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MATRIMONI, FAMIGLIA E TEORIA GENDER

(Giuseppe PACE) Da Naturalista e docente di Scienze naturali delle scuole medie superiori in Italia e all’estero, mi sento chiamato in causa con la ferma volontà del nostro giovane capo di governo a portare gli italiani sulla strada dei matrimoni tra omosessuali, i cosiddetti “diritti civili”, l’adozione per i gay e la teoria Genter o di Genere nelle scuole statali, forse per scimmiottare e non restare indietro ai Paesi a nord delle Alpi. Cominciamo con il precisare ciò che suggerisce la scienza della Biologia. L’evoluzione della nostra specie, l’Homo sapiens, ci ha selezionati a riproduzione sessuata, mentre altri organismi, di altre specie come batteri, ecc. sono a riproduzione asessuata. Dunque noi nasciamo maschi oppure femmine in base al corredo cromosomico. Non nasciamo genter o indeterminati come certa moda di oggi vuole sull’altare del conformismo e dei luoghi comuni radicalschic. Una sola coppia di cromosomi dunque è responsabile del sesso alla nascita, tale coppia è detta anche eterocromosomi o cromosomi sessuali. Se gli eterocromosomi sono XX si è femmina, se XY si è maschi. Le 23 coppie cromosomiche, della cellula somatica della specie Homo sapiens, si riducono a metà nelle sole cellule gametiche: uovo e spermatozoo, che unendosi, in genere durante il rapporto sessuale tra un maschio e una femmina (durante i giorni fertili del ciclo di 28 giorni delle femmine), danno la cariogamia. Cariogamia, letteralmente significa matrimonio dei nuclei cellulari o carioplasmi. Dunque il matrimonio è l’unione o fusione di due cellule di organismi di genere diversi il maschile e il femminile. Molti umanisti, privi di cultura specialistica biologica, sconfinano in domini specialistici inopportunamente generando confusione nel lettore anche di questo mass media o di altri ancora di più. Non si diventa maschio e dunque uomo e femmina e dunque donna solo attraverso la società e l’educazione ricevuta da bambini, dagli adolescenti e dai giovanissimi. Quelli sono i ruoli sociale del fare o non fare una determinata cosa, del modo di vestire, ecc.- L’Etologo Otto von Frisch studiò che è la necessità, nella società delle api, a determinare il ruolo sociale. Egli notò che tagliando le ali alle api operaie, il nettare dei fiori lo andarono a prelevare le api soldato. Ma veniamo al tema-problema della omosessualità. Omosessuale si può diventare in alcuni casi per una base biologica incerta dei due generi poiché si può, nascere con una speciale triade e non una coppia di eterocromosomi XXY, XXX, ecc..In alcune di tali anomalie il maschio può avere le hiandole mammarie simili al genere femminile. Su ciò potrebbero innescarsi meccanismi di imitazione e comportamentali causanti la tendenza a deviare nell’altro genere e sesso. In merito a quelle che si chiamano, in linguaggio specialistico, aberrazioni cromosomiche c’è da segnalare l’accesa disputa conseguente ad un noto film. XXY (segnalato anche come XXY. Uomini, donne o tutti e due?’) è un film del 2007 scritto e diretto da Lucía Puenzo, all’esordio nella regia, ispirato al racconto Cinismo di Sergio Bizzio. Presentato al Festival di Taormina 2007 e vincitore della Settimana della Critica a Cannes, è il primo film che parla del vissuto di un adolescente intersessuale, descrivendo quel momento delicato e difficile che sono le prime esperienze sentimentali e sessuali, tra la confusione che tutto ciò può creare e la pressione a dover operare una scelta sul proprio corpo “diverso”. I genitori di Alex, una ragazza in piena adolescenza, attraversano un momento delicato: credono sia il momento di prendere delle decisioni in merito all’anatomia sessuale della figlia, infatti la ragazza è intersessuale e sottoposta a cura ormonale per evitare la virilizzazione del suo corpo. I genitori non hanno voluto “normalizzare” il corpo della ragazza in attesa della sua piena consapevolezza. Per questo motivo la sua famiglia si è trasferita dalla popolosa Buenos Aires alle più tranquille coste uruguayane. La narrazione prende il via con la visita di una coppia di amici, accompagnati dal figlio sedicenne Alvaro. I due coniugi hanno accettato l’invito della madre di Alex soprattutto per l’interesse scientifico del padre di Alvaro, chirurgo plastico, per la situazione della ragazza. L’arrivo degli ospiti coincide con un momento turbolento della vita di Alex: taciturna e scontrosa ha da poco litigato con il suo migliore amico. Tra Alvaro ed Alex nasce una forte attrazione, entrambi vivono i turbamenti relativi al corpo, tipici dell’adolescenza, la ricerca e la scoperta di una identità sessuata, che riguarda sia l’identità di genere che l’orientamento sessuale. Una ricerca che porta anche al confronto con le rispettive famiglie e la realtà sociale, fatta anche di gesti violenti e discriminatori nel momento in cui ciò che era tenuto segreto comincia ad essere noto. Anche i genitori di Alex si trovano a doversi confrontare con le scelte della figlia e con le conseguenze che esse comporteranno, a partire dalla reazione all’aggressione sessuale subita dalla ragazza ad opera di un gruppo di coetanei. XXY è una pellicola che dice tante cose attraverso una regia asciutta, fatta di poche parole e tanti silenzi, riprese eloquenti che toccano -senza invadenza- i delicati temi trattati[2]. L’intersessualità di Alex descrive il rapporto con le diversità, che non sono solo quelle del/la protagonista, ma possono riguardare tutti in quanto, come sottolinea la Puenzo:”la paura per l’ambiguità genitale diventa la metafora per tutte le amputazioni prodotte dalla paura di essere diversi”. Al di là del mondo cinefilo, però, il film ha creato non pochi imbarazzi in ambito scientifico. L’intersessualità di Alex, il protagonista, è causata da iperplasia surrenale congenita[4] mentre il profilo cromosomico “XXY” descrive una condizione diversa, la Sindrome di Klinefelter. Per questo motivo il “Comitato Scientifico UNITASK” (Unione Italiana Sindrome di Klinefelter) ne contesta il titolo.”Come Comitato Scientifico dell’Unione Italiana Sindrome di Klinefelter (Associazione di Pazienti e familiari con Sindrome di Klinfelter), riteniamo che il titolo del film di Lucia Puenzo, XXXY, costituisca una grave distorsione della realtà clinica della Sindrome KS ponendo in relazione di causa ed effetto tra le due condizioni assolutamente inesistente sul piano biologico e pericolosissima sul piano psicologico per i pazienti, i loro familiari e soprattutto per gli adolescenti e le mamme in gravidanza con diagnosi prenatale di feto XXY”. Fa ancora più notizia agli studenti quando si parla loro di superfemmina. la trisomia XXX è un’anomalia cromosomica che colpisce circa 1\1200 femmine, che presentano un aspetto normale, cicli mestruali spesso irregolari e insorgenza precoce della menopausa; sono fertili ma il concepimento è più difficile rispetto ad una donna con cariotipo normale ; occasionalmente questa sindrome determina lieve ritardo mentale. La sindrome della tripla X, nota anche come trisomia X, sindrome XXX, 47,XXX aneuploidia, è una trisomia XXX dei cromosomi sessuali, ovvero la presenza di una copia eccedente del cromosoma X nelle cellule della femmina, causata dalla loro non disgiunzione durante la profase I o II del processo meiotico. Sono comunque presenti due corpi di Barr. Può anche verificarsi una forma a mosaico se solo una parte delle cellule del corpo contengono i tre cromosomi X mentre le restanti ne hanno solo due. La misura in cui una donna sarà influenzata dalla condizione dipenderà dalla percentuale di cellule con XXX e XX. La trisomia X si verifica circa una volta ogni 1.000 nascite femminili. Diversamente da altre condizioni cromosomiche (come la sindrome di Down), solitamente non vi è differenza distinguibile ad occhio nudo tra le donne affette dalla condizione e il resto della popolazione femminile. Le persone con questa aneuploidia sono conosciute anche con il nome di “superfemmina”, ma l’uso di questo termine è stato criticato e sconsigliato. È stata diagnosticata per la prima volta da Jacobs tra il 1960 e il 1984. Tale cariotipo si riscontra in circa 1 su 1000 femmine nate. In realtà nelle bimbe che riscontrano la sindrome della tripla X l’incidenza del ritardo mentale è solo leggermente superiore alla popolazione generale. Le persone affette non manifestano caratteristiche fisiche particolari, se non la tendenza ad essere alte. Inoltre, possono presentare ritardi nell’acquisizione di alcune abilità motorie o del linguaggio, dislessia o tono muscolare debole. Tra le donne affette dalla sindrome della Tripla X ci sono tuttavia soltanto raramente delle anomalie fisiche osservabili a occhio nudo, eccezion fatta per la statura più alta della media. La maggior parte di esse sono fertili e hanno cicli mestruali ma una prematura insufficienza ovarica è più frequente rispetto alla media. I figli (anche se studiati in pochi casi) hanno stranamente un cariotipo normale poiché è possibile che la coppia XX finisca più facilmente nei corpuscoli polari mentre il cromosoma X nell’ovocita. Al corso di Educazione sessuale per insegnanti, svolto a Mestre nel 19776, il Dr. Giovanni Caletti (Dermosifilopata), autori di diversi libri tra cui La sessualità degli italiani, edizioni Calderini, precisava molto le cause incerte che agiscono sull’adolescente per spingerlo verso una direzione sessuale di genere piuttosto che verso la propria già indicata e tracciata dalla sua natura biologica. Qua non si vuole sottacere il problema dell’incertezza dell’educazione ricevuta da piccoli e da adolescenti, ma si vuole anche precisare che poche migliaia di omosessuali in Italia non possono costringere 60 milioni di italiani a interessarsi troppo dei loro problemi distogliendo il Legislatore, cioè il Parlamento, da altri problemi che interessano molti più giovani come la disoccupazione giovanile. Renzi da una parte critica l’U.e. e dall’altra la scimmiotta costringendo gli italiani a pronunciarsi sui diritti civili per non restare indietro, ma indietro a chi? A me non pare che la famiglia in Germania e in Gran Bretagna o anche in Olanda e Danimarca sia messa meglio che in Italia, basta scorrere le statistiche sui diversi aspetti familiari: divorzi, liti in famiglia, famiglie mononucleari, omofilia e omofobia, adozione per i gay. Perché questa mania di dover sempre copiare, tipica spesso anche dei politici populisti e carrieristi di basso rango. In Germania meno di 50 mila persone delle unioni civili comportano un notevole impegno finanziario alle casse dell’erario dello Stato, da noi il numero è riducibile a circa la metà? Più o meno. La teoria Genter sta creando sconquasso nelle scuole italiane? Certamente non fa del bene generando confusione sull’ignoranza giovanile sui temi della sessualità ed allontanando i genitori dai figli più di quanto già fa l’età e le molte attrazioni della società moderna che costringe il giovane a fare tardi la notte in discoteca e scambiare spesso il di con la notte cioè dorme di giorno e veglia (in discoteca, pab ed altri locali che li attirano con musica) di notte. La percezione che una persona ha di sé come appartenente al genere femminile o maschile anche se opposto al proprio sesso biologico, per cui non si è maschio o femmina in base al dato oggettivo di natura, ma in base alla percezione soggettiva di come ci si sente al momento. L’obiettivo è «instillare» sin dalla più tenera età questa idea di uomo: fluida e in fieri. Con la formazione e l’aggiornamento del personale della scuola, con la revisione dei libri di testo, con progetti e attività nelle classi. Spesa prevista: 200 milioni di euro”. Nonostante la natura incerta e vaga del concetto di omofobia è stata ad ogni modo elaborata una vera e propria strategia per combattere il fenomeno che originerebbe: la “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015)“. Tale Strategia è rivolta «a diffondere la teoria del gender nelle scuole, attraverso anche iniziative volte ad offrire ad alunni e docenti, ai fini dell’elaborazione del processo di accettazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere», ad esempio valorizzando «l’expertise delle associazioni LGBT in merito alla formazione dei docenti, degli studenti e delle famiglie», o proponendo «un glossario dei termini LGBT che consenta un uso appropriato del linguaggio». Questo documento espropria la famiglia – ambito privilegiato e naturale di educazione – dal compito di formazione in campo sessuale, disconoscendo il fatto che la stessa famiglia rappresenti l’ambiente più idoneo ad assolvere l’obbligo di assicurare una graduale educazione della vita sessuale, in maniera prudente, armonica e senza particolari traumi. Lo scorso 14 giugno, , nel corso del suo discorso all’apertura del convegno ecclesiale della Diocesi di Roma, Papa Francesco è tornato nuovamente a parlare della teoria gender, con un esempio molto significativo.“I nostri ragazzi, ragazzini, che cominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia: si deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzi andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e la moglie tante volte dovevano ricatechizzare i bambini, i ragazzi,per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano li’. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita spirituale e morale”. L’educazione sessuale nelle scuole non può essere affidata solo al prof. di educazione civica o di lettere, ne solo a quello di biologia o all’insegnate laico di religione, ma deve essere basata su di un progetto attentamente pensato ed approvato, possibilmente, anche dai genitori. Ma il problema è che la scuola è in crisi e nessuna educazione, anche quella sessuale, è possibile. Io l’ho fatta in un liceo di Dolo (VE) nel 1982/83, ma ho curato solo l’aspetto biologico con l’invito di due psicologi di area medica e non per far notare le differenti impostazioni culturali agli studenti, già avvisati. Poi l’ho ripetuta ad una scuola media superiore patavina, per studenti lavoratori maggiorenni. Comunque la scuola oggi è insensibile alla cultura dello studente, ricca di luoghi comuni, che bisogna rimuovere attraverso lezioni dei saperi impartiti dalle varie discipline delle quali sono responsabili i singoli docenti, molti dei quali privi d’interesse a trasmettere oppure fortemente ideologizzati e portatori di altri luoghi comuni che si sommano ai precedenti che la società moderna non riduce e amplifica spesso. La scuola non è ujn luogo educativo oggi e nemmeno d’istruzione poiché nessuno controlla i programmi impartiti se sono o meno aggiornati, se sconfinano in saperi non propri della o delle discipline impartite dal docente che è stato assunto e retribuito per insegnare quei saperi aggiornati, puntuali e a fini sociali senza ideologie di maniera e senza servilismi vari. La scuola in Italia è malata d’isolamento e di anonimato. Un bravo medico e specialista è sempre apprezzato anche per il numero crescente di utenti. Un baravo docente non ha utenti che lo vogliono perché deve restare imprigliato nel sistema burocratico della location scuola, che è divenuta un calderone di personale non docente-impiegati statali senza responsabilità utili- dove il Dirigente si glorifica e autogratifica a suo piacere anche perché ossequiato con il titolo di dr. e tutti gli altri suoi colleghi docenti devono essere uguali e anonimi, guai a distinguere chi sa da chi non sa rendere i propri studenti critici che sanno usare la propria testa e conoscono bene la disciplina loro impartita. L’Italia ha problemi più gravi che rincorrere una sua minoranza di cittadini esagitati nelle piazze per mettere spesso in mostra le loro incertezze sessuali ai giovani, che addirittura svuotano le aule disertandole con la complicità dei loro docenti e dirigenti tutti ad inseguire il genere inglese o genter che fa tendenza, che è di moda! La maggior parte degli italiani non si oppone alla regolamentazione delle poche migliaia di unini civili tra omosessuali, ma la stragrande maggioranza è contraria ai matrimoni tra gay e soprattutto alla adozione di bambini. Papa Francesco batte un colpo contro il politically correct e l’ideologia gender. “Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”: così il Pontefice a pochi giorni dall’approdo in Aula del ddl sulle unioni civili. Nelle stesse ore in cui il Papa pronunciava questo inequivocabile monito alla coscienza degli italiani, Matteo Renzi ha invece battuto un colpo laicista: “Per il Pd la riforma è irrinviabile”. Il premier ha in questo modo messo sull’avviso i catto-dem del suo partito. Siamo allo scontro. Perché da un parte e dall’altra sono state pronunciate parole nette e inequivocabili. E pure nella stessa giornata. Poi, sui grandi media e nelle segreterie politiche, si farà a gara a smussare gli angoli e a trovare interpretazioni più morbide e concilianti. Ma la contrapposizione tra visioni diverse della famiglia è comunque emersa, in tutta la sua forza. Chiamatela come volete, ma la pronuncia di Papa Francesco, per i modi e i tempi in cui è avvenuta, ha il chiaro sapore di una “scomunica” contro il baldanzoso segretario del Pd. Che cosa possa avere spinto il Papa a questo scarto e a questa accelerazione, dopo aver ricevuto per tanto tempo gli applausi delle anime belle buoniste e laiciste, è argomento troppo complesso per essere affrontato in modo sintetico. Certo è che il recente Sinodo sulla famiglia ha rappresentato una sconfitta per l’anima più “progressista” dell’episcopato. Certo è anche che il “popolo” cattolico s’è risvegliato e si appresta ora a rioccupare massicciamente la scena pubblica con l’imminente Family Day, Certo è infine che l’episcopato italiano ha rotto gli indugi e, con il cardinale Bagnasco, ha benedetto la rivolta di questo “popolo”. Resta da dire di Renzi, Perché ha impresso questa accelerazione laicista? Ai dietrologi e ai retroscenisti l’ardua sentenza. Forse è rimasto prigioniero dei suoi tatticismi. Forse ha voluto dire qualcosa di “sinistra” per placare il dissenso interno. Forse non ha valutato bene i rischi connessi con l’iniziativa della pasionaria Cirinnà. Qualunque sia la risposta, è certo che, nel corso della prossima settimana, ne vedremo delle belle. Dentro e fuori l’Aula. Anche la presidente della Camera dei Deputati si schiera er l’adozione gay con esempi tattici di mercatino rionale, ma gli italiani non sono stupidi come sembra credere la giovane del Pd.

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