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PADOVA. Il partito Pensionati è per l’ospedale nuovo a Padova est

(di Giuseppe PACE) Quale nuovo Segretario Provinciale del Partito Pensionati di Padova, ritengo utile la scelta del nuovo ospedale di Padova est. Esso era necessario sia per il Rettore dell’Università (che sollecita una migliore qualità sanitaria in un ospedale nuovo) che per i partiti dell’attuale maggioranza comunale e regionale. Dopo un decennio di discussioni senza fine hanno deciso un’area ben servita e vicino al casello autostradale nonché con stazione ferroviaria che lambirà l’ospedale stesso. Dal 2023 Padova potrà finalmente utilizzare un nuovo ospedale, farlo a Padova ovest significava allungare i tempi per la realizzazione. Padova ha 215 mila residenti in una Provincia di oltre 950 mila residenti con notevole capacità aziendale ed esportazione all’estero di merci di qualità. In tale realtà territoriale vivono anche quasi 100 mila stranieri (un quinto di quelli del Veneto) di cui oltre 33 mila a Padova, che forse più dei padovani apprezzano la qualità ospedaliera. Il Veneto ha un buon sistema sanitario, ma quello di Padova negli ultimi anni era in discesa libera per la mancanza anche di strutture nuove ospedalieri. A Verona l’ospedale, l’Università, la Fiera ed altre strutture sociali sono nuove. Il policlinico esistente a Padova è del 1968, a parte i palazzi di via Ospedale, il Giustinianeo, ospedale voluto dalla Diocesi di Padova guidata nel 1700 da Nicolò Antonio Giustiniani. A Padova esiste il Teatro anatomico stabile più antico al mondo, voluto da Girolamo Fabrici d’Acquapendente nel 1594 e ancora perfettamente conservato. In esso ha operato anche Leonardo da Vinci in un’epoca in cui la Chiesa vietava utilizzare i cadaveri per le lezioni di Anatomia e Fisiologia, che a Padova erano svolte in modo eccellente con richiamo di studenti da ogni parte d’Europa. Non si dimentichi che l’Università e l’Ospedale di Padova furono lo specchio della Reupubblica Serenissima di Venezia, che era un’oligarchia di nobili illuminati dal progresso. Padova merita un nuovo policlinico e la sede scelta da Zaia-Bitonci non è male poiché più centrale e servita da autostrada e ferrovia oltre che dalla buona circonvallazione stradale di via Plebiscito. I lavori del nuovo ospedale si protrarranno per 5 anni, con oltre 10 mila addetti dei cantieri edili, e con un indotto economico che supererà i 3,2 miliardi di euro. Ma vediamo la cronaca locale da Il Mattino del 3 febbraio c.a., che dà la notizia della nuova area da destinare ad ospedale ed anche le azioni dinamiche del PD di indicare Padova ovest e il posto dell’aeroporto Allegri, che però richiederebbe tempi lunghi per togliere i vincoli che ha, nonostante la disponibilità ad incontrare gli altri suoi di cordata PD del Ministro Delrio, Il Pd a Padova lecca ancora le ferite della cocente sconfitta, non prevista minimamente, alle comunali e alle regionali insieme all’Idv e altri più a sinistra della sinistra. Noi del Partito Pensionati, siamo di centro, non siamo molto in vista, ma sappiamo indicare ai nostri lettori e simpatizzanti le scelte più opportune per dare al Veneto centrale, con la bella Padova, un ospedale nuovissimo e degno della storia civile della città del Santo. Il Partito Pensionati ha una storia trentennale e nasce a Milano con Fatuzzo, attualmente l’Avv. Elisabetta Fatuzzo è in Consiglio regionale della Lombardia, mentre il passato del Partito Pensionati ha avuto un Senatore, un Deputato ed un Europarlamentare. Lo 0,8% dei voti nazionali al Partito sono stati confermati anche alle regionali ultime del Veneto del 2015. Adesso si tratta di farlo conoscere di più a Padova soprattutto, ma anche negli altri 103 comuni della sua Provincia, dove non ancora riceve i dovuti consensi, ma è presente ovunque e non è poco anche per le prossime elezioni comunali in 14 comuni come Abano e Montegrotto T., Albignasego, Cittadella, Este, Montagnana, Noventa Padovana, ecc.. In merito all’ospedale di Padova, vediamo i dettagli della serrata cronaca cittadina: ”Fumata bianca dall’incontro in Regione: l’okay di Flor (Azienda Ospedaliera), neanche Soranzo (Provincia) si mette di traverso di Claudio Malfitano”. Anche il rettore dell’Università di Padova è d’accordo su tutto: l’area di Padova Est non ha problemi né dal punto di vista clinico né dal punto di vista scientifico. Zaia: “Un giorno storico per il Veneto”. “Oggi è una data storica per la sanità di tutto il Veneto e per la salute di tutti i Veneti, ma anche degli italiani e degli europei: tutte le istituzioni interessate, al termine di un lavoro proficuo per cui ringrazio davvero tutti, hanno dato il via libera alla realizzazione del nuovo Ospedale di Padova nell’area di Padova-Est San Lazzaro”. L’annuncio è stato dato con soddisfazione dal Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia al termine dei lavori del Tavolo istituzionale specifico.“Oggi è stato anche deciso preliminarmente – ha precisato il governatore – che l’ipotesi Padova Ovest è definitivamente tramontata, e il fatto sarà formalizzato con una nuova delibera regionale che ribadirà la non pubblica utilità già dichiarata il 14 ottobre 2014. Abbiamo inoltre costituito un tavolo tecnico composto dai legali dei diversi protagonisti del Tavolo che dovrà darci in una settimana, massimo 10 giorni, la corretta linea giuridica rispetto ai rapporti con i privati che furono interessati a Padova Ovest. Da oggi si può cominciare a scrivere anche il nuovo Accordo di Programma – conclude Zaia – che darà al Veneto un Policlinico Universitario di livello internazionale”. Soranzo: “Ci sono inesattezze grossolane. Presenteremo le controdeduzioni”. “Ringrazio il Governatore Zaia –ha dichiarato il Presidente della Provincia, Enoch Soranzo- per avermi dato la sua copia personale della Relazione prodotta dall’Azienda Ospedaliera, che non mi era stata neppure consegnata, e per l’opportunità che mi ha concesso di discutere anche il documento tecnico prodotto dalla Provincia. Appaiono tuttavia evidenti, nella Relazione presentata da Luciano Flor, molte discrepanze con inesattezze grossolane rispetto ai dati riportati in tutti i documenti ufficiali in possesso agli Amministratori presenti al Tavolo regionale, come ad esempio la presunta criticità relativa all’accessibilità della zona aeroporto data dalla presenza dell’Arco di Giano, che si trova invece esattamente nell’area opposta, cioè a Padova est”. “Ritengo quindi che la decisione assunta dal Tavolo regionale, sulla base della Relazione presentata dall’Azienda ospedaliera, sia stata presa considerando indicatori inesatti, e per questo mi riservo d’inviare, nei prossimi giorni, al Governatore Zaia alcune controdeduzioni sugli aspetti tecnici più macroscopici, viziati da errori che definirei quasi surreali. A maggior ragione resto dunque ancora più convinto della bontà della scelta dell’area dell’aeroporto e, al momento del voto, mi sono astenuto per questo, permettendo comunque di dare inizio ad un’immediata, mi auguro, realizzazione di un’opera assolutamente necessaria per i padovani. A questo punto auspico quindi che, definita una volta per tutte l’area, s’inizino quanto prima i lavori di costruzione, e che davvero Padova possa avere in tempi rapidissimi una struttura attesa da vent’anni.” Marcato (Lega): “Soddisfazione, ci abbiamo sempre creduto”. “Una grande soddisfazione, per i padovani, per i Veneti, per le Istituzioni, per tutti coloro che, come me, hanno sempre creduto ad un futuro di concretezza per il nuovo ospedale di Padova, dando ognuno il proprio contributo di idee e di presenza”. Con queste parole, l’Assessore regionale all’economia Roberto Marcato, presente oggi alla riunione dello specifico Tavolo Istituzionale, ha commentato il via libera al nuovo ospedale di Padova, che verrà realizzato nell’area di Padova-Est San Lazzaro. “Lo dico da cittadino veneto e da consigliere regionale a assessore padovano – aggiunge Marcato – perché l’eccellenza sanitaria patavina meritava di potersi esprimere al meglio in una struttura adeguata, che ora nascerà secondo tutti i crismi e con le preziose indicazioni tecniche dell’Università e dello Iov, elementi importanti per dare contenuto scientifico ai massimi livelli. Questo Policlinico Universitario – conclude Marcato – darà risposte importanti e migliaia di pazienti, ma costituisce anche uno straordinario strumento di nuova qualità per la nostra Università. La salute dei nostri cittadini è un dovere morale”. Il Pd: “Meglio tardi che mai. Ma l’ospedale a Padova ovest sarebbe già in costruzione”. “Meglio tardi che mai, ora è necessario recuperare tutto il tempo perso. Dopo la retromarcia di Bitonci rispetto alle promesse della campagna elettorale che prevedevano la soluzione del nuovo ospedale costruito al posto del vecchio e il lungo balletto sulle aree che ha azzerato il precedente iter, finalmente si è giunti a una decisione”, è il commento del segretario cittadino del Pd Antonio Bressa. “Non si tratta però di un punto di arrivo, ma di un nuovo punto di partenza con molte questioni ancora tutte da affrontare: il reperimento delle risorse necessarie, la necessità di adottare nuove misure sul piano urbanistico coinvolgendo i comuni della cintura urbana, la possibilità di azioni legali per il trasferimento del progetto di Finanza & Progetti da un’area all’altra. In qualsiasi altro luogo un nuovo ospedale sarebbe già in via di costruzione visto che se ne parla dal 2006, ma ultimamente a Padova i dispetti dell’amministrazione e la volontà di assecondare interessi privati hanno solo fatto dilatare i tempi. Speriamo che ora si possa partire”, conclude Bressa. Sinigaglia e Ruzzante (Pd): “Restano parecchie perplessità”. “La commissione per il nuovo polo ospedaliero di Padova ha indicato l’area di Padova Est come idonea per la costruzione del policlinico. Merita una sottolineatura il fatto che si tratti un’indicazione alla quale dovrà ora far seguito percorso in grado di superare le numerose e non insignificanti incongruenze che sono emerse finora. Rimangono infatti intatte tutte le perplessità sulla scelta e sulla concretizzazione dell’opera”. La presa di posizione è dei consiglieri regionali padovani del PD, Claudio Sinigaglia e Piero Ruzzante. “La prima delle perplessità è quella sulla destinazione urbanistica e la conformità della stessa per attivare la struttura sanitaria. Contemporaneamente resta cruciale il definire la dimensione della superficie destinata al nuovo ospedale: tra valutazione della Provincia e quella del Comune ballano circa 120 mila metri quadri. In terzo luogo meritano un approfondimento le questioni dell’accessibilità, anche viabilistica, e delle possibilità di implementazione dell’area”. Secondo gli esponenti democratici si tratta di “una partenza ad ostacoli che promette un iter lungo ed accidentato. Ma tant’è: l’importante, per i sostenitori di questa soluzione, è l’aver ripudiato l’area di Padova Ovest, superficie che a nostro giudizio, soprattutto dopo il completamento dello scolmatore Limenella Fossetta, rimane la nostra scelta prioritaria”. “Rimane sul campo il contenzioso con ‘Finanza e progetti’, ma finalmente possiamo chiedere con forza che la Regione, assieme all’Università, realizzi il progetto del nuovo ospedale. I 50 milioni che abbiamo voluto inserire in bilancio – evidenziano in conclusione Sinigaglia e Ruzzante –  devono servire proprio a questo. Altre due tranche da 50 milioni dovranno essere inserite anche per le annualità 2017 e 2018: bisogna tradurre in finanziamenti concreti gli impegni assunti in Aula da Zaia. Non dev’essere infatti il privato a confezionare la nuova casa della salute, bensì l’istituzione pubblica con le migliori professionalità e competenze che ha a disposizione”. Boron (Lega): “Una svolta attesa a lungo”. “Soddisfazione, certo, perché oggi il comitato di coordinamento presieduto dal Presidente Zaia ha dato l’avvio nei fatto alla realizzazione del nuovo Policlinico di Padova, il futuro polo di eccellenza sanitaria del Nordest e punto di riferimento  della sanità internazionale” Fabrizio Boron, presidente della V Commissione del Consiglio regionale del Veneto non nasconde il suo stato d’animo per quella che definisce “una svolta a lungo attesa e che oggi – ha detto Boron –  grazie al presidente Zaia e all’intero comitato di coordinamento, ha posto le basi per un’opera che rilancia il ruolo di Padova, della sua Università e del Veneto nella sanità di eccellenza.  Accantonate definitivamente altre ipotesi, il Policlinico si farà a Padova Est- San Lazzaro. Come ha detto il sindaco Bitonci l’area scelta è disponibile e ciò consente un risparmio di tempi oltre che nei costi. Il Veneto è ai vertici delle classifiche internazionali per la qualità del servizio sanitario pubblico i cui costi sono tra i più bassi in Europa: con il nuovo ospedale patavino, strettamente connesso alla realtà universitaria dunque alla ricerca medico-scientifica tra le più avanzate in Europa, arricchirà il tessuto sanitario veneto nel segno dell’eccellenza e nel rispetto delle esigenze della popolazione”. “Zaia ha dimostrato di essere l’uomo giusto per portare in porto questa operazione e di ciò  gli va dato atto, come va riconosciuto il ruolo svolto dal sindaco Bitonci nonché dal professor Rizzuto, rettore dell’Università. Ora si tratta di lavorare alacremente per giungere al più presto a veder realizzato finalmente il Policlinico. Di certo oggi è una giornata storica, non solo per Padova ma per l’intero Veneto”, conclude Boron. La Cgil: “Scelta che risponde a interessi immobiliari”. “Questa mattina, in Regione Veneto, si è consumata l’ennesima puntata della telenovela che vede come protagonista la Sanità padovana e in particolare la realizzazione del Nuovo ospedale di Padova.Pare confermata la scelta di Padova Est, almeno fino alla prossima puntata (il “balletto” sulle aree va avanti ormai da quasi due anni). Neanche una parola invece sui veri nodi: 1) le risorse economiche per realizzarlo, che ad oggi non ci sono; 2) la programmazione sanitaria di Padova”, è la dichiarazione del segretario provinciale della Cgil Christian Ferrari. “Sul primo punto per la Cgil sarebbe inaccettabile riproporre il modello della finanza di progetto, che già tanti danni ha fatto in giro per il Veneto e che peraltro sia il Sindaco sia il Presidente della Regione avevano escluso in campagna elettorale.Sul secondo punto va sottolineato come, nel frattempo, stiamo assistendo ad una silenziosa e progressiva destrutturazione della sanità padovana: lo IOV indebolito a favore di altri territori, le gravissime carenze di organico (sono ormai centinaia le unità di personale che mancano e che sarebbe indispensabile assumere), reparti al collasso, assenza di investimenti sullo sviluppo dei servizi sul territorio, con la totale disapplicazione del Piano Socio Sanitario che la stessa Regione ha approvato”.”Le ultime scelte sui commissariamenti non hanno fatto altro che aggiungere ulteriori incertezze e difficoltà. Si ha la netta impressione che, in assenza di un disegno complessivo e coerente, le scelte dell’amministrazione comunale di Padova e della Regione Veneto siano guidate, o quanto meno condizionate, dagli interessi di qualche potere forte piuttosto che da quelli generali della città. Anche La scelta di Padova est sembra infatti rispondere più a interessi di carattere immobiliare e finanziario che alle esigenze e ai bisogni sanitari dei cittadini di Padova”. Berti (M5S): “Pensare a uno sviluppo di 30 anni e no a un mostro mangia-soldi”. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in consiglio regionale, Jacopo Berti, interviene sullo sblocco del progetto del nuovo ospedale di Padova. “Ancora una volta stanno parlando del contenitore, ma sui contenuti non ho ancora sentito una parola dalla politica regionale – attacca Berti – per non parlare del fatto che diventa indispensabile ribadire un secco no all’ipotesi del project financing, come andiamo dicendo da sempre, per questo progetto”. “Dobbiamo renderci conto – continua il capogruppo del M5S – che Padova deve diventare un punto di riferimento universitario a livello mondiale. Siamo una delle più antiche università al mondo e non abbiamo certo nulla da imparare da nessuno. Abbiamo sempre esercitato un ruolo primario nella storia ed è ora di riprendercelo, perché questo tassello dovrà rivelarsi fondamentale nel rimettere il polo universitario padovano e il Veneto in una posizione di eccellenza e di avanguardia in tutto il mondo”. “Bisogna poi ribadire il ruolo fondamentale del rettore dell’ateneo padovano – sottolinea l’esponente pentastellato – Rosario Rizzuto, che ha nel mirino un progetto di grande spessore per il nuovo ospedale del capoluogo. “Nel nostro dna c’è la promozione dei contenuti – conclude Berti – come Movimento 5 Stelle abbiamo una grande attenzione per l’avanguardia, l’innovazione e il futuro. E qui possiamo davvero scriverlo il futuro, l’importante è che lo sguardo e il progetto siano rivolti ai prossimi 30 anni e che questo ospedale non si trasformi in una versione padovana dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, che si è rivelato un mostro mangiasoldi alle dipendenze di una politica incapace di pensare al bene dei cittadini”. Berno (Pd): “Speriamo non sia quella la vera palude”. Ecco l’intervento integrale di Gianni Berno, consigliere comunale e consigliere provinciale del Pd. “Con grande e ormai nota astuzia il sindaco intrattiene i padovani su porto d’armi e altri ragionamenti propagandistici che han velocemente archiviato la promessa non mantenuta di sicurezza e difesa dei padovani a favore dell’autodifesa! Nel frattempo in gran fretta oggi passa la decisione del nuovo ospedale a Padova Est (con voto di astensione della Provincia). Sia chiaro che fare l’ospedale è una priorità assoluta e già sono stati perduti 2 preziosissimi  anni per la decisione del sindaco di ripartire da zero, proponendo strade impercorribili (nuovo su vecchio, via Corrado), per poi approdare a Padova Est (probabilmente la decisione a cui voleva arrivare sin da subito), annullando la decisione già presa e condivisa da tutti gli attori,  compresa la Regione, dell’area che certamente era la più opportuna sotto ogni punto di vista: Padova Ovest. E’ del tutto evidente la strumentalità della posizione del sindaco Bitonci che ha sempre motivato il no su una “palude” che non c’è”. “Con  il completamento dello scolmatore Limenella Fossetta, il Consorzio di bonifica ha salutato l’opera come la più strategica per liberare tutta la zona nord di Padova dal rischio idraulico. Come noto si tratta di un’opera attesa da decenni su cui molto si è impegnata la precedente amministrazione comunale. La rimozione anche dei presunti problemi idraulici obbligherebbe tutte le istituzioni che vogliano giudicare in modo oggettivo a valutare l’area di Padova Ovest come la più idonea, soprattutto se consideriamo la sua dimensione e, dunque, la possibilità di sviluppo futuro. Prendiamo atto che oggi è stata presa una decisione. Ma sono state considerate seriamente le moltissime controindicazioni che ha il sito di Padova Est, messe nero su bianco dallo studio preliminare di fattibilità che la Provincia ha commissionato ad un team di esperti ed ufficializzato nella riunione odierna? E’ stato letto davvero il report oppure è stata adottata lo stile bitonciano applicato in occasione del recente bilancio 2016 del Comune, dove decine di validi emendamenti e proposte di consiglieri comunali non sono stati manco letti e si è pigiato il bottone? Il problema è che se si imbocca una strada sbagliata ora ce la portiamo dietro per 50 anni almeno, noi e le future generazioni. Speriamo che non sia questa la “vera palude” per il nuovo ospedale”. Pipitone (Idv): “Meglio tenersi stretto l’ospedale di via Giustiniani”. “Non mi unisco ai cori trionfanti in soccorso dei vincitori politici leghisti. Sul nuovo ospedale la verita é che dopo 6 anni siamo al punto zero. Non c’e un progetto, non c’è chi finanzia e paga l’ospedale – è il commento del segretario regionale dell’Italia dei Valori Antonino Pipitone – Hanno solo spostato virtualmente il luogo da Ovest ad Est. Teniamoci stretto l’ospedale di via Giustiniani. Ed evitiamo di farlo trasferire reparto dopo reparto in altre provincie venete”. De Poli (Udc): “Padova Est? Speriamo bene”. “La scelta di Padova Est? Che non sia solo l’ennesima occasione persa, dopo anni di immobilismo, che alla fine non faccia decollare il nuovo Polo Ospedaliero per restituire a Padova e a tutto il Veneto una struttura di valenza nazionale e internazionale all’altezza dell’importanza della sanità e della medicina padovana. Resto convinto che si poteva realisticamente prendere in considerazione l’ipotesi dell’Allegri che era un’area ben più vasta e che, soprattutto, non presentava le criticità che, invece , sono presenti in Padova Est. Rimango francamente perplesso sulle modalità e sulle forme che hanno portato a questa decisione che non hanno saputo tenere conto di alcune situazioni in essere…e, quindi, speriamo bene!”. Lo afferma il senatore UDC Antonio De Poli commentando le decisioni di oggi sul Nuovo Ospedale di Padova. Daniele Buso (presidente Ass. Amici dell’Alicorno): “Ora lo stombinamento dell’Alicorno”. La decisione presa a Palazzo Balbi (Venezia) dal sindaco di Padova Massimo Bitonci e dal governatore del Veneto Luca Zaia assieme ai rappresentanti delle istituzioni interessate relativa al decentramento del Policlinico universitario e delle altre strutture della sanità segna sicuramente la fine di una fase della storia dell’urbanistica (antiurbanistica) padovana molto negativa caratterizzata dalla catastrofica imposizione del rettore Guido Ferro alla quale si oppose con fermezza, in primo luogo, l’urbanista veneto Luigi Piccinato con la sua “Nota sul problema delle cliniche universitarie” (6 dicembre 1952) diretta al sindaco Cesare Crescente. La decisione del sindaco e del governatore del Veneto di trasferire, decentrare il Policlinico universitario e le altre strutture della sanità a San Lazzaro (Padova Est) pone le premesse, il presupposto fondamentale per il restauro del bastione G. Cornaro, opera di Michele Sammicheli, per lo stombinamento del canale Alicorno. L’associazione Amissi dell’Alicorno si impegna a continuare e ad ampliare per la sua azione di mobilitazione dei cittadini, di sostegno e di stimolo in particolare del sindaco Bitonci e del governatore Zaia in una operazione urbanistica e sanitaria, che fa onore a entrambi, e che è sicuramente soltanto al suo inizio. L’ULSS n.16 di Padova, convenzionata con l’Università di Padova per le attività di studio, di ricerca e di assistenza medico-sanitarie, è un complesso formato da: ospedale Giustinianeo, ospedale Civile (monoblocco, policlinico), ex ospedale Busonera. Garantisce il ricovero in ospedale per la diagnosi e la cura delle malattie che richiedono interventi d’urgenza e per le malattie acute che non possono essere affrontate in ambulatorio o a domicilio.

L’Azienda ospedaliera nasce l’1 gennaio 1995, a seguito dello scorporo dell’ex Ulss 21, nella quale era compreso l’ex ospedale Civile. Adesso alle aspettative dei padovani e non solo bisogna rispondere con la massima trasparenza degli atti, degli appalti e dei 600-700 milioni di euro da spendere per costruire non un’opera faraonica, ma un moderno ospedale, dove curano ed operano eccellenti chirurghi usciti dalla scuola padovana di Medicina e Chirurgia (il Presidente, dr. Ferrara, in un marginale convegno, organizzato anche dal dr. Avruscio, auspica un ospedale di 1200 posti letto ed un campus universitario eccellente di oltre 70 ettari), uno dei fiore all’occhiello dell’eccellente Università che fu anche di Galileo Galilei tra il 1592 e il 1610. “Perché a Padova la regina della scienza, piuttosto che la teologia come invece a Parigi, era la medicina” Questa frase di Herbert Butterfield, ben riassume il ruolo della Scuola Medica Padovana nel contesto delle università europee nel 1400 e 1500, dove i più grandi maestri hanno insegnato e prodotto i loro migliori lavori.

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