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Caserta. 9 ore per la vita contro l’aborto nonostante la pioggia

Volantino NO194(Caserta24ore) CASERTA. Dalle 9 alle 17.00 sono stati distribuiti duemila volantini. La manifestazione contro l’aborto, “9 ore per la vita”, organizzata, sabato 2 gennaio, dal movimento No194, presso la clinica “Sant’ Anna” in via Roma 124 a Caserta, nonostante la pioggia e il giorno festivo, è andata bene: sono stati distribuiti circa duemila volantini e sono state raccolte firme di adesione al movimento referendario. I volontari del movimento, dalle 9.00 di mattina alle 17.00 di pomeriggio, hanno testimoniato con cartelloni e striscioni il loro dissenso contro l’aborto. Perché “il problema dell’aborto – ha detto il preside Paolo Mesolella, coordinatore provinciale del movimento – deve uscire dagli ospedali e dalle sagrestie per raggiungere la gente in mezzo alla strada”. Ed anche questa volta non sono mancate le donne a far sentire la loro voce davanti alla clinica Sant’Anna. Una clinica tristemente nota per i tantissimi aborti praticati tutti i giorni: qualche centinaia a mese, qualche migliaia all’anno. marcia_9_aprileL’evento si è svolto contemporaneamente in tutta Italia ed in particolare presso gli ospedali di Aosta, Torino, Genova, Milano, Trento,Vicenza, Trieste, Piacenza, Firenze, Perugia, Ancona, Padova, Roma, Campobasso, Pescara, Potenza, Foggia, Cosenza, Catania Cagliari e Caserta grazie all’associazione NO194. Nonostante i giorni di festa ed una pioggia insistente, il movimento No194, è ritornato davanti alla clinica Sant’Anna di Caserta per sensibilizzare i casertani sul dovere morale, oltre che sociale, di difendere la vita dall’aborto. “La manifestazione – ha spiegato il preside Paolo Mesolella – è stata come sempre una testimonianza discreta ma eloquente, se si pensa ai 7 milioni di concepiti (secondo i dati ufficiali ministeriali) che non sono nati perché soppressi dall’entrata in vigore della legge 194. Un legge che d’altra parte non ha eliminato la piaga degli aborti clandestini che, solo in Italia sono oltre 30 mila all’anno. A dimostrazione del fatto che la legalizzazione dell’aborto non ha per nulla sconfitto la piaga della clandestinità, ma ha aggiunto ad essa, un altro male legalizzato. L’aborto, del resto non è privo di oneri per lo stato se si pensa che è gratis per le donne che devono abortire, ma costa anche 4-5 mila euro per i contribuenti. A testimoniare per la vita c’erano insegnanti e rappresentanti delle associazioni tra i quali il Preside Paolo Mesolella, Rita Madonna, Rossella Tripoldelli, Susanna, e Anna Reccia ed altri volontari prevenienti dalla Parrocchia “San Paolo Apostolo” di Caivano. “La volontà di testimoniare – spiega il preside Mesolella, non si può fermare, perché, come diceva don Oreste Benzi:”Per far cessare gli aborti in tutta Italia:bisognerebbe andare a pregare in massa di fronte agli ospedali. Perché noi dobbiamo rendere pubblico quello che avviene nel silenzio degli ospedali”. Un appello quello di don Benzi che è stato colto dal nostro movimento il cui unico scopo è quello di difendere la vita umana dal suo concepimento fino alla morte naturale.