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Rifiuti tossici di Stato: nel 2064 l’apocalisse in Campania per lo sversamento illegale.

Rifiuti tossici disseminati in diverse Regioni Italiane
“Non cercate solo in Campania i rifiuti tossici interrati abusivamente; molti dei veleni sono ancora là dove sono stati prodotti: in qualche cava mai attrezzata o in qualche campo di melanzane o di scarola della Pianura Padana, del Veneto, della Liguria, Toscana e Lazio”.
A parlare è Gaetano Vassallo, ‘pentito’ o meglio collaboratore di giustizia per sua stessa ammissione, quando cominciò a ritenere di essere in pericolo di vita, braccato dai clan. Vassallo è stato protagonista dei traffici illeciti di rifiuti che, per anni, hanno trasformato la Campania in pattumiera di rifiuti tossici.

calvi risorta.9Come si smaltiscono i rifiuti tossici

Il meccanismo di smaltimento era semplice: hanno occultato i rifiuti industriali nelle discariche destinate ai rifiuti urbani, quando queste si sono riempite li hanno nascosti nei campi. Scavavano enormi buche, scaricavano i rifiuti, li ricoprivano di terra dove spesso sopra si continuava a coltivare. Altre volte scaricavano i rifiuti sotto edifici in costruzione, nei piloni delle strade, ovunque fosse possibile occultare. Quando lo spazio cominciò ad esaurirsi, cominciarono a bruciare i rifiuti tossici la notte, nei campi, nelle periferie e così nacque la Terra dei Fuochi.
“Ma vi assicuro – dichiara Vassallo – che anche gli industriali e i trasportatori del Nord Italia non erano dei santi. Loro facevano sparire i rifiuti con una semplice firma. Ci chiedevano soltanto la certificazione di aver dato via fanghi, amianto e ceneri tossiche che invece restavano là nei loro territori”.

calvi risorta.19Rifiuti tossici nascosti all’opinione pubblica dal Segreto di Stato
Della Terra dei Fuochi e di tutti questi misfatti ne erano già a conoscenza le autorità governative Italiane nel 1997, quando i primi pentiti tra cui Carmine Schiavone (deceduto) iniziarono a parlare. Molti degli atti dei processi che si sono celebrati negli anni sono stati segretati: perche?
Vassallo è stato anche il grande accusatore di Lucio Gelli, il gran maestro della loggia massonica della P2. In una sua pubblicazione lo ha accusato “di aver trattato con camorristi e di aver fatto da intermediario, ha svelato il meccanismo che c’era dietro i traffici: da un lato gli imprenditori interessati a smaltire rifiuti tossici a prezzi stracciati, dall’altro i proprietari delle discariche pronti ad accoglierli. Ed in mezzo proprio lui, il Venerabile Maestro Licio Gelli che gestiva il pacchetto clienti e aveva rapporti con i politici che dovevano fornire le autorizzazioni e la Camorra collaborava ad ammansire gli amministratori e a distribuire tangenti e percentuali sugli utili”.
Licio Gelli è uscito indenne dal processo che ne è derivato a suo carico, solo per il fatto che i giudici non sono riusciti a dimostrare che lui sapesse di aver trattato con camorristi. Ma le trattative ci sono state.

ispezione-calvi-risorta-16-giugno-2015-vilmamoronese_it-181-660x371Il fondatore della Terra dei Fuochi
Vassallo nel 2015 in una fitta corrispondenza con una giornalista de “Il Mattino”, (uno dei maggiori giornali quotidiani della Campania) dalla quale è nato il libro “Così vi ho avvelenati” Sperling & Kupfer (Mondadori) 2015, tira in ballo diverse volte l’avvocato Cipriano Chianese, imprenditore nel settore dei rifiuti.
Lo tira in ballo sin da quando era riuscito ad accaparrarsi negli anni ’80 lo smaltimento della Indesit, la fabbrica di elettrodomestici che apparteneva a uno dei più importanti gruppi industriali italiani, quello dei Merloni, di Vittorio Merloni, all’epoca leader nazionale di Confindustria. Secondo Vassallo, Chianese è il ‘fondatore’ della Terra dei Fuochi perché bruciava i resti di plastica e bachelite dagli avanzi della lavorazione industriale della Indesit per recuperarne e rivenderne i resti delle carcasse fatte di ferro e schiuma espansa.
Chiansese fu coinvolto già nel 1993 nel processo Adelphi (uno dei primi processi per lo smaltimento illecito di rifiuti tossici) nel quale furono emesse dai magistrati della direzione distrettuale antimafia di Napoli complessivamente 116 ordinanze di custodia cautelare. C’era già tutto in quell’inchiesta: la massoneria, gli intermediari, la cupola criminale. Chianese fu assolto anche se il contributo causale reso al traffico illecito di rifiuti “fosse stato pacificamente ammesso”. Chianese è uscito indenne negli anni anche da altri processi: è stato in carcere, ma è stato scarcerato. Solo nel febbraio del 2015 è stato condannato a tre anni e quattro mesi per estorsione nei confronti di un gruppo di imprenditori del nord.

calvi risorta.16Nel 2064 l’Apocalisse per lo sversamento dei rifiuti tossici
Chianese è ancora sotto processo perché in una delle sue discariche fino al 2008 sono stati interrati circa 350mila tonnellate di rifiuti pericolosi. Il perito della Procura di Napoli, geologo Giovanni Balestri, al riguardo ha periziato che “al più tardi nel 2064 saranno avvelenate le falde acquifere della piana campana e che l’acqua di falda della Piana Giulianese entro e subito all’intorno degli invasi delle discariche Masseria del Pozzo, Ampliamento Masseria del Pozzo, Schiavi, Novambiente, Resit, Eredi Giuliani, Cava Giuliani, San Giuseppiello è da ritenersi già inquinata. L’utilizzo alimentare dell’acqua di falda in queste zone e’sempre ad alto rischio per l’uomo, qualunque siano le modalità di estrazione. Vi sono inoltre controindicazioni per l’utilizzo dell’acqua in agricoltura e per l’uso alimentare degli animali”.

rifiutiponteLa discarica più grande d’Europa
Nel mese di giugno del 2015 nei pressi di una fabbrica dismessa Pozzi-Iplave e nei terreni adiacenti è stata ritrovata quella che è stata battezzata come la discarica di rifiuti tossici più grande d’Europa. Si trova a pochi chilometri dall’uscita autostradale A1 di Capua direzione nord sull’Appia nei pressi di una centrale a turbogas costruita intorno alla metà degli anni 2000. E’ possibile che durante i lavori di costruzione della centrale, nessuno si sia accorto che nelle adiacenze c’era la discarica di rifiuti tossici più grandi d’Europa. Le ruspe della Forestale, incaricata dalla Procura di effettuare i carotaggi, hanno dovuto fermarsi perché per ettari e ettari di terreno ovunque scavassero emergevano residui e fusti contenenti rifiuti tossici e non solo quelli della fabbrica che chiuse i battenti alla fine degli anni ’80. Quello che si teme è che la discarica ex-Pozzi sia quella segretata nei verbali delle dichiarazioni del pentito Carmine Schiavone, che vedrebbe collusi imprenditori, Servizi di Stato deviati, Massoneria, Camorra e politici.
Il sindaco di Calvi Risorta, comune dove si trova la discarica, a più riprese ha chiesto l’istituzione di un tavolo di concertazione al fine di affrontare il problema della bonifica del sito inquinato. Ma per la presidenza della Regione Campania, per la III Commissione Speciale Regione Campania per il controllo delle bonifiche ambientali e i siti di smaltimento rifiuti ed ecomafie, per il Presidente della Provincia di Caserta, la Prefettura di Caserta, l’ASL di Caserta e l’ARPA Campania la discarica più grande d’Europa non è un problema (?) per la salute pubblica. In pratica una sorta di Adelphi bis, senza nemmeno la necessità di iniziare il processo, visti gli esiti del primo.

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