportunità per i giovani. Il favore per “velocizzare”, per così dire, questa o quella pratica, così in voga nell’Italietta dal dopoguerra in poi, diventa secondario rispetto alla promessa di un posto di lavoro, sia pure temporaneo, sia pure precario, sia pure “non-lavoro”. E così i molisani votano un’illusione, così come fanno i siciliani, i calabresi, i campani, i lucani, i pugliesi e i meridionali in generale, che hanno conosciuto e vissuto sulla propria pelle lo spettro dell’emigrazione e del conseguente spopolamento. D’altronde le elezioni dovrebbero essere il simbolo della democrazia rappresentativa e il fatto di candidarsi un momento di cittadinanza attiva e responsabile che dovrebbe coinvolgere ognuno di noi. Non possiamo lagnarci se poi le cose non vanno e se i candidati sono sempre gli stessi. Soprattutto è necessario un coinvolgimento forte delle donne, quelle che davvero vogliono fare politica, non le mogli, fidanzate, figlie, sorelle dei soliti noti che pensano di raggirare così la normativa che impone una presenza più considerevole della rappresentanza femminile nei luoghi dove si decidono le sorti di Bojano. In Consiglio comunale a partire da quello della maggioranza, guidata dal Sindaco dr. Antonio Silvestri, da giugno, potrebbe essere guidata dall’attuale vicesindaco, Gaetano Policella. Il Direttore dell’ufficio postale bojanese, finora restato in disparte, conterebbe sulle candidature di Angelo Bernardo, Sabrina Scinocca, Antonio Silvestri, Antonio Di Biase, Gianluca Colalillo ed altri nuovi. Una lista che potrebbe ottenere il via libera anche del Partito Democratico bojanese, che però punterebbe alla candidatura di Marco Di Biase, della locale Casa di Cura Villa Esther, alla carica di Sindaco. Se dovesse prevalere il diktat partitico della compagine renziana la lista si completerebbe con la candidatura di Gaetano Policella in lista e gli innesti di Angelo Arena, Remo Perrella e due donne che spetterebbero sempre al Pd. Sul versante di centrodestra ritorna in auge la candidatura alla carica di sindaco del Presidente della Provincia sempre in cerca di un posto al sole col declassamento del potere delle Province. Altro nome al quale stanno lavorando Carlo Perrella&Co è quello di Massimo Romano, che potrebbe ripartire dalla sua cittadina natale per rilanciarsi politicamente in vista delle elezioni regionali, dove fu escluso pur avendo ottenuto voti e più consiglieri. Ma a strizzare l’occhietto sul posto da Sindaco ci sarebbe un altro componente della famiglia Romano, il papà di Massimo, Cesare che ha una lunga esperienza di amministratore. Un’aggregazione, che seppur in difficoltà sulla figura da candidare alla carica di sindaco (difficoltà comune a tutti gli schieramenti), risulta alquanto compatta e coesa. Prosegue, infatti, il reclutamento nella lista di esponenti della società civile. L’obiettivo è di non caratterizzare la lista di centrodestra, bensì renderla civica a tutti gli effetti per ampliare la base elettorale. Smentita dallo stesso Carlo Perrella, la presenza in lista dell’avvocato Giacomo Papa, nominato di recente coordinatore regionale di Forza Italia dall’onorevole Nunzia De Girolamo. Qualche attrito sembra esserci, invece, tra i gruppi guidati da Alfonso Mainelli e Virgilio Spina che faticherebbero ad individuare il candidato sindaco. Il consigliere uscente di opposizione battezzato (in municipio, però) da Antonio Di Pietro, e candidato con Frattura alle passate elezioni regionali, oggi punta alla poltrona di primo cittadino. L’avvocato Mainelli, noto per le sue coraggiose battaglie civiche e grande esperto ambientale, sarebbe pronto anche a fare un passo indietro se fosse convinto che il sacrificio potrebbe servire alla causa. Il realtà non è di sacrifici che ha bisogno la città di Bojano, piuttosto di qualcuno che riprenda in mano le rediti della città e rivendichi con forza tutto quello che nel frattempo ci è stato portato via nel silenzio assordante di un’Amministrazione alquanto disinteressata. A Quando un Sindaco in gonnella a Bojano? Molti lo aspettano, ma dai pronostici sarà ancora un uomo il Primo Cittadino della città di Bojano? Sembra proprio di si. Non ha importanza se sia uomo o donna il nuovo Sindaco della bella città di Bojano, stracarica di storia e di cultura non solo dell’antico Sannio, di cui era la capitale Pentra, importante è la lungimiranza e con consiglieri illuminati dal lume della ragione proiettata sul futuro di crescita del reddito dei residenti e sulla trasparenza amministrativa. Per la nuova fontana in piazza centrale di Bojano si consiglia, similmente a Goffredo del Pinto, di arredarla con un toro sannitico che eroga acqua (delle sorgenti del Biferno di Bojano) dalle narici e dalla coda, nonché lo stemma con 4 nomi della città nel tempo e non un generico ed elementare monumento con scritto Bojano.