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BAMBINI IN RETE: RISCHI, PERICOLI E PREVENZIONE

bambiniMaria Rosaria Gagliarde, Web and Grapfhic Designer, docente di informatica, mette in guardia genitori ed insegnanti
Prima c’era la famiglia, poi venne la scuola, poi arrivò la tv, poi il computer, poi internet, poi i social network. Su queste tecnologie si sta disegnando la vita contemporanea.
A partire dalla seconda metà degli anni novanta, Internet è entrato prepotentemente nelle nostre
case portando con sé una grande rivoluzione. La navigazione, non solo attraverso il computer, ma anche attraverso i telefoni cellulari può, diventare particolarmente insidiosa per i più piccoli, che possono facilmente divenire oggetto di truffe o, peggio, di molestie.

Quali precauzioni per proteggere dai pericoli bambini e adolescenti durantela navigazione su Internet? Lo abbiamo chiesto a Maria Rosaria Gagliarde, esperta Web and Grapfhic Designer, nonché docente di informatica, che opera nell’intera penisola.

“Circolano in rete molti siti che propongono regole di navigazione per la protezione dei minori in Internet”- precisa Maria Rosaria Gagliarde- “Esistono dei pro e contro all’utilizzo del web, che dovrebbero essere interpretati e successivamente espletati dagli addetti ai lavori : genitori , insegnanti, che hanno un ruolo molto importante. I genitori spesso non sono consapevoli dei rischi che incorrono i propri figli in rete. Per questo motivo, il primo passo, sarebbe invitare i genitori ad avvicinarsi al mondo della tecnologia e del web per capire cosa fanno i ragazzi, quando sono immersi nel web” .

La scuola primaria cosa puo’ fare?

“Bisogna lavorare per cambiare la comprensione e l’utilizzo della rete, bisogna attivare soprattutto nelle scuole punti informativi, per far capire il corretto utilizzo di tale strumento . Spesso il web è paragonato alla televisione dove prevale lo spettatore passivo; il web invece è l’approccio al mondo talvolta anche sconosciuto ed irraggiungibile.Bisogna far capire ai bambini ed ai ragazzi che il web, non è l’apatia o la non socializzazione, ma se usato correttamente, è la ricerca della creatività, della conoscenza, dell’esplorazione e dell’innovazione”.

La rete è svago, ma anche conoscere e apprendere?

“Infatti, il web sta dando un fondamentale apporto nei processi di apprendimento, aprendo possibilità che nel nostro paese rimangono quasi inesplorate, perchè ancora consideriamo Internet un momento di svago e non un nuovo e potente strumento per la didattica, che facilità lo sviluppo delle capacità proprio per l’approccio differente rispetto all’insegnamento tradizionale. Internet perciò, non può essere “bistrattato” e visto come un pericolo senza via d’uscita. E’ opportuno comprenderlo, integrarlo nella vita quotidiana positivamente e non considerarlo come un demone infuocato”.

Genitori e scuola devono dettare regole e attivare filtri per i bambini?

“Il computer oramai è uno strumento indispensabile per la scuola. Le lezioni interattive erogate, sono di facile comprensione e stimolano l’apprendimento ( in Italia il suo uso è ancora limitato). Basti pensare che in molti paesi europei, l’utilizzo dei computer è molto più diffuso e contestualmente l’utilizzo nelle scuole dei tablet e degli strumenti informatici. I genitori dunque , dovrebbero indirizzare i ragazzi ad un utilizzo creativo della rete . Quelli più esperti, potrebbero sviluppare una navigazione priva di rischi, con l’utilizzo dei filtri. Insegnare ai propri figli quali informazioni posso essere date e quali no. Tutto ha bisogno di regole” – le parole conclusive della docente informatica. WWW(World Wide Web)-una ragnatela grande quanto il mondo !

Giuseppe Sangiovanni

Il parere del Dott.Pierluigi Lando, Psicoterapeuta infantile

“Da quanto esposto dalla docente di informatica, emerge ancora una volta sempre più chiara e inevitabile l’esigenza di un’appropriata propedeutica preparazione dei genitori come educatori. Preparazione che non si potrà limitare all’apprendimento di nozioni, bensì e anzitutto all’avvio a soluzione dei quasi immancabili problemi acquisiti durante la propria infanzia. A tal fine, per buona parte degli aspiranti genitori, non occorreranno specifici trattamenti specialistici. Auspicabili servizi territoriali: di counseling, la partecipazione a gruppi psico-sociali, come quelli di discussione, potrebbero giovare anche per la verifica delle motivazioni e delle attitudini degli aspiranti genitori.

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